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Recensione

The Walking Dead - Ep. 1: A New Day

di Mattia Seppolini  

il nostro voto
85
il vostro voto (2 votanti)
85
In breve

In un mondo in preda ai non morti Lee Everett, condannato per omicidio, troverà la libertà e la possibilità di redimersi. Cercando un rifugio si imbatterà in Clementine, una ragazzina di otto anni i cui genitori sono scomparsi. In compagnia della ragazzina e di altri sopravvissuti dovrà cercare un modo per sopravvivere.

 

Recensione Completa del 29 Luglio 2012
Gli zombie, si sa, sono duri a morire (del tutto), in particolare tra cinema e videogiochi è sempre facile trovare qualcosa con cui saziare la nostra (e la loro) fame. Negli ultimi anni una delle opere di maggiore importanza è stata sicuramente The Walking Dead, serie a fumetti creata nel 2003 da Robert Kirkman ed illustrata prima da Tony Moore poi da Charlie Adlard e poi approdata anche sul piccolo schermo nel 2010 con la serie televisiva omonima (siamo in attesa della terza stagione), anch’essa in grado di ricevere critiche positive. Il merito di The Walking Dead è stato quello di spostare l’attenzione verso i sopravvissuti, con gli zombie che si rivelano essere quasi un semplice pretesto per mettere i vivi in condizioni estreme. Era solo questione di tempo perché questa licenza venisse portata sugli schermi dei nostri PC ed i Telltale si sono presi carico di questa trasposizione, sempre secondo la formula episodica (cinque episodi in questo caso). I Telltale venivano da altri due giochi su licenza, Back to the Future e Jurassic Park, che però avevano riscosso critiche tutt’altro che positive, titoli in bilico tra l’avventura classica ed un modello più simile al film interattivo, non convincendo in nessuno dei due fronti e ponendo dei dubbi sulla strada intrapresa dalla software house. Chiariamo subito che, per chi sperava in un ritorno all’avventura classica, la strada presa è stata quella opposta, quindi ci troviamo davanti ad un vero e proprio racconto interattivo ma, come potete intuire dal voto in alto, questa volta le cose sono state fatte nel modo corretto.

Conosciamo Lee Everett, il nostro alter ego, mentre viene scortato in un prigione fuori Atlanta da un agente. Ex docente di storia, Lee è stato accusato dell’omicidio di un senatore. Durante il viaggio l’agente di scorta si rivolgerà a Lee e verremo introdotti alla prima novità proposta da Telltale: potremo infatti decidere se limitarci a rispondere in maniera laconica, dare maggiori dettagli su di noi oppure semplicemente ignorare la conversazione. Dopo non molto, un uomo in mezzo alla strada costringerà il poliziotto ad una brusca manovra, facendogli perdere il controllo della macchina che finirà fuori strada. Lee si risveglierà intrappolato all’interno del mezzo, fuori il poliziotto a terra, apparentemente privo di vita. Riuscito ad uscire e liberatosi dalla manette si troverà circondato dagli zombie tra cui il poliziotto di scorta che lo attaccherà e, solo riuscendo a recuperare velocemente un fucile caduto lì accanto riuscirà a salvarsi. Ferito ad una gamba Lee troverà rifugio in una casa dove incontrerà Clementine, una bambina rimasta ormai sola dopo che i genitori, partiti in viaggio, sembrano essere rimasti vittima dei non morti. Questo è l’inizio dell’avventura di Lee e Clementine che li vedrà lottare per sopravvivere in un mondo ormai preda dei non morti. Ma come per le opere precedenti, gli zombie finiscono per l’avere un ruolo quasi marginale nella storia che invece ruota intorno ad i due protagonisti ed agli altri sopravvissuti incontrati durante il loro viaggio (tra cui anche qualche vecchia conoscenza) che potranno rivelarsi compagni fidati ma anche pericolosi come e se non di più dei non morti. Il tutto funziona molto bene, i personaggi sono credibili, ognuno con una sua storia, un carattere ben delineato e delle motivazioni ben precise per quelle che saranno le sue azioni e propongono un cast ben variegato. La riuscita di questo deve molto al sistema di gioco introdotto dai Telltale e già accennato prima che porta dialoghi e scelte al centro del gioco. Per ogni dialogo avremo sempre diverse opzioni tra cui scegliere, ma nella maggior parte dei casi la scelta di una escluderà automaticamente le altre ed andrà ad influire in qualche modo nel nostro rapporto con i personaggi (ad esempio rispondere in modo scorbutico, dare risposte contraddittorie o appoggiare le scelte di un certo personaggio potrebbe comportare una minore fiducia da parte di qualcuno).

Spesso avremo un tempo limitato per dare la nostra risposta, quindi saremo costretti a rispondere d’impulso senza avere il tempo per ragionare sulle eventuali conseguenze. Il gioco infatti monitora tutte le nostre azioni e queste serviranno a far evolvere la storia secondo le nostre scelte. Stesso meccanismo viene utilizzato in alcune particolari situazioni in cui saremo chiamati ad agire velocemente ed a effettuare scelte anche drastiche. In pochi casi compariranno anche alcuni Quick Time Event, comunque molto facili da eseguire dato che consisteranno quasi unicamente nel premere ripetutatamente un tasto o cliccare con il giusto tempismo sull’obiettivo. In caso di errore sopraggiungerà il temutissimo Game Over, ma il gioco si occuperà sempre di salvare automaticamente prima di una situazione pericolosa. Questo tipo di struttura va anche ad influire sul fattore rigiocabilità, infatti è molto probabile che farete una seconda partita per effettuare scelte diverse, cosa che va ad influire positivamente sulla longevità del titolo di per sé limitata a circa tre ore. Nelle sezioni più classiche e giocate (sì, ci sono anche queste) ci imbatteremo in un sistema che mescola elementi degli ultimi lavori dei Telltale, quindi tasti WASD per muoverci e mouse per controllare il puntatore, mentre in alcune situazioni ci troveremo in una posizione statica e potremo sfruttare i tasti del movimento per esaminare lo spazio circostante (un po’ come accadeva in Jurassic Park). Una volta posizionato il puntatore su di un oggetto ci appariranno le varie azioni e gli oggetti disponibili in inventario che potremo selezionare o tramite la rotellina del mouse o tramite tastiera. Sono presenti anche alcuni enigmi che però, per quanto ben integrati, risultano decisamente semplici. Lo stile adottato dai Telltale è quello del Cell Shading, tecnica che dona al tutto un carattere fumettoso che ben si sposa con quella che è l’origine dell’opera e permette anche di mascherare i limiti tecnici del motore grafico, che riesce comunque a proporre ambienti e personaggi curati, con una particolare attenzione alle espressioni dei personaggi. Molto buone le musiche che accompagnano sempre in maniera coerente l’azione ed anche il doppiaggio è azzeccato. Come da tradizione Telltale, il gioco è completamente in inglese. In questo caso la cosa potrebbe costituire un ostacolo maggiore visto che spesso comprendere velocemente i dialoghi sarà fondamentale (esiste comunque già una patch di traduzione amatoriale nella nostra lingua).

In conclusione The Walking Dead - Ep. 1: A New Day si presenta come un prodotto indubbiamente valido, anche se non per tutti. I fan del brand e chi è alla ricerca di una storia capace di rapire non dovrebbero lasciarselo scappare per nessun motivo, chi invece vuole qualcosa di più classico e magari impegnativo potrebbe rimanere deluso, anche se il consiglio è comunque quello di concedere al gioco una possibilità. Sicuramente si tratta di un ottimo inizio, se si considera che nei capitoli successivi dovremo iniziare a sentire in maniera più pesante il peso delle nostre scelte, con l’introdizione di situazioni più complesse e articolate, sì da rendere The Walking Dead un prodotto tra i migliori della software house californiana. Staremo a vedere!

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Telltale Games
Publisher: Telltale Games
Data Rilascio: 25/04/2012
Piattaforma: MAC, PC, PS3, XBOX360
Caratteristiche
Genere: Avventura/Horror
Grafica: 3D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse/Tastiera/Joypad
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Inglese
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