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Recensione

Baron Wittard: L'Ombra del Ragnarok

di Mattia Seppolini  

il nostro voto
63
In breve

Il barone Wittard, un eccentrico architetto, ha costruito qualcosa di veramente speciale: una città all'interno di un edificio. Questa cupola monumentale, chiamata "L'utopia", dispone di 1000 appartamenti, un centro commerciale e centinaia di uffici e strutture per il tempo libero. Tutti sotto lo stesso tetto. La sua inaugurazione doveva avvenire due anni fa, ma tale evento non è mai avvenuto. Una catena di situazioni misteriose ha lasciato l'Utopia abbandonata e silenziosa. Alcune persone sono scomparse. I disturbi elettromagnetici sono in aumento. Questi eventi sembrerebbero tutti in qualche modo legati alla desolata Utopia progettata da Wittard. Armati solo di una macchina fotografica e di una torcia, viaggerete attraverso i corridoi della struttura, nei suoi passaggi segreti e nelle sue sale cupe. Gli abitanti del posto dicono che Wittard abbia nascosto un terribile segreto. Si parla di qualcuno o di qualcosa di malevolo in agguato. Si dice che sia in attesa e che il suo potere cresca di giorno in giorno. Pare che il tempo stia per scadere ...

 

Recensione Completa del 03 Settembre 2011
Siamo seduti nella nostra auto, riceviamo una telefonata dalla nostra editrice, Kate, che ci mostra tutti i dettagli sul nostro compito. Il barone Horatio Wittard era un eccentrico e ricco architetto, morto in circostanze misteriose. Il nostro compito è raggiungere la sua creazione più controversa, Wittard Utopia, e realizzare un servizio fotografico. Utopia è un’intera città racchiusa in un’unica struttura che, purtroppo, non ha mai visto realmente la luce, essendo stata dichiarata inagibile poco dopo il completamento dei lavori ed è ridotta ormai ad un edificio fatiscente e corroso dal tempo. Come auspicabile, una volta entrati verremo a conoscenza dei misteri che permeano il luogo e dei motivi dietro alla costruzione e alla rovina della città, oltre che a conoscere meglio l’eccentrica figura del barone che ci parlerà grazie ad un misterioso amuleto e ci indicherà il nostro compito: trovare dieci rune nascoste per la struttura e distruggerle. Inoltre, ci metterà in guardia da un’oscura presenza che farà di tutto per ostacolarci. È questa la premessa alla base di Baron Wittard: L’Ombra del Ragnarok, primo titolo dei Wax Lyrical Games. Il gioco si propone sulla scia di titoli come Dark Fall e Darkness Within, quindi un’avventura con visuale in prima persona e con un forte accento sul senso di mistero che permea l’ambientazione. A fare da background, la mitologia nordica, in particolare il mito del Ragnarok, ovvero la battaglia finale tra luce e tenebre che porterà il mondo alla distruzione e alla successiva ricostruzione.

Purtroppo, se le premesse sono ottime, la realizzazione non è sempre all’altezza. La figura del barone rimane solo abbozzata e la città stessa risulta in fin dei conti abbastanza canonica. È presente qualche area più inconsueta e ben curata, ma in generale difficilmente resteremo sbalorditi dall’architettura delle varie location (se qualcuno, sentendo parlare di città utopica, ha fatto un pensierino a Rapture se la scordi, qui siamo molto lontani). Il tema mitologico è leggermente più curato, con un’intera area della città adibita a museo con vari reperti e relative descrizioni che forniscono dettagli sulla cultura di quel tempo e qualche dettaglio fornito durante l’avventura riguardo il Ragnarok. Purtroppo, resta l’impressione che ci si sia limitati allo stretto indispensabile e per metà del gioco, oltre alle sparute comunicazioni di Wittard che ci darà indicazioni sul nostro compito, troveremo solo alcune note generiche del personale, utili solo a proporre indizi per gli enigmi. Solo avvicinandosi alla fine del gioco riceveremo le prime VERE informazioni su Wittard e su Utopia, comunque abbastanza essenziali. Questo aspetto purtroppo va ad influire negativamente sull’atmosfera generale, pochi sono gli elementi in grado di farci immergere nell’avventura o di creare tensione e quelli presenti finiscono con il sembrare forzati o addirittura fuori luogo. Ogni tanto qualche apparizione ci ricorderà contro cosa stiamo lottando, ma per la maggior parte del tempo ci ritroveremo a vagare per una semplice città abbandonata pensando solo al prossimo enigma da risolvere.

Da questo punto di vista non aiuta neanche il comparto tecnico, fermo a qualche anno fa. Le schermate sono completamente statiche, senza alcun tipo di animazione, i pochi effetti sono chiaramente sovrapposti e si limitano a semplici bagliori e sagome luminose. Le location sono tutte ben caratterizzate, non danno mai la sensazione di essere vuote e presentano la giusta dose di oggetti a schermo (anche se potremo interagire solo con lo stretto indispensabile). L’impatto generale è buono, ma basta guardare un po’ più nel dettaglio per rendersi conto che la definizione non è delle migliori. I filmati (non molti, con quello iniziale e quello finale basati su riprese fatte dal vivo) denotano una compressione eccessiva, che porta addirittura a rendere illeggibili eventuali scritte a video.

L’accompagnamento sonoro si limita quasi esclusivamente ad effetti ambientali tipici del genere come passi, scricchiolii ed interferenze mentre il doppiaggio, completamente in italiano, risulta essenziale, con voci discrete.

Il gameplay, come detto, riprende quello già rodato da altri titoli, visuale in prima persona ruotabile a 360° e movimento attraverso caselle preimpostate. Il gioco punta l’accento sull’esplorazione e la ricerca di indizi, rendendo fondamentale l’apporto dei cari vecchi “carta e penna” per appuntare qualsiasi particolare che abbia anche la sola parvenza di un indizio. Infatti, per ogni enigma, sarà presente in giro per la città almeno un’indicazione più o meno nascosta, ma sempre abbastanza chiara. Gli enigmi sono tutti di stampo logico: infatti, a parte la nostra videocamera, le rune ed il medaglione, il nostro inventario non conterrà altro. Molti dei puzzle sono riproposizioni o variazioni di rompicapi classici di tipo logico/matematico, tra cui l’immancabile gioco del quindici o la meno abusata Torre di Hanoi. Anche in questo caso si rimane su un livello medio con enigmi sempre solidi ma senza nessun particolare slancio di creatività. In generale, l’esploratore attento ed esperto, in grado di cogliere tutti gli indizi (che si tratta in fin dei conti della vera sfida offerta dal gioco) avrà sempre idea di cosa fare e di come risolvere il prossimo enigma per un gioco che, comunque, terrà impegnati per 10/15 ore abbondanti. L’avventura offre anche una caratteristica peculiare, ovvero la non linearità, sia nell’esplorazione sia nella risoluzione degli enigmi. A parte alcune aree inizialmente non accessibili, potremo muoverci a nostro piacere per la città, visitare i vari luoghi e risolvere gli enigmi nell’ordine che preferiremo. I puzzle a loro volta, in particolare quelli numerici, ammetteranno diverse combinazioni possibili in grado di portare alla risoluzione. Sicuramente un’aggiunta gradita che riesce a dare al giocatore una buona sensazione di libertà. Purtroppo è stata sfruttata poco, anzi per nulla, la professione del protagonista ed il suo scopo originario: la nostra videocamera sarà utilizzata soltanto una volta durante il corso dell’avventura, quando ormai ci saremo quasi scordati di averla in inventario.

Baron Wittard è un gioco che purtroppo non riesce a convincere del tutto. Per una trama che rimane come un mero pretesto per proporre degli enigmi e per un comparto tecnico decisamente arretrato. Chi però cerca un’avventura vecchio stampo, in cui l’esplorazione, la ricerca di indizi ed anche la necessità di appuntare tutto su carta la facciano da padrone (anche più degli enigmi stessi) potrebbe rimanerne soddisfatto, visto che da questo punto di vista, complice la non linearità di fondo, il gioco si dimostra comunque piacevole.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Wax Lyrical Games
Publisher: Adventure Productions
Distributore: Blue Label Entertainment
Data Rilascio: 27/07/2011
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Horror/Mistero
Grafica: 2.5D
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse/Tastiera
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
Ricerche
Sito internet
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Requisiti minimi
OS: Windows XP/Vista/7
Processore: 1 Ghz
RAM: 1 GB
Scheda Video: 128 MB con supporto Shader Model 2.0
Hard Disk: 3 GB
Supporto: 1 DVD
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