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Recensione

AR-K Episode 3: The Great Escape

di Stefano Rossitto  

il nostro voto
69
In breve

Aiuta Alicia Van Volish a fuggire dal Distretto 8 e scoprire la fonte del misterioso Globo d'Oro.

 

Recensione Completa del 08 Febbraio 2016
Prima di iniziare con la recensione, è bene ricordare che questo titolo fa parte di un ciclo episodico e, in quanto tale, si configura come diretta continuazione dei due capitoli iniziali; ciononostante, The Great Escape può essere avvicinato anche da chi non abbia avuto modo di provare i precedenti titoli, a patto però di usufruire del riassunto presente nel menù iniziale: pur se confusionario e non adatto per permettere appieno l’immersione all’interno della storia, resta infatti imprescindibile.

Un po’ di trama per cominciare. Alicia è una giovane studentessa di giornalismo che si ritrova, suo malgrado, coinvolta in un intrigo, nel quale sembra giocare un ruolo importante una strana sfera dorata portatrice di guai. Proprio questo congegno, infatti, è la causa del fallimento di Alicia nella carriera che da sempre sognava all’interno dei corpi di polizia.

Quando la sfera torna di prepotenza nella sua vita, Alicia decide di seguire il suo fiuto e di indagare sul globo, finendo invischiata in una rete di macchinazioni insospettabili; nel tentativo di recuperare il congegno, che sembra avere una strana tendenza a scomparire di continuo, precipita infine in un pozzo profondo e si risveglia al buio, con una gamba spezzata e senza cognizione di dove si trovi.

The Great Escape, come il titolo potrebbe suggerire, si concentra sulla fuga da questo mondo sotterraneo, senza però trascurare il filo conduttore della trama: l’inospitale location del gioco fornirà infatti nuovi dettagli sulla cospirazione in atto, sulla sfera dorata, sulle storie personali dei personaggi secondari e molto altro ancora…

Come spesso accade per i capitoli intermedi di una serie, TGE non risulta particolarmente ricco di colpi di scena e non suscita forti emozioni legate alla storia vera e propria nonostante il contributo alla stesura della sceneggiatura da parte dello scrittore americano Greg Rucka. Va però detto che la caratterizzazione dei personaggi comprimari è buona e il giocatore potrebbe affezionarsi facilmente a Franky per via dei continui dialoghi con la protagonista. Il resto del cast risulta coerente, sensato con l’ambientazione e utile per imbastire un buon game design.

I dialoghi stessi sono particolari, sempre ricchi di humour, doppisensi sessuali e qualche parolaccia tipicamente Aliciana; rispetto ai precedenti capitoli, resta poi anche la caratteristica e occasionale distruzione del quarto muro, sia da parte di Alicia che di alcuni personaggi secondari.

Anche il game design non raggiunge vette eccezionali di qualità, ma fa il suo lavoro dall’inizio alla fine del gioco, per le circa 4/ 5 ore di gameplay previste; a parte un’introduzione molto lineare, The Great Escape è infatti articolato intorno a tre quest giocabili in contemporanea e per lo più slegate una dall’altra ad eccezione degli ultimi passi. Il giocatore potrà così muoversi liberamente tra i circa quindici scenari disponibili, sfruttando una comoda mappa che annulla il peso della camminata eccessivamente lenta della protagonista.

A livello di enigmi veri e propri, non ci discostiamo dai precedenti capitoli; avremo perlopiù utilizzo di oggetti, dialoghi coi vari personaggi e pochi enigmi di logica basati sull’osservazione degli scenari. L’interfaccia presenta anche un tasto particolare per richiedere l’aiuto diretto di Franky, il quale verrà usato più volte nel dipanarsi della storia. In linea generale non ci troviamo dinnanzi a un’avventura particolarmente ostica, giacché gli enigmi risultano abbastanza intuitivi e mai troppo oscuri.

Discorso a parte va però fatto per un enigma in particolare sul quale verte la micro-trama dell’episodio. Alicia verrà infatti coinvolta in un’indagine e potrà sfoggiare le sue doti da investigatrice come ha sempre sognato.

La struttura dell’enigma è chiaramente ispirata al celebre gioco da tavola Cluedo: si dovranno prima di tutto raccogliere tutti gli indizi possibili, per poi cercare di individuare il colpevole, l’arma utilizzata per il delitto e il movente. Detto così sembra una passeggiata, ma posso assicurarvi che districarsi tra i vaghi indizi di cui si entrerà in possesso sarà tutt’altro che facile e richiederà una buona dose di pazienza e di inchiostro. Unico neo dell’enigma è un semplice dato di fatto: in quanti si prenderanno la briga di sbrogliare l’intrigo, e in quanti invece andranno semplicemente a tentativi? A conti fatti la lista dei sospetti non è particolarmente folta, e non aiuta il fatto che l’arma del delitto venga intuita in automatico da Alicia. La difficoltà dietro la logica dell’enigma potrebbe così spingere molti giocatori all’alternativa più semplice, andando a sprecare un buon lavoro di design.

Per quanto riguarda il reparto audio, il gioco non spicca particolarmente dalla massa. Le musiche sono buone, ma poche e poco incisive; si limitano a fare il loro lavoro, senza mai raggiungere particolare originalità e senza imprimersi nella mente. Il doppiaggio, in inglese, risulta di contro molto buono sia per i protagonisti che per il resto del cast e, ad esempio, risultano molto gradevoli e particolari i linguaggi alieni, mentre mi ha fatto storcere un po’ il naso l’assenza di doppiaggio per i robot.

Sempre parlando di doppiaggio, vanno poi segnalati alcuni errori grossolani creati in fase di implementazione dell’audio. Più volte, infatti, il testo su schermo non corrisponde alla frase effettivamente pronunciata dal personaggio. Questo è sintomo di un testing portato avanti in maniera frettolosa, visto che il problema si presenta anche durante fasi obbligatorie della trama. Eccezione fatta per questo, però, non ho riscontrato altri problemi o bug di qualsivoglia natura.

Visivamente il titolo è buono e risulta leggermente superiore ai precedenti episodi. Gli scenari sono stati resi più vivi, con più animazioni e più personaggi presenti su schermo. Purtroppo la reclusione forzata in questa location sotterranea non ha permesso di variegare molto gli ambienti, che comunque risultano gradevoli e con uno stile unitario.

I personaggi sono sicuramente il punto debole della produzione, con un numero di animazioni davvero risicato e una realizzazione un po’ sommaria. Fortunatamente gli sviluppatori hanno ovviato a questa carenza producendo dei piccoli video, nei quali vediamo di volta in volta l’azione compiuta dalla protagonista. Questi sono probabilmente il fattore più gratificante dal punto di vista visivo, con una buona regia, illuminazione azzeccata e animazioni ricche e ben realizzate; tutto sommato vanno a eliminare quel senso di fastidio che la quasi assenza di animazioni in-game va a creare.

A questo punto, direi che siamo in possesso di abbastanza fattori per dare un giudizio complessivo su questa avventura sci-fi; facciamo quindi un rapido escursus su quanto detto finora.
La trama viene portata avanti nella maniera giusta, ma non intriga particolarmente e sembra più voler creare attesa per il prossimo capitolo che altro; gli spunti disseminati risultano peraltro interessanti e potranno portare a qualcosa di valido per il seguito.

I personaggi sono coerenti e funzionali alla vicenda narrata e, se siete particolarmente empatici, vi capiterà anche di affezionarvi a un paio di essi; escludendo però i comprimari, gli altri personaggi vengono trattati molto superficialmente e servono perlopiù come motore per gli enigmi di gioco.

Da un punto di vista visivo TGE è gradevole, ma evidentemente limitato da budget e dalle tecnologie a disposizione; il game design di contro è forse il fattore migliore del prodotto, ma proprio dove dovrebbe brillare viene vanificato per un inconveniente che forse sarebbe potuto essere eliminato con qualche accorgimento.

La localizzazione in inglese è più che buona sia dal punto di vista testuale che da quello del doppiaggio; dobbiamo però fare presente che questo terzo capitolo manca (per ora) di una traduzione in italiano, quindi molti potrebbero trovare difficoltà nel comprendere alcuni passaggi.

Aggiungiamo al piatto anche la durata media del prodotto, che va dalle 4 alle 5 ore massimo, e il prezzo di vendita attuale, il quale si aggira sugli 8 €.

AR-K: The Great Escape in sintesi è un gioco buono in tutti i suoi aspetti, ma mai veramente brillante. Sicuramente ci troviamo di fronte a un miglioramento, sotto tutti i punti di vista, dei precedenti due capitoli, e in generale la serie fa ben sperare in questi promettenti sviluppatori in erba.

Nonostante i vari difetti, The Great Escape non vi annoierà mai e saprà intrattenervi e incuriosirvi, svolgendo egregiamente il suo compito: spingerci ad aspettare il quarto e ultimo capitolo della serie. Per chi abbia apprezzato i primi capitoli, The Great Escape si configura così come un obbligo e un acquisto più che consigliato; per gli altri, si tratta di un titolo comunque valido e che difficilmente vi farà rimpiangere i soldi spesi.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Gato Salvaje
Data Rilascio: 14/07/2015
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Fantasy/Spaziale
Grafica: 3D
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese e Spagnolo
Sottotitoli: Inglese e Spagnolo
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