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Recensione

The Walking Dead - Ep. 2: Starved for Help

di Mattia Seppolini  

il nostro voto
85
il vostro voto (2 votanti)
90
In breve

La fame e gli attacchi dei banditi si riveleranno per Lee, Clementine e gli altri sopravvissuti pericolosi quanto i non morti e li costringeranno ad andare in cerca di aiuto e ad abbandonare il luogo dove si erano accampati. In una fattoria vicina troveranno del cibo ed un rifugio sicuro, ma ad un alto prezzo.

 

Recensione Completa del 16 Agosto 2012
Il primo episodio di The Walking Dead è stato sicuramente una graditissima sorpresa, capace soprattutto di mostrare agli utenti come Telltale Games non avesse del tutto perso la retta via. Per questo motivo il secondo episodio portava con sé grosse aspettative, dovendo in qualche modo confermare - e perché no, migliorare - ciò che di buono si era visto in “A New Day”. Un compito non troppo scontato dato che, nelle varie produzioni della software house, il secondo appuntamento di ogni serie è stato quasi sempre quello un po' più debole. Vediamo se con “Starved for Help” sono riusciti nell’intento.

Sono passati tre mesi dagli eventi del primo episodio. Lee, Clementine e gli altri sopravvissuti hanno trovato nel Motel visto nel primo capitolo un rifugio sicuro. Purtroppo l’inevitabile carenza di cibo e l’arrivo di altri sopravvissuti rende la situazione insostenibile nel lungo periodo e i continui attriti tra alcuni dei personaggi fanno capire come sia arrivato il momento di trovare altre soluzioni. Quando la tensione sembra ormai essere arrivata al culmine, la comparsa di due fratelli, Andy e Danny St. John, sembra essere la soluzione a tutti i problemi. I due infatti sono in cerca di carburante e si offrono di ricambiare offrendo a tutti un posto sicuro e del cibo nella loro fattoria, resa sicura da un recinto elettrificato, dove vivono con la madre Brenda. Parte del gruppo si recherà quindi alla fattoria per controllare che la situazione sia effettivamente come la descrivono i fratelli. Da questo momento partirà un crescendo di eventi che porrà l’attenzione sul tema del cibo, fino al twist finale che, seppur prevedibile per chi è abituato a un certo tipo di narrazione, riesce a portare ai massimi livelli la tensione e l’immedesimazione.
I Telltale sono riusciti a rafforzare tutto quello che di buono si era visto nel precedente capitolo: la narrazione riesce ad essere sempre avvincente, alternando efficacemente momenti di relativa tranquillità a sequenze al cardiopalmo, cosa in grado di aumentarne l’efficacia. Il lavoro di approfondimento sui vari personaggi è ancora più accurato dato che è stato possibile concentrarsi soltanto su alcune figure come Clem, Lilly e Kenny, oltre che ovviamente lo stesso Lee con i comprimari come i St. John che svolgono alla perfezione il loro ruolo.

Le scelte continuano ad essere il fulcro del gioco. Per quanto gli eventi cardine si verificheranno a prescindere dalle nostre decisioni (presumibilmente i bivi veri e propri arriveranno solo negli ultimi capitoli), la sensazione che ogni nostra azione o parola abbia un peso concreto è sempre forte e presente. C’è sempre qualcosa, magari anche una semplice frase pronunciata da un nostro compagno, che fa riferimento alle nostre azioni, sia le più - apparentemente - innocue che quelle più pesanti.

Il gameplay continua ad essere molto semplificato: alcune situazioni possono ricordare enigmi di stampo classico ma il livello di difficoltà è pressoché nullo. É stato comunque fatto un ottimo lavoro per creare situazioni non banali, ma efficaci e contestualizzate a dovere, cosa che non fa mai sentire il giocatore troppo spettatore ma sempre parte attiva del gioco, per le circa tre ore di durata dell’episodio.
Tornano i Quick Time Event, ancora una volta abbastanza semplici e mai troppo invasivi, probabilmente digeribili anche per chi non apprezza molto questo tipo di soluzioni: aiutano a creare la giusta tensione nei momenti concitati.

Anche tecnicamente, come prevedibile, non ci sono novità di rilievo. La grafica si rivela di qualità con ambientazioni e personaggi ben realizzati e animati (ancora grande cura è riposta nei visi e nelle espressioni), e lo stile si conferma azzeccato e funzionale anche nelle situazioni più cruente o di maggior tensione, in grado di accentuare bene il distacco con situazioni più tranquille. Stessa discorso per il sonoro che conferma l’ottimo doppiaggio, oltre a musiche ed effetti ambientali di qualità.

Con “Starved for Help” i Telltale confermano tutto ciò che di buono c’era nel primo episodio: narrazione di alto livello, personaggi sempre più credibili e scelte in grado di mettere sempre in crisi il giocatore. Rimangono anche alcuni dei limiti come la scarsa difficoltà e l’assenza di enigmi veri e propri che sono comunque da considerarsi scelte ben precise degli sviluppatori e che risultano coerenti nell’impianto di gioco.
Quindi la conferma in cui tutti speravamo c’è stata, con la speranza che la serie continui nel suo crescendo. Appuntamento a breve con il terzo episodio!

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Telltale Games
Publisher: Telltale Games
Data Rilascio: 28/06/2012
Piattaforma: MAC, PC, PS3, XBOX360
Caratteristiche
Genere: Avventura/Horror
Grafica: 3D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse/Tastiera/Joypad
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Inglese
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