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Giovedì, 23 Ottobre 2014 10:33
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Recensione

Sherlock Holmes contro Jack lo Squartatore

di Cristiano Caliendo  

il nostro voto
77
il vostro voto (25 votanti)
80
In breve

1888, Londra, quartiere di Whitechapel: orribili omicidi in serie hanno luogo in questo quartiere dove corpi di donna vengono ritrovati orribilmente mutilati. La polizia fatica a trovare una pista e intanto le morti si moltiplicano, creando una crescente psicosi. Ancora una volta sarà Sherlock Holmes a mettersi sulle tracce di colui che la stampa ha soprannominato "Jack lo Squartatore", per svelare terrificanti misteri ed atrocità che si celano dietro l'identità dell'omicida.

 

Recensione Completa del 18 Novembre 2009
Per la serie ‘a volte il gossip non basta’, è ormai divenuta pratica comune di un certo pubblico placare un tipo di voyeurismo seguendo le vicende giudiziarie di killer e di sospetti assassini. Come attori (in)consapevoli di un macabro reality, investigatori, avvocati e presunti colpevoli riempiono le pagine dei giornali e dei talk show televisivi, allestendo un teatrino semiserio costruito attorno a fatti drammatici e generalmente poco inclini alla spettacolarizzazione.
Prima di Garlasco, Cogne e perfino dell’immancabile plastico di Vespa, ci fu un killer di prostitute che, nell’autunno del 1888, si ‘guadagnò’ gli onori della cronaca giornalistica: Jack lo Squartatore. Al tempo, nessuno sembrò capace di fermare il sanguinoso assassino, e il mistero sulla sua identità continua fino ai giorni nostri.
Se, però, nessun uomo reale è riuscito a far luce sulla vicenda, allora forse è il caso di chiamare in nostro soccorso un personaggio di fantasia. E chi meglio del detective Sherlock Holmes può opporsi alla sete di sangue del perfido Squartatore? È tempo quindi di sfoderare pipa e lente di ingrandimento e svelare il mistero una volta per tutte…

DUE LEGGENDE A CONFRONTO

Non è la prima volta che una software house realizza una serie di avventure grafiche ispirata alle gesta del detective londinese (è bene segnalare i due interessanti titoli by Electronic Arts, “The Case of the Serrated Scalpel” e “The Case of the Rose Tattoo”, che hanno ormai qualche annetto sulle spalle), ma certamente i Frogwares si sono finora rivelati i più prolifici, costanti e – perché no – anche caparbi. Dal mediocre “Il Mistero della Mummia”, passando per il discreto “L’Orecchino d’Argento” e per un paio di cross-over abbastanza improbabili (insieme ai Grandi Antichi e ad Arsène Lupin), ci troviamo infine di fronte a questo “Sherlock Holmes contro Jack lo Squartatore” che, con buona probabilità, rappresenta l’episodio più riuscito della serie.

Scongiurato (almeno per ora!) il rischio di assistere a uno “Sherlock Holmes vs Al Capone” o, peggio ancora, a uno “Sherlock Holmes vs Diabolik”, la scelta di Jack the Ripper come avversario dell’investigatore che ha reso popolare la criminologia si rivela certamente più adatta e coerente, almeno rispetto ai bizzarri mix effettuati negli episodi precedenti. Infatti, il vecchio Sherlock non solo condivide con il misterioso assassino la medesima collocazione geografica (Londra) e storica (fine Ottocento), ma si rivela molto più adeguato alle prese con gli efferati ma realistici delitti di Jack che ai casi sovrannaturali di lovecraftiana memoria o di fronte alle gratuite sfide lanciate da Lupin. In aggiunta a ciò, Holmes si mostra decisamente a proprio ‘agio’ lungo i sudici e decadenti vicoli di Whitechapel, e anche il sidekick Watson acquisisce una maggiore importanza durante le analisi dei cadaveri effettuate dal punto di vista ‘medico’.
L’incontro fra un personaggio di fantasia e uno effettivamente esistito rivela, un po’ a sorpresa, un collegamento reale. Il personaggio di Sherlock Holmes, infatti, non ha solo ispirato decine di ‘emuli’ (fra cui vale la pena di ricordare il Guglielmo da Baskerville de “Il Nome della Rosa” e il recentissimo dr House), ma è a sua volta stato modellato - dal suo creatore sir Arthur Conan Doyle - sulla figura del medico Joseph Bell, il quale contribuì proprio alle indagini sullo Squartatore.

Cosa dire invece del noto killer di prostitute che non sia stato sviscerato in numerosi romanzi, film, fumetti e perfino videogiochi (di cui uno dimenticabilissimo)? Probabilmente ben poco, se non che “Sherlock Holmes contro Jack lo Squartatore” abbraccia una delle teorie più recenti e accreditate sull’identità di Jack, con dovizia di dettagli e una ricostruzione storica più che fedele: gli appassionati delle vicende dello Squartatore si divertiranno infatti a riconoscere fatti documentati e a incontrare personaggi che realmente hanno avuto a che fare con le indagini (come l’ispettore Abberline o il giornalista Tom Bulling). Il tutto è miscelato con quel pizzico di fantasia che garantisce la presenza stessa di Holmes o le comprensibili libertà prese dagli autori, comunque sempre ben amalgamate alla storia originale.

DEDUZIONI CORRETTE

“Sherlock Holmes contro Jack lo Squartatore” è il terzo capitolo della serie realizzato attraverso un motore che permette l’uso di grafica in full 3D. Nonostante si sia ben lontani da una resa che possa rivaleggiare con le produzioni più blasonate (assenza di espressioni facciali, numero esiguo di animazioni) e da un livello di dettaglio inferiore al classico 2.5D (tecnica utilizzata nel precedente “Dracula: Origin"), si può dire che i Frogwares siano finalmente riusciti a rifinire quanto possibile il nuovo stile grafico introdotto nel 2006 con “Il Risveglio della Divinità” grazie a una maggior cura dei particolari, ambienti più ‘vivi’, strade più affollate ed effetti visivi più elaborati. Piccole modifiche, certo, ma che contribuiscono a rendere più piacevole l’aspetto visivo.
L’introduzione più importante, comunque, riguarda la possibilità di poter ‘switchare’ dalla visuale in soggettiva a una più classica in terza persona. È bene dire che tale implementazione non è perfetta, e capita talvolta che il personaggio si ‘incastri’ nello scenario o che un’inquadratura sia poco felice, ma resta comunque una manna per quei poveri giocatori che hanno sofferto di mal di mare durante i precedenti episodi (sottoscritto compreso).
Un’altra graditissima aggiunta è costituita dalla possibilità di segnalare tutti gli hot spot su schermo con il tasto SPAZIO. È possibile farne a meno, certo, ma il pixel hunt può essere veramente ostico: siete avvertiti!

Per quanto riguarda la localizzazione, segnaliamo che il gioco è totalmente doppiato nella nostra lingua (ciò era accaduto una sola volta, e precisamente ne “Il Mistero della Mummia”). La prestazione degli attori può considerarsi molto buona, ma purtroppo è il lavoro di adattamento (per niente semplice, bisogna ammettere) a presentare diverse carenze. Innanzitutto, sono frequenti le imperfezioni nella traduzione, che arrivano a vere e proprie mancanze o perfino svarioni in almeno un paio di sezioni nel gioco, mettendo il giocatore nella posizione di non poter risolvere un enigma (se non per caso o consultando un walkthrough) perché non ha le informazioni necessarie (segnalo due puzzle ‘irrisolvibili’: quello dell’ombrello e quello della ricostruzione dei profilo con i manichini - capirete quando li affronterete). Inoltre, mentre la voce del dottor Watson, affidata al redivivo Raffaele Fallica, appare convincente sotto tutti i punti di vista, lo stesso non si può dire del doppiaggio di Sherlock, effettuato da un Lorenzo Scattorin (comunque ottimo) con una voce forse troppo ‘giovane’ per la parte.
Pollice verso, invece, per le musiche, generalmente egregie come qualità e orchestrazione ma spesso del tutto incoerenti con ciò che si vede su schermo (che senso hanno quei motivetti a ritmo di valzer così incalzanti nelle sequenze riflessive e tranquille?): il problema, in effetti, affliggeva anche altri titoli della serie.

DOPO AVER ELIMINATO I DIFETTI, CIO’ CHE RESTA, PER QUANTO IMPROBABILE, DEVE ESSERE UN BUON TITOLO

Non dovendo occuparsi da zero degli aspetti tecnici come grafica e interfaccia, rimasti sostanzialmente invariati, gli autori hanno potuto concentrarsi maggiormente sulla sostanza, e si può dire che i risultati sono buoni… a metà.
Ancora una volta, l’avventura risulta un tantino ‘fredda’ dal punto di vista narrativo. A dispetto di qualche buono scambio, specie fra Holmes e Watson, l’indagine non riesce mai a ‘prendere’ più di tanto, relegando il giocatore a un punto di vista esterno (lo stesso adottato da Sherlock, in effetti) un po’ asettico, poco coinvolgente. Non c’è mai un momento di vero pathos né una sequenza emotivamente forte, e il ritmo appare sempre lento, compassato e fin troppo misurato.
Per fortuna, la cura degli ambienti e la coerenza storica riescono a mantenere in piedi la baracca, e la curiosità di scoprire l’identità di Jack resta comunque viva lungo tutta la durata dell’avventura. A tal proposito, gli autori della Frogwares forniscono una propria interpretazione (piuttosto soddisfacente) alla storia di Jack non dimenticando di dare un volto e un nome all’assassino, e anche il confronto finale fra i due ‘protagonisti’ può dirsi riuscito e realizzato con una certa classe.

Buone notizie invece per quanto riguarda gli enigmi e i problemi che si affrontano nel gioco: la lunga esperienza di “Sherlock Holmes contro Jack Lo Squartatore” può definirsi estremamente varia e ricca di ottimi enigmi. Abbandonate le folli difficoltà di molti dei precedenti lavori, questa volta i Frogwares puntano maggiormente a stimolare il giocatore proponendo puzzle più vari che complessi, fra enigmi di logica e classiche manipolazioni di oggetti intervallati ad accurate analisi delle testimonianze e dei documenti (l’elaboratissima interfaccia è sfruttata appieno): è raro se non impossibile che ci si blocchi in un punto, e l’avventura scorre via fluida anche grazie ai ‘suggerimenti’ forniti dai protagonisti sulla prossima mossa da fare.
Il giocatore è chiamato a risolvere problemi di ogni tipo, e anche se può far sorridere vedere Holmes intento talvolta ad agire come un novello MacGyver, tali divagazioni – più leggere – servono a spezzare il ritmo anche quando sembrano fuori contesto o poco adatte al personaggio. In grande spolvero anche la ‘spalla’ Watson, chiamato più spesso in ballo a risolvere gli enigmi più ‘adventure’: simpatica anche la piccola ‘competizione’ che viene fuori fra il buon dottore e l’infallibile Sherlock.
Particolarmente riuscite appaiono poi le ricostruzioni di ‘fine giornata’ e la messa a punto della cronologia degli eventi: veri e propri lavori di ‘deduzione’ in puro stile Sherlock.

NON SERVO LA GIUSTIZIA, SERVO LA VERITA’

Che i Frogwares fossero una delle software house più interessanti e sperimentali sulla piazza lo si sapeva già. Che qualcosa non funzionasse nei loro titoli, probabilmente a causa di una certa inesperienza di fondo, era ancora più evidente.
La tendenza a collezionare più bassi che alti sembra però essersi definitivamente invertita con questo “Sherlock Holmes contro Jack lo Squartatore”, gioco certamente non perfetto ma che, nel complesso, ‘funziona’. Dopo aver incasellato la seconda buona avventura consecutiva (in seguito a “Dracula: Origin”), la casa ucraina può finalmente camminare a testa alta, confidando di poter presto raggiungere quel pizzico di maturità in più (in particolare quella narrativa) per sfornare il - sempre più vicino – capolavoro.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Frogwares
Publisher: FX Interactive
Distributore: Leader
Data Rilascio: 24/09/2009
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura-Horror-Investigativa
Grafica: 3D
Visuale: Sia prima che terza persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
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