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Lunedì, 25 Settembre 2017 04:35
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Recensione

Monkey Island 2 Special Edition: LeChuck's Revenge

di Matteo Inzaghi  

il nostro voto
96
il vostro voto (4 votanti)
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In breve

Special Edition di Monkey Island 2. L'avventura comincia intorno a un falò. L’eroe di Meleé Island, un Guybrush Threepwood mai così in forma, si trova sulla tetra isola di Scabb alla ricerca del leggendario tesoro di Big Whoop. Ma, come abbiamo detto, l’isola è tetra; troppo tetra per un uomo solo. Neanche il tempo di sistemare i bagagli che il boss locale, Largo La Grande, svaligia il nostro di tutte le ricchezze e lo lascia, tutto solo e senza neanche un soldo, ad affrontare la notte. Come se non bastasse il succitato criminale ha posto l’intera isola sotto embargo impedendo di fatto a chiunque di lasciarla.

 

Recensione Completa del 11 Luglio 2010
Dopo il buon successo commerciale e di critica ottenuto con l’edizione speciale in alta definizione del primo episodio delle (dis)avventure di Guybrush Threepwood, LucasArts ci propone, ad un anno di distanza, la seconda parte della saga, ancora una volta riveduta e corretta. È sempre complicato riuscire ad accontentare sia la nuova generazione di giocatori sia la nutrita schiera di temibili trentenni nostalgici™ appassionati della serie e se il primo capitolo della saga, seppur buono, prestava il fianco a diverse critiche per via di alcune scelte poco felici operate in quel di San Francisco, questa volta è veramente complicato trovare qualcosa che non va. Il primo aspetto che salta all’occhio è che tutto ciò che non piacque nella prima parte è stato saggiamente modificato in base al feedback del pubblico e in più, sono state aggiunte diverse chicche (di tutto rispetto) che rendono Monkey Island 2 Special Edition: LeChuck’s Revenge un prodotto assolutamente imperdibile.

Come la maggior parte delle persone che sta leggendo questa recensione ricorderà, in Monkey Island 2 ritroviamo il temibile pirata™ Guybrush Threepwood (con qualche pelo sulla faccia in più rispetto al primo episodio) alle prese con la ricerca del leggendario tesoro di Big Whoop. Dopo aver sconfitto il malvagio fantasma LeChuck nel capitolo precedente, il nostro eroe è infatti ancora affamato di avventura e Big Whoop rappresenta il sogno di qualsiasi filibustiere che si rispetti. Approdato sull’isola di Scabb, il nostro è però già bloccato: Largo LaGrande, un malvagio tappetto ex tirapiedi di LeChuck, ha infatti imposto un embargo sull’isola e nulla esce o entra a Scabb senza il suo consenso. Con l’aiuto della misteriosa Voodoo Lady conosciuta nel gioco precedente, Guybrush costruisce una bambola voodoo di Largo e riesce a cacciare il farabutto dall’isola. Quest’ultimo, però, entrerà in possesso di un ciuffo della barba di LeChuck (fornitogli da quel fessacchiotto di Guybrush stesso) e grazie a questo risveglierà il pirata più malvagio e temuto di tutti i sette mari. Come farà Threepwood a sconfiggere nuovamente il suo arci nemico? Forse la risposta è nello stesso Big Whoop, quindi l’unica scelta che gli resta è quella di continuare la difficile ricerca del tesoro.

Nella mia precedente recensione, mi lamentai dell’interfaccia a puntatore “ciclico” utilizzata nella prima Edizione Speciale, in quanto costringeva il povero giocatore PCista a doversi adeguare ad un’impostazione evidentemente pensata per gli utenti console (il gioco fu pubblicato infatti anche per l’Xbox 360 di Microsoft) che rendeva scomodo ed innaturale qualsiasi tipo d’interazione con l’ambiente circostante. Pare che quest’aspetto sia piaciuto a ben poche persone e la Lucas ha pensato di rivoluzionare completamente l’interfaccia utilizzando un nuovo puntatore che definire user friendly è veramente riduttivo: col tasto sinistro del nostro mouse ci muoveremo in giro per le schermate, col tasto centrale apriremo l’inventario e con il tasto destro apparirà la tendina con le icone delle azioni possibili (esaminare, raccogliere, aprire, ecc.). Tra l’altro, il comportamento più logico tra quelli disponibili è sempre il primo evidenziato e la scorrevolezza del gioco ne guadagna veramente moltissimo. Ho trovato questo tipo d’impostazione molto più comodo sia dell’interfaccia “tasto destro e sinistro + barra dell’inventario” sia di quella “a doblone” utilizzata in quasi tutti gli adventure moderni, se qualcun altro ne prendesse esempio (leggesi: la copiasse spudoratamente) non sarebbe affatto un male. Inoltre, tutto ciò che si vede sul monitor è lo scenario di gioco, senza icone, iconcine, scrittine et similia ed è tutto guadagno per quello che riguarda l’immersione nella caraibica e piratesca atmosfera monkeyislandiana. L’ottimo sistema di aiuti integrato presentato nella prima puntata torna anche qui ed è stata aggiunta anche un’ulteriore novità che farà certamente piacere ai neofiti. Premendo contemporaneamente i tasti destro e sinistro del mouse, saremo in grado di evidenziare temporaneamente tutti gli hot spot presenti sullo schermo, come ormai tutte le ultime avventure grafiche ci hanno abituato a fare. Per chi conosce il gioco a memoria è assolutamente superfluo, ma sicuramente chi ha a che fare per la prima volta con Monkey Island 2 non potrà che gradire, anche perché la “modalità facile” presente nell’edizione originale è stata completamente eliminata ed è possibile affrontare solo l’avventura in versione “Mega Monkey”: non propriamente una passeggiata se si è dei novizi della saga di Guybrush Threepwood.

La tanto criticata (dai temibili trentenni nostalgici™) grafica della prima Special Edition è stata rivista in occasione di questo secondo episodio. Se da un lato lo stile delle ambientazioni è molto simile a quanto visto lo scorso anno, il character design è stato pesantemente rivisitato e Guybrush e compagni appaiono molto più “tradizionali” rispetto alla precedente puntata in alta definizione. Personalmente mi aveva intrigato maggiormente la coraggiosa scelta fatta in precedenza (se bisogna rivoluzionare, si rivoluzioni, eccheccavolo!) e avevo trovato molto gradevole lo stile utilizzato nella prima SE, ma quando si ha a che fare con una folta schiera di fan conservatori è complicato far contenti tutti e si è dovuto fare un passo indietro “banalizzando” il restyling dei personaggi. Il risultato è sempre molto piacevole, ma colpisce molto meno rispetto al primo Monkey Island SE. Sempre presente invece il “Classic Mode” che fece la fortuna della precedente Edizione Speciale: premendo il tasto F1 potremo passare in tempo reale alla grafica originale del 1991 e lo switch durante le scene più articolate “per vedere l’effetto che fa” è sempre appagante. Il problema dei pochi frame delle animazioni riscontrato nel primo capitolo quando si giocava con la grafica in HD pare sia stato corretto (o perlomeno mascherato molto meglio) e le animazioni appaiono molto più naturali e piacevoli. Permane invece la disponibilità nella sola lingua d’Albione della modalità classica: evidentemente per la LucasArts non è proprio possibile fare altrimenti.

L’ottimo lavoro svolto in precedenza per la rivisitazione audio, prosegue in questo “nuovo” Monkey Island e gli sviluppatori sono riusciti a preservare anche il fantastico motore iMUSE presente nel gioco originale. Il doppiaggio inglese è meraviglioso e Dominic Armato È Guybrush Threepwood, non c’è altro da aggiungere. Ormai è difficile immaginare il nostro pirata preferito con una voce differente e il livello di recitazione degli altri personaggi è altrettanto meritevole. I sottotitoli italiani sono quelli della versione originale della CTO con qualche ritocchino (più o meno riuscito) qua e là, ma la vera sorpresa riguarda l’aggiunta del commento audio dei tre mostri sacri Ron Gilbert, Tim Schafer e Dave Grossman. Durante il gioco, in alcune location, è infatti possibile premere il tasto A sulla tastiera e vedere comparire in un angolo le caricature degli autori originali che commentano la scena che stiamo giocando con simpaticissimi retroscena e gustosissime battute “cazzeggione”. A parte il fatto che il commento degli autori è spesso incredibilmente più divertente del già meraviglioso gioco (non voglio anticipare nulla), questa feature è stata veramente ben implementata e già da sola renderebbe Monkey Island 2 Special Edition: LeChuck’s Revenge un must have per chiunque si definisca un fan dell’Isola delle Scimmie.

Le chicche non finiscono qui e la cura maniacale riposta in questa nuova Special Edition è visibile anche in altre interessantissime implementazioni: è possibile, infatti, sbloccare i bozzetti (sia quelli nuovi sia gli originali del 1991) durante l’avventura e visionarli in un apposito menu dedicato agli extra (e anche questo aspetto è manna dal cielo per i fan più sfegatati) e per i più incontentabili sono stati aggiunti anche dodici risultati Steam, ovvero degli obiettivi sbloccabili ottenibili compiendo determinate azioni durante il gioco. Prima di Monkey Island 2 SE avrei spergiurato che gli achievements non avrebbero mai funzionato in un adventure game, invece mi sono dovuto ricredere: oltre ad essere divertenti, aumentano la longevità del gioco e nonostante conoscessi Monkey 2 a memoria prima di riuscire a sbloccare tutto me lo sono dovuto giocare almeno un paio di volte.

L’opera di Ron Gilbert era un capolavoro nel 1991 e lo è tuttora. Questa nuova Edizione Speciale non ha nessuno dei difetti presenti nella precedente e ha aggiunto tante succose novità che faranno la gioia dei vecchi fan e di chi si approccerà al gioco per la prima volta. Monkey Island 2 Special Edition: LeChuck’s Revenge è Monkey Island elevato al cubo, non acquistarlo (vista poi la bassissima cifra di 9,90 euro a cui viene proposto) sarebbe un peccato mortale per chiunque si definisca un fan delle avventure grafiche.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Lucas Arts
Data Rilascio: 07/07/2010
Piattaforma: PC, PS3, XBOX360
Caratteristiche
Genere: Avventura/Commedia
Grafica: 2D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Multilingua (italiano incluso)
Ricerche
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