Adventure's Planet
Domenica, 25 Giugno 2017 08:55
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Recensione

Shardlight

di Stefano Rossitto  

il nostro voto
85
In breve

Avventura ambientata in uno scenario post apocalittico in cui le pandemie, la fame e la scarsità di risorse hanno fatto sì che ascendesse al potere una dittatura, gli Aristocrats, oligarchi senza volto che controllano ogni risorsa rimasta nel pianeta, dettando le loro leggi spietate. Il mondo è così ridotto alla povertà più nera, mancando cibo, acqua e vaccini in quantità sufficienti per tutti, dove solo pochi ricchi ricevono dosi regolari di vaccini in cambio del loro incondizionato sostegno al governo degli Aristocrats. In questo drammatico scenario troviamo Amy, la protagonista dell’avventura, che non ha mai conosciuto una realtà diversa da questa, costretta dalle circostanze a lavorare per Caligola, lo spietato capo del Ministero dell'Energia. Ma imparerà presto a sue spese che il governo sta celando un terribile segreto e con l'aiuto di una figura misteriosa, Amy lavorerà per unire gli oppressi contro Caligola e trovare una cura per sconfiggere la peste che affligge il pianeta.

 

Recensione Completa del 30 Aprile 2017
Il mondo è finito in un tranquillo pomeriggio di Marzo, sconquassato dalle bombe a idrogeno e avvelenato irrimediabilmente. Giorno delle Esplosioni, lo chiamano, e da allora la gente vive stretta nella morsa della fame, della sete e della spietata malattia che è dilagata e che è conosciuta con il nome di Polmone Verde. La società è governata da un gruppo di privilegiati autodefinitosi Aristocrazia, mentre i ricchi ricevono regolari dosi di vaccino in cambio del loro supporto al governo. Per i poveri, invece, la situazione è differente e il vaccino è un miraggio lontano essendo l’unica modalità di accesso quella offerta dai cosiddetti Lavori-Lotteria: in cambio di mansioni per gli aristocratici, la gente comune riceve biglietti della lotteria con in palio la tanto ambita cura.

Amy Wellard ha da poco scoperto di essere infetta e di avere i giorni contati. Per questo motivo accetta un Lavoro-Lotteria, e per lo stesso motivo si trova coinvolta in qualcosa di più grande di lei. Durante il lavoro riceve un incarico da parte di un uomo in fin di vita, il quale le chiede di consegnare una strana lettera a un individuo misterioso di nome Danton. Accettare la missione significherà per Amy intraprendere un viaggio potenzialmente letale, irto di pericoli e sull’orlo della disfatta.

Questi i presupposti che danno il via alla trama di Shardlight, e qui chiariamo subito un punto: non ci troviamo di fronte a sconvolgenti trame psichedeliche e fuori dall’ordinario. Di base la nuova fatica Wadjet non si distingue da altri prodotti di ambientazione post-apocalittica (basti dare un’occhiata al recente Dead Synchronicity). Quello che colpisce durante tutto lo sviluppo della storia è il grado di realismo che gli sceneggiatori hanno adottato e che si riflette su tutti gli aspetti del gioco. D’altronde la Wadjet Eyes si è distinta nel corso della sua intera produzione per sceneggiature sopra la media, complici dialoghi sensati e ben scritti.

Da questo punto di vista Shardlight mantiene alto il buon nome della compagnia, con un cast di personaggi ampio e ben contestualizzato con il mondo di gioco. Ci troviamo pur sempre in un mondo dilaniato dalla sofferenza, quindi non vi troverete a dialogare con personaggi assurdi o umoristici inseriti forzatamente per annacquare il senso di disagio generale. La gente vive nella miseria, tira avanti a fatica, a volte non mangia per giorni. Questa situazione ha permesso un character design decisamente maturo, il quale riesce il più delle volte a smuovere un senso di compassione per le persone con cui si interagisce. Trovo questo aspetto da non sottovalutare, considerando il tipo di missione che ci si troverà a portare avanti nel corso dell’avventura: trovare una cura per il Polmone Verde.

L’empatia con i personaggi secondari, i rapporti di amicizia che si instaurano o che si approfondiscono (Amy ha una sua vita e i suoi conoscenti) sono tutti fattori che contribuiscono a rendere sensata la ricerca del vaccino. Da questo punto di vista, salvare Amy diventerà solo un tassello del quadro più ampio: salvare la popolazione. Popolazione inserita all’interno di un sistema sociale studiato appositamente per la situazione in atto e che va elogiato nuovamente per il realismo.

L’Aristocrazia ha fondato una vera e propria oligarchia, portata avanti con l’ausilio di vari ministeri appositamente creati: vi troverete così ad avere a che fare con il Ministero dell’Energia e con quello della Medicina, il primo responsabile della manutenzione delle risorse energetiche quali reattori, pompe dell’acqua e similari; il secondo alla ricerca costante di un modo per produrre in massa un vaccino in grado di debellare la piaga che decima ogni giorno il popolo.

Al contempo l’alone di morte che impregna la città ha portato alla nascita di veri e propri culti di adorazione, e alla creazione di una figura mitologica conosciuta con il nome di Mietitore. Come è lecito aspettarsi, farete presto la conoscenza degli Accoliti del Mietitore, e stupisce di nuovo la sensatezza relativa all’esistenza di una filosofia simile in un contesto come quello precedentemente descritto. Quelli che all’inizio vi appariranno come dei folli completi, potrebbero avere invece delle ragioni più che valide da un punto di vista psicologico.

Questa ambientazione realistica, e il numero di parti che prenderà gioco negli sviluppi della trama, ha inoltre permesso di creare ambiguità nei vari personaggi. In Shardlight sarà difficile stabilire un netto confine tra i classici buoni e cattivi e ci si troverà spesso a domandarsi chi tra le suddette parti in gioco sia nel giusto, chi assecondare, come motivare persino le proprio scelte. Come se ciò non bastasse, nessuno dei personaggi presentati resterà relegato a un ruolo eccessivamente secondario o superfluo. La vicenda è stata infatti costruita magistralmente, con una continua sovrapposizione dei gruppi con cui interagirete. Proprio quando pensate che uno di questi gruppi sia uscito di scena, eccolo rispuntare fuori in maniera del tutto coerente e utile per il prosieguo della trama.

Il risultato finale è ottimo e la storia raccontata mantiene alti ritmi dall’inizio alla fine, senza mai stancare e presentando sempre qualcosa in grado di accendere anche una piccola fiammella di curiosità. Vediamo se anche il resto del gioco sia all’altezza di una sceneggiatura di tale livello, partendo dal lato grafico.

Chi avesse letto l’anteprima pubblicata tempo fa sempre sul nostro sito, troverà solo una conferma da questo punto di vista. Il tratto distintivo della produzione Wadjet, la pixel art, è stata realizzata a regola d’arte raggiungendo forse il picco più alto della produzione della compagnia. Gli scenari sono fedeli e coerenti alla situazione politica, quindi passerete dai fatiscenti luoghi pubblici (nei quali Amy indosserà una bandana per via delle esalazioni tossiche) alle magistrali ville dei ricchi, che ostentano benessere alla faccia della gente comune che muore per strada.
Le animazioni ambientali contribuiscono ad arricchire visivamente le location, grazie a bandiere sventolanti, agli onnipresenti corvi (la cui animazione del volo è degna del National Geographic) e ai vari effetti particellari che altro non fanno se non incrementare la profondità di quanto si percepisce, alla faccia dei pixel con cui le immagini sono sostanzialmente realizzate.

L’occhio risulta particolarmente appagato nei luoghi pubblici, come le strade o i mercati, nei quali vedrete passeggiare una quantità anomala di passanti (e diciamocelo, non siamo più abituati all’abbondanza).

Se proprio dovessimo andare a cercare un difetto nell’ambito visivo, lo troveremmo nel reparto animazioni dei personaggi. Non che queste siano realizzate male, ma non appaiono visivamente all’altezza del resto della produzione. Quantitativamente Amy sfoggia un buon set di sprite, quindi il classico meccanismo delle animazioni standard ripetute all’inverosimile è stato parzialmente evitato. I movimenti della protagonista stonano però in alcune circostanze particolari, durante azioni elaborate che forse avrebbero richiesto un numero di sprite maggiore per essere rese al meglio.

Da segnalare il classico meccanismo dei ritratti dei personaggi durante le fasi di dialogo, utile per compensare la mancanza di espressività che i modelli eccessivamente pixellosi inevitabilmente comportano. I ritratti cambiano a seconda dell’umore con cui viene pronunciata la frase corrente, ma forse sarebbe stato utile avere un range maggiore di espressioni facciali per personaggio. Fortunatamente quello dove pecca la grafica viene compensato dal sonoro.

I personaggi acquistano uno spessore maggiore attraverso un doppiaggio di alti livelli, con attori scelti alla perfezione che sono stati in grado di calarsi nei ruoli assegnati loro con professionalità superiore alla media. La voce leggermente rauca e intrisa di malinconia di Amy (Shelly Shenoy) vi accompagnerà per tutto il corso dell’avventura, durante la quale godrete di alcune delle interpretazioni migliori degli ultimi anni. Difficilmente vi troverete a skippare una linea di dialogo, soprattutto se pronunciata da Tiberius (Abe Goldfarb) con la sua voce meccanicamente melliflua, dal dottor Equino (Neil Hellegers) in grado di confortare e dare forza o dalla superba interpretazione di Frank Todaro. Niente da obiettare e tutto da elogiare, da questo punto di vista.

Il reparto audio fa il suo lavoro anche per quanto riguarda gli effetti sonori e le musiche. Se nel primo caso Shardlight si limita a fare quanto sufficiente, nel secondo la valutazione deve necessariamente essere più generosa; generosa come la quantità di musiche di accompagnamento, le quali non si limitano a una manciata di temi ripetuti continuamente ma che si sbloccano di continuo insieme alle nuove location da visitare (si parla di più di due ore di musica composte da Nathaniel Chambers). Stilisticamente esse presentano un tocco unitario, basato su una combinazione di pianoforte e chitarra che risulta tanto semplice quanto di effetto. Durante l’avventura non sentirete particolari fanfare o marce trionfali, ma i dolci suoni del pianoforte basteranno a comunicarvi la malinconia di un mondo sorto sulle macerie di quello precedente.

A parte l’atmosfera generale, inoltre, le musiche sapranno enfatizzare a dovere anche le situazioni più concitate. Sembrerebbe quindi tutto rose e fiori in casa Wadjet, ma resta un ultimo grande aspetto da analizzare: il gameplay. Non è una novità che negli ultimi anni la popolazione degli avventurieri stia vivendo una certa voglia di rinnovamento del genere e, sempre più spesso, diventa difficile inquadrare il prodotto in analisi con dei parametri precisi; non è questo il caso. Shardlight è assolutamente tradizionale, con enigmi basati al 90% sull’utilizzo degli oggetti raccolti nell’inventario, fattore che potrebbe sicuramente scoraggiare i desiderosi di originalità. I pochi, sparuti enigmi di logica sono ben congegnati ma fin troppo semplici da portare a termine.

Parlando di difficoltà, devo dire che questo è l’aspetto che maggiormente mi ha deluso nel nuovo gioco Wadjet. Avendo avuto occasione di giocare il primo terzo del gioco (da cui è stata tratta la precedente anteprima), ero rimasto assolutamente deliziato dall’utilizzo degli assets disponibili. In particolare, durante questa prima fase, brilla la dislocazione degli enigmi nei vari scenari di gioco, dislocazione che spinge a esplorare a dovere ogni location memorizzando elementi che potrebbero essere utili e da cui tornare in seguito.

Questo particolare schema di design innalza automaticamente il livello di difficoltà medio, rendendo più ostico fare mente locale su come ottenere qualcosa e dove ottenerla. Il risultato è che il primo terzo del gioco presenta una buona sfida (ma mai eccessiva) che potrebbe sollazzare anche i giocatori più esigenti. Nella premessa ho detto di essere rimasto deluso semplicemente perché, superata questa parte di gioco, tutto diventa più lineare e generalmente molto semplice. Le location accessibili scendono di numero, gli enigmi non pongono più un grande ostacolo.

Va anche detto che Shardlight sembra emulare nella sua struttura un’altalena: si parte con una fase di spinta in cui bisogna fare forza per arrivare al culmine, raggiunto il quale ci si lascia andare in avanti. Infatti proprio quando la difficoltà scema drasticamente la trama impenna di velocità e ritmo, ottenendo con ogni probabilità l’effetto desiderato dagli sviluppatori. Ammesso quindi che la trama vi abbia coinvolto, giocare Shardlight si rivelerà un’esperienza più che appagante nonostante la sua semplicità. La mia suddetta delusione è quindi stata controbilanciata dalla mia voglia di proseguire, dalla curiosità suscitata dalla storia in sé, dal desiderio di conoscere le sorti dei personaggi in gioco.

So che avrete già sbirciato il voto di questa recensione. Il motivo dietro una valutazione simile è principalmente la completezza del prodotto, il quale non sembra peccare in nessun settore e brillare in alcuni ambiti particolari. La presentazione visiva è ottima e sfoggia una pixel art di alti livelli, con buone animazioni ambientali (ma che potrebbe migliorare dal punto di vista dei personaggi); il sonoro è sicuramente sopra la media delle produzioni attuali, vuoi dal punto di vista delle musiche che da quello del doppiaggio, una vera perla rara; la trama è appassionante e ben scritta, supportata da un character design notevole nella sua realisticità; persino il gameplay, di difficoltà non troppo elevata e che potrebbe far storcere il naso agli amanti delle innovazioni, passerà in secondo piano di fronte alle indubbie qualità del gioco.

Con questa ennesima avventura la Wadjet Eyes non fa che portare delle conferme. Ci troviamo di fronte a una delle case di produzione più capace in termini di scrittura e di resa dell’atmosfera, ma in grado al contempo di investire risorse su altri aspetti più tecnici rendendoli via via migliori. L’unico vero problema della software house resta l’assenza perenne di localizzazione italiana anche per quanto riguarda i testi scritti, cosa che potrebbe di certo scoraggiare chi non mastica bene l’inglese. Escludendo questo e tenendo a mente il prezzo di lancio tutt’altro che eccessivo, Shardlight si configura come un must per chi abbia giocato e apprezzato i precedenti titoli Wadjet e un’ottima avventura di inizio per chi invece si sia disinteressato fino a questo momento.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Grundislav Games
Publisher: Wadjet Eye Games
Data Rilascio: 08/03/2016
Piattaforma: iPad, iPhone, PC
Caratteristiche
Genere: Fantascienza
Grafica: 2D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Inglese
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