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Recensione

Unsolved Crimes (Nintendo DS)

di Simonetta Terra  

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In breve

Nuova avventura investigativa per Nintendo DS nella quale vestiremo i panni di un giovane detective della omicidi alle prese, insieme ad un suo collega, con il misterioso rapimento di un'aspirante modella di nome Betsy Blake. Il tutto ambientato nella New York del 1976, il gioco presenterĂ , oltre alla storia principale, altri otto casi indipendenti da risolvere e ben cinque minigames per ottenere informazioni aggiuntive. Muniti di pennino e touch screen saremo quindi chiamati ad investigare la scena del crimine, a svolgere interrogatori ed a risolvere puzzles.

 

Recensione Completa del 24 Dicembre 2008
Probabilmente gli autori di Unsolved Crimes, nel concepire questa nuova avventura investigativa per Nintendo DS, hanno pensato che fosse agevole cavalcare l’onda dei successi di Phoenix Wright ed Hotel Dusk, sfruttando semplicemente le peculiarità della console portatile particolarmente adatta alle avventure grafiche ed un genere - purtroppo assai inflazionato - quale quello investigativo.
Passiamo dunque ad analizzare il titolo che, come avrete giĂ  capito, non risulta particolarmente esaltante ed originale come i citati e blasonati predecessori.

La trama vede il giocatore impersonare un detective fresco fresco di Accademia, che è stato appena assegnato alla Squadra Omicidi del Dipartimento di Polizia di New York. Siamo nel 1976. Il protagonista, peraltro alquanto anonimo quanto ad appeal e caratterizzazione, si troverà ad indagare sul rapimento della modella Betsy Blake e su una serie di omicidi che stanno sconvolgendo la Grande Mela. Nelle indagini verrà validamente affiancato da Marcy Blake, sorella della scomparsa Betsy, nonchè agente scelto e abile detective della Squadra Omicidi del dipartimento di New York. A dirigere le operazioni e assegnare le indagini di volta in volta, sarà invece il Capitano Abbot, al quale il giocatore dovrà fare regolarmente rapporto sui progressi delle indagini. Nonostante – come detto - lo scarso appeal del protagonista, risultano invece discretamente caratterizzati gli altri personaggi, di cui vi consiglio di leggere la descrizione nell’apposita scheda creata nella sezione Extra del gioco, consultabile cliccando qui.

I casi sono in tutto otto, oltre a quello del rapimento della modella Betsy Blake, che sarà l’anello portante della trama e la sfida più difficile per il giocatore, onde sciogliere tutti i nodi e svelare ogni mistero della trama. Essi vengono preceduti da un breve tutorial - che si può anche saltare - per poter padroneggiare il gioco e i relativi comandi. La trama presenta tuttavia un andamento lineare: ogni nuovo caso si sbloccherà solo quando sarà stato completato quello precedente, e verrà introdotto sia attraverso brevi filmati, sia attraverso la lettura a schermo di dialoghi abbastanza lunghi ed articolati. Degna di nota è la ricostruzione di atmosfera e background tipici degli anni settanta, probabilmente uno degli aspetti più riusciti del gioco.

Il gameplay si presenta discreto ed a tratti ben integrato nello svolgimento della trama, anche se il tutto viene poi minato da un comparto grafico affatto all’altezza e da un’impostazione fin troppo lineare. Il gioco sfrutta infatti al meglio il doppio schermo del Nintendo Ds, “piegandolo” alle finalità ed allo sviluppo delle indagini. Dopo i filmati, di buona fattura, ogni indagine partirà dal Comando di Polizia dove il Capitano Abbot ci assegnerà di volta in volta un caso (che poi può essere rigiocato liberamente dal menu principale). Quindi, avremo accesso al file del singolo caso - attivabile in ogni momento - dove potremo consultare i dati ad esso relativi, le prove disponibili sino a quel momento, i profili di vittima, indiziati ed eventuali testimoni, nonché utilizzare un block notes che ricorda molto quello visto in Hotel Dusk, su cui prendere liberamente appunti sul delitto o direttamente sulla mappa che riproduce la scena del crimine (un’implementazione, questa, molto ben riuscita). Le prove e gli oggetti potranno essere esaminati a fondo, con possibilità di rotazione a 360 gradi ed ingrandimento. Potremo altresì investigare la scena del crimine attraverso una visuale in prima persona, a cui si aggiunge la possibilità di scandagliare anche le locazioni a 360 gradi.
L’utilizzo del touch screen per l’esplorazione delle scene e per l’analisi delle prove raccolte risulta particolarmente riuscito e oltremodo agevole. Vi è anche da sottolineare una peculiarità data dalla possibilità di far di “scorrere”, sempre per mezzo del pennino, l'ambiente circostante, con maggiore libertà d’azione rispetto all’utilizzo dei canonici tasti “freccia”.

L’indagine prenderà corpo e si svilupperà dunque attraverso l’esplorazione delle locazioni, accompagnata da un menu a cascata composto da domande che vi verranno via via poste da Marcy, alle quali dovrete rispondere per il prosieguo dell’indagine e per poter fare rapporto al Capitano Abbot sui progressi raggiunti.
Questa, in ultima analisi, la tipologia e natura degli enigmi presenti nel gioco, pertanto non troppo convenzionali per un’avventura grafica, a cui si aggiunge qualche sporadico minigioco come la composizione di un puzzle, l’ apertura di una cassaforte ed altro ancora. Parallelamente ai progressi dell’indagine, andrete anche ad aumentare le vostre capacità - quasi fosse un gioco di ruolo - suddivise in: intelligenza, intuito, osservazione, fisicità e fermezza.

Insomma un buon impianto di gioco, pur non originalissimo ed innovativo, che viene tuttavia rovinato sia dalla estenuante ripetitività del modus operandi dell’indagine, sia dal pessimo comparto grafico. In relazione a quest’ultimo, va detto infatti che se, da un lato, i personaggi risultano discretamente disegnati, anche per mezzo di una tecnica forse mutuata dai fumetti (rigorosamente in 2d, ma coerenti con l’ambientazione degli anni ’70); dall’altro, le textures delle locazioni (sia interne che esterne) sono alquanto scarse e poco ammiccanti, così come la riproduzione degli oggetti, seppur in 3d. I filmati, purtroppo non numerosi, risultano invece di buona fattura ed in grado di ben ricreare l’atmosfera tipica di quegli anni, ma senza riuscire a risollevare il giudizio complessivo.
Orecchiabili invece le musiche, che contribuiscono ad immedesimare il giocatore nel cuore degli anni ’70, anche se nessuna track verrà a lungo ricordata. Gli effetti ambientali del comparto audio risultano nella media.
Il gioco, infine, pur presentando ben 8 casi, oltre a quello della modella rapita, non gode di grande longevitĂ  e soprattutto difficilmente verrĂ  rigiocato una volta portato a termine, non essendoci percorsi o soluzioni alternative.

Tirando le somme questo Unsolved Crimes lascia un po’ d’amaro in bocca, soprattutto se lo si paragona a titoli come Phoenix Wright o Hotel Dusk, figurando più come il frutto di una scelta commerciale (quella di sfruttare il filone delle avventure investigative) piuttosto che di una particolare ispirazione. Un titolo dunque dalle qualità altalenanti, che ha dalla sua un discreto impianto di gioco e gameplay, unito ad un’atmosfera ottimante riprodotta, ma con una linearità eccessiva, al pari della ripetitività delle meccaniche di gioco, un comparto grafico non all’altezza ed uno scarso grado di coinvolgimento. In conclusione: un’occasione mancata.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Now Production
Distributore: Leader
Data Rilascio: 14/11/2008
Piattaforma: NDS
Caratteristiche
Genere: Avventura investigativa
Visuale: Ibrido
Controllo: Touchscreen / Stylus
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Italiano
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