Adventure's Planet
Lunedì, 22 Dicembre 2014 15:48
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Recensione

Agatha Christie - E Non Ne Rimase Nessuno

di Ivan Vailati  

il nostro voto
78
il vostro voto (25 votanti)
79
In breve

Dieci persone, ciascuna sconosciuta a tutte le altre, sono state invitate in una sontuosa dimora situata su una sinistra isola. Senza mai apparire, grazie all’ausilio di alcune registrazioni, il loro misterioso Ospite accusa ognuno degli invitati di omicidio e procede ad infliggere loro la condanna che gli spetta. A mano a mano che la tensione cresce, gli invitati vengono decimati in seguito all’ingegnosa opera di un killer invisibile. Preparati ad affrontare un thriller investigativo mai visto prima!

 

Recensione Completa del 21 Dicembre 2005
Agatha Christie (nome completo Agatha Mary Clarissa Miller)... Chi non conosce colei che è stata definita “la regina in giallo”, ed è senz'altro una delle più grandi scrittrici di romanzi gialli della storia? Molti dei suoi libri e dei suoi personaggi, tra l'altro, sono stati fonte di ispirazione per molti film: si ricordino a titolo di esempio “Assassinio sull’Orient Express”, “Delitto sotto il sole”, “Assassinio sul Nilo” e la sua opera forse più famosa e rappresentativa in assoluto: “10 Piccoli Indiani”.

In questo periodo in particolare, gli sviluppatori di avventure grafiche stanno prendendo molta ispirazione dalla letteratura mondiale: sono usciti a poca distanza di poco tempo vari titoli interessanti, che riprendono le storie di Verne (Viaggio al centro della terra, Viaggio al centro della luna e come non ricordare l’imminente uscita a gennaio 2006 di 80 giorni) o di Sir Conan Doyle (Sherlock Holmes e l’orecchino d’argento). Il tempo passa ma sembra che questo trend sia destinato a continuare grazie allo sforzo profuso dai ragazzi della AWE Games (guidati da un vecchio volpone del genere come Lee Sheldon) e al supporto di The Adventure Company che, prendendo spunto proprio dalla Christie e dal suo 10 Piccoli Indiani, ci faranno coinvolgere in un turbinio di intrighi, misteri e sospetti.

La nostra storia comincia in una splendida giornata di sole: il lungo filmato introduttivo ci farà conoscere tutti e dieci i personaggi che faranno parte di questa avventura (ho detto dieci? In realtà i personaggi saranno undici, infatti il nostro alter ego digitale si chiamerà Patrick Narracott e sarà un ospite forzato per un guasto al traghetto). Una volta raggiunta l’isola e accomodatisi, i nostri protagonisti si accorgeranno ben presto di essere caduti in una trappola ed infatti ascolteranno un messaggio registrato dal fantomatico signor Owen che inizierà ad accusarli di vari crimini che hanno commesso nella loro vita. Da quel momento sarà un susseguirsi di colpi di scena e le persone della casa inizieranno a morire una ad una. Giusto per chiarire non ho mai letto il libro e nemmeno visto il film in questione: ho trovato l'introduzione veramente interessante e originale - cosa rara di questi tempi in cui questa per la maggior parte delle volte è poco più di una scusa per giustificare l’inizio del gioco – dove vengono davvero gettate le basi per costruire sopra una bella storia.

La maggior parte del tempo lo passerete nella grossa casa che farà da cornice all'azione per almeno il 80% del tempo di gioco: purtroppo, dal punto di vista grafico non andiamo oltre la sufficienza, la risoluzione rimane fissa a 800 x 600 e se le locazioni (tutte in 3D) interne rimangono abbastanza curate nei particolari, quelle esterne sono brutte e poco dettagliate. Le animazioni di contorno sono quasi inesistenti e a parte la pioggia, il mare e la nebbia persistente solo qualche uccello ogni tanto farà capolino qua e la sull’isola. I pochi filmati, a parte quello iniziale e quelli finali, saranno molto brevi e la maggior parte delle volte le scene di intermezzo sono mosse dallo stesso motore grafico del gioco che non è nulla di speciale. La cosa peggiore, però, riguarda i personaggi che sembrano soffrire della sindrome da marionetta (o manichino, tanto è uguale): pare quasi che qualcuno li stia muovendo con dei fili e a volte sembrano ridicoli nella loro goffaggine. Curare un poco di più questo aspetto non sarebbe stata una brutta idea.

La schermata del menù ci prepara ad entrare nell’atmosfera “giallesca” del gioco. Il cappio di una corda che penzola a destra e sinistra in modo minaccioso proprio davanti all’entrata della casa preoccupa assai. A destra ci saranno le voci da selezionare: possiamo iniziare o caricare una partita (per salvare dovete entrare nelle opzioni mentre state giocando), assistere ai riconoscimenti come se stessimo guardando la fine di un film, uscire dal gioco e entrare nelle opzioni dove è possibile settare il livello del volume della musica, dei suoni e della luminosità dello schermo. Per il resto nonostante non sia possibile cambiare risoluzione si possono selezionare o deselezionare varie voci come i sottotitoli, le ombre, le animazioni dell’acqua, la nebbia, la pioggia, i lampi e l’antialiasing per chi non possiede un computer ninja.

L’interfaccia come da tradizione è gestita tramite i soliti tasti del mouse ed è semplificata al massimo. Il tasto destro avrà solo l’esclusiva funzione dell’apertura e della chiusura dell’ inventario, tutto il resto lo si farà esclusivamente con il tasto sinistro. Non sarà possibile esaminare gli oggetti nell’inventario (basta passarci sopra con il cursore, però, per ottenerne una descrizione nella parte inferiore dell’inventario) e quando sarà possibile esaminare, prendere, parlare o utilizzare qualcosa nelle locazioni compariranno rispettivamente le classiche icone dell’occhio, della mano, della bocca e degli ingranaggi. Molto interessante è l’abbinamento degli oggetti nell’inventario: finalmente non sarà possibile abbinare solo due oggetti fra loro, ma sarà possibile combinarne fino ad un massimo di quattro in una volta sola (basta metterli nelle quattro sezioni nella parte inferiore dello schermo e interagire con l’icona degli ingranaggi poco sotto). Altrettanto interessante la funzione della lente d’ingrandimento che si trova sempre nell’inventario: questa avrà la tipica funzione di un esame approfondito. Se prendete un oggetto e ci cliccate sopra è possibile che il vostro personaggio faccia una considerazione o trovi qualcosa di importante. Inoltre la lente avrà un ulteriore funzione, infatti tutti i documenti, libri, inviti e foglietti se utilizzati sopra di essa verranno trascritti in un inventario a parte che si trova in alto a destra dello schermo, rappresentato dall’icona di un taccuino (lo si può aprire cliccandoci sopra). Per concludere la carrellata sarà possibile correre facendo un doppio click sulla parte dello schermo in cui vogliamo dirigerci.

Il comparto audio non è certamente di livello, le poche musichette del gioco sono onestamente monotone e ripetitive e le disabiliterete dopo 30 minuti, pena una depressione da tapiro. Gli effetti sonori sono nella media, in generale non ci saranno alti o bassi e il tutto passa senza infamia e senza lode: certamente un migliore supporto audio avrebbe creato quella atmosfera che sarebbe servita a rendere il tutto più immersivo e di tensione, veramente un peccato. La parte migliore in assoluto è il parlato, azzeccato e molto nitido, tutti i personaggi hanno la loro voce ottimamente caratterizzata e supportata da un doppiaggio veramente convincente, al quale d'altronde Atari ci ha sempre abituato.

Ma veniamo alle cose più positive: “E non ne rimase nessuno” si propone a tutti con una struttura di gioco molto aperta e non lineare. Pensate, è possibile arrivare direttamente alla metà dell’avventura risolvendo solo una minima parte degli enigmi, ed è anche possibile arrivare nello stesso punto avendone risolti la stragrande maggioranza. Questo succede perché abbiamo la possibilità di scegliere se seguire la trama parlando con i personaggi, o dedicarci direttamente alla soluzione degli enigmi girando da subito per la casa, prendendo, esaminando o utilizzando i vari oggetti che troviamo in giro. Logicamente sarebbe preferibile seguire la trama per vivere al meglio la storia e seguire i vari intrecci e aiuti. In generale la difficoltà del gioco si assesta su di un livello medio basso, gli avventurieri più attempati divoreranno questo titolo in pochissimo tempo, mentre quelli più inesperti si troveranno davanti a una sfida un poco più impegnativa ma non impossibile. Tutto scorre nella logica più pura, le uniche difficoltà riscontrate saranno la ricerca di un paio di oggetti nascosti abbastanza bene nelle locazioni e un paio di hotspots non segnalati: infatti ho trovato assurdo la scelta dei programmatori di rendere invisibili alcuni oggetti al passaggio del cursore, sono rimasto bloccato per un paio di giorni senza saperne il motivo, solo per il semplice fatto che mi aspettavo una zona attiva da usare. Insomma, siete avvisati, anche se queste parti sembrano scontate almeno adesso lo sapete. Inoltre, ho trovato molto negativa la mancanza di un qualsivoglia tasto che possa fare saltare i dialoghi: stare a sentire tutte le volte la stessa frase quando Patrick esamina o prova ad utilizzare un oggetto è veramente noioso.

L’interazione con l’ambiente non è molto alta, per ogni locazione avremo non più di 2 o 3 cose da controllare e nel gioco saremo chiamati a interrogare gli ospiti più di una volta. Certe volte per proseguire è necessario andare a “cercarli” e in alcuni casi sono nascosti o sparsi per la casa e dovrete trovarli: sembra quasi uno stratagemma per allungare una longevità altrimenti non molto alta (finirete il gioco in non più di 10 o 12 ore).

Il meglio in assoluto lo si trova nella caratterizzazione dei personaggi, probabilmente ci troviamo di fronte ad uno dei giochi meglio riusciti sotto questo punto di vista. Ognuno degli ospiti della casa possiede un suo carattere, un suo modo di pensare e un suo modo di agire: ci saranno un dottore, un giudice, un investigatore, un figlio di papà, una giovane governante, un generale, un maggiordomo con la moglie, un giovane e una signora anziana, ce n’è per tutti i gusti. Se c’è un pregio che non è possibile disconoscere a questo titolo, insomma, è la trama e l’ottima storia che ti fa invogliare a proseguire per vedere quello che può succedere dopo. Il ritmo è incalzante e di colpi di scena ce ne sono molti, che si susseguono in modo veramente interessante e a mio parere soddisfacente: ottima anche la sorpresa finale ma lo scoprirete da soli una volta che avrete completato il gioco.

In conclusione di questa recensione, possiamo tirare le somme e dire che “E non ne rimase nessuno” ha la grande capacità di tenere alto l’interesse del giocatore, grazie a una difficoltà non molto elevata e una trama veramente accattivante. A mio parere è da tenere in considerazione da tutti gli avventurieri in circolazione, soprattutto se siete degli appassionati di libri gialli. Peccato solo per il livello tecnico del gioco non all’altezza per gli standard odierni, ma sono sicuro che saprete passare sopra a questi difetti e ve lo godrete come ho fatto io fino alla fine. INTRIGANTE.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: AWE Productions
Publisher: The Adventure Company
Distributore: Atari
Data Rilascio: Q4 2005
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Giallo/Thriller
Grafica: 2.5D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
Ricerche
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Requisiti minimi
OS: Windows 98/ME/XP
Processore: 733 Mhz
RAM: 128 MB
Scheda Video: 32 MB
Hard Disk: 700 MB
Supporto: CD
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