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Recensione

Agatha Christie - Delitto Sotto il Sole

di Ivan Vailati  

il nostro voto
79
il vostro voto (10 votanti)
75
In breve

Il terzo gioco della saga dedicata alla regina del giallo, stavolta tratto dal romanzo Delitto Sotto Il Sole. Impersonerete il detective belga Hercule Poirot e dovrete risolvere un intricato caso di omicidio: una nota attrice in vacanza su un'isola tropicale viene infatti trovata morta. Sta a voi investigare!

 

Recensione Completa del 05 Febbraio 2008
Ormai è un classico appuntamento fisso, per il terzo anno consecutivo Atari Italia distribuisce e porta nelle nostre case, sui nostri amati computer e monitor, un’avventura tratta dai libri della regina del giallo, Agatha Christie. Anche se le 2 precedenti avventure non sono esenti da imperfezioni, la serie è riuscita comunque sia a calamitare l’attenzione del pubblico che, nonostante tutto, ne ha decretato un buon successo. Avendo personalmente recensito le precedenti “puntate”, non potevo esimermi nell’affrontare questa nuova fatica targata AWE Productions. Saranno riusciti gli sviluppatori del team di Lee Sheldon a fare tesoro dei difetti passati e a regalarci finalmente un’avventura con i fiocchi? A questa recensione spetta l’ardua sentenza...

Trovare un buono spunto per descrivere la trama non è propriamente difficile: infatti il celeberrimo detective Poirot sarà come al solito immischiato in un grave caso di omicidio: questa volta la vittima è una famosa attrice di nome Elena Stuard, in vacanza su un isola tropicale dal nome alquanto misterioso, “l’isola dei contrabbandieri”. Diciamo da subito che finalmente vestiremo i panni di Poirot, anche se nell’introduzione si capisce che la storia sarà seguita come se la stesse vivendo Hasting, suo vecchio amico. Il personaggio che saremo chiamati a gestire sarà il nostro amico investigatore e questo garantisce molto più carisma al titolo. L’introduzione ci fa immergere in un ufficio londinese, poi il ricordo prenderà la forma di un racconto e il nostro giallo inizierà.

Per chi avesse poca memoria, in E Non Ne Rimase Nessuno (che è uscito da poco anche per il http://www.adventuresplanet.it/schede.php?game=ac10wii) di Poirot non ce n’è traccia: il personaggio da noi interpretato era infatti Patrick Narracott. In Assassinio Sull'Orient Express invece Poirot era un personaggio secondario, la sua presenza sul treno era marginale e di secondo piano, diciamo più come se fosse un consigliere pronto a dare aiuto all’eroina di turno che in quella occasione si chiamava Antoinette Marceau. È un peccato doverlo dire ma graficamente parlando abbiamo fatto un passo indietro (ma attenzione, un passo indietro non vuol dire necessariamente che il gioco sia brutto): la risoluzione è rimasta inalterata e quindi sarà la 1024 x 768, le visuali saranno molto cinematografiche per dare più profondità all’avventura e le locazioni questa volta danno una sensazione di maggiore pulizia, mi sono apparse più lucide e fresche con colori molto più chiari. Quasi non sembra di vivere in un giallo investigativo, molto curati anche se in qualche occasione un po’ troppo spogli gli interni, mentre le zone esterne non sempre sono all’altezza della situazione: un qualche particolare, qualche texture o qualche effetto in più non avrebbe guastato di certo. I filmati (specialmente quelli iniziali) sono fatti veramente malaccio e le animazioni sono praticamente inesistenti: sembra di stare in mezzo a dei paralitici, Poirot si muove in modo innaturale, i personaggi sono molto ben caratterizzati ma per le espressioni facciali e i modelli poligonali si poteva certamente fare di più.

Pronti, via, ed ecco la prima schermata porsi davanti a me: siete proprio davanti all’albergo dell’isola e in basso sulla destra avete le voci selezionabili del menù. Potete salvare, caricare, iniziare a giocare, vedere i crediti o uscire dal gioco: l’unica parte interessante sarà la zona opzioni, un volta dentro sarete nella panacea delle selezioni, potete fare di tutto e di più, potete selezionare il livello di sonoro e luminosità, potrete attivare i sottotitoli o scegliere se attivare o disattivare i tantissimi effetti disponibili. L’interfaccia di gioco è stata semplificata e non di poco: nel menù situato nella zona superiore dello schermo molte opzioni sono state eliminate: prima di tutto è stata tolta la possibilità di unire anche più di 2 oggetti alla volta, le sezioni del taccuino sono state rese più pratiche e veloci da consultare e in generale c’è molta meno confusione. Le uniche due icone inserite servono solo per piccole azioni ed hanno una funzione marginale: l’icona orologio è parte integrante di un enigma che non vi posso anticipare, mentre l’icona con la faccia di Hasting è una specie di aiuto on line (per me sempre una cosa negativa). Infatti una volta premuta questa icona tornerete nell’ufficio di Poirot dove potrete chiedere cosa fare se rimanete bloccati. Il cursore sullo schermo avrà la forma di una freccia con poco sotto un cerchio, ogni volta che passerete su una zona attiva, all’interno del cerchio si formerà un disegno. Le icone sono sempre le solite, ormai le conoscete da sempre, solo in alcuni casi ce ne saranno di speciali, come l’orecchio per sentire, l’ombra per seguire o inseguire, comunque niente di nuovo all’orizzonte da questo punto di vista.

Le musiche sono un tripudio di violini, violoncelli, pianoforti, arpe e quanto altro vogliate. Avrete un’orchestra sempre in pieno concerto, siamo d’altronde negli anni 40 e quindi è normale una scelta musicale sullo stile classico. Gli effetti ambientali non mi hanno soddisfatto a pieno, anche se devo dire che sentire il rumore degli oggetti che ogni volta che li si usano nell’inventario è particolare. L’avventura è supportata da un parlato in inglese di ottima fattura e dai sottotitoli in italiano perfetti.

Una cosa alquanto bizzarra e sicuramente molto strana è il fatto che per metà dell’avventura non ci sarà nessun omicidio: infatti il racconto prenderà inizio molto prima della tragedia, e questo vi permetterà di vedere tutto da un punto di vista differente. Ho trovato la cosa alquanto interessante, scoprire gli intrecci amorosi, le possibili vendette, le trame e le storie che si intersecano molto prima degli avvenimenti, ti fa vedere il tutto in maniera assolutamente alternativa e ti fa pensare molto, di conseguenza la trama è veramente interessante, anche se devo dire che i personaggi giocanti potevano essere caratterizzati molto meglio. Purtroppo quello che ho appena menzionato qua sopra influisce e non poco sulla voglia di proseguire, continuare ad andare avanti senza che mai succeda qualcosa di adrenalinico o eccitante può essere frustrante e noioso, posso capire i vari compiti da portare a termine, ma senza uno scopo preciso, le motivazioni vanno a cadere, non pensate?

Grande felicità ho provato nel notare che si è fatto un passo avanti nella struttura degli enigmi: si è cercato di prendere i pregi del primo gioco della serie e di scartarne i difetti. Il risultato è ottimo, in ognuno degli atti o capitoli che dovrete affrontare potrete scegliere a vostro piacimento cosa fare e quali enigmi risolvere prima di altri. Nel secondo gioco invece gli enigmi erano improntati sulla ricerca degli indizi in modo esagerato, anche in questo caso ci sono stati miglioramenti e anche se è vero che qualche ricerca per trovare qualcosa la bisogna fare, posso assicurare che si è trovato il giusto equilibrio. Sostanzialmente gli enigmi sono improntati sull’utilizzo degli oggetti, solo in sporadici casi avrete a che fare con problemi in stile Myst, la difficoltà è ben calibrata e riesce ad offrire una discreta sfida per gli esperti e un ottimo banco di prova per chi si affaccia la prima volta nel mondo delle avventure, riscontrata solo in un’occasione una grave pecca (posso malauguratamente anticipare che ci sarà un punto dove moltissimi, se non quasi tutti si bloccheranno). Fa altresì piacere notare finalmente un inventario che non sia lì solo per bellezza: pensate, sono riuscito ad avere anche fino a 30 oggetti in una volta sola, tutto questo per una longevità che si assesta sulla media delle 10-12 ore. Prima si parlava di frustrazione, un'altra delle pecche di Delitto Sotto il Sole è il troppo girovagare che saremo chiamati a fare: gli ospiti dell’albergo logicamente non se ne staranno in stanza tutto il tempo e molte volte ci toccherà gironzolare in lungo e in largo per il posto alla ricerca del personaggio giusto con cui parlare, è vero che gli spostamenti saranno facilitati da un doppio click, ma si poteva anche inserire una mappa o una parte nel taccuino dove era possibile leggere l’ubicazione della persona che stiamo cercando.

È difficile giudicare Delitto Sotto il Sole: se da una parte l’aspetto tecnico ha dei difetti non indifferenti, dall’altra il gioco si fa valere alla grande. Allo stato attuale delle cose posso dire di essere di fronte al migliore episodio della serie, la trama e la storia sono una garanzia, gli enigmi sono ben equilibrati, insomma, la sostanza c’è, il contorno manca un poco, ma se vi saprete accontentare non ne rimarrete delusi.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: AWE Productions
Publisher: JoWood
Distributore: Atari
Data Rilascio: Q1 2008
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Giallo
Grafica: 2.5D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Italiano
Ricerche
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Requisiti minimi
OS: Windows 2000/XP
Processore: 1.4 GHz Pentium® 3
RAM: 256 MB
Scheda Video: 64 MB DirectX® 9 Compatibile
Hard Disk: 1.5 GB
Supporto: CD/DVD-ROM 16x
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