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Giovedì, 21 Settembre 2017 21:28
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Recensione

Maestro: Music Of Death

di Marinella Balbinutti  

il nostro voto
90
In breve

“Maestro: Music of Death” è stato creato dalla software house ERS Game Studios e mantiene le caratteristiche di un gioco basato sugli oggetti nascosti, ma con minigames più coinvolgenti e diversi fra loro, e una trama più oscura e macabra. Inoltre, è prevista una continuazione (“Maestro: Notes of Life”).

 

Recensione Completa del 02 Aprile 2011
In Maestro: Music of Death impersoniamo un ispettore chiamato alla periferia di Parigi per indagare sulla causa di una sospetta epidemia che ha provocato la messa in quarantena di un'intera area. Questa inquietante malattia fa invecchiare rapidamente le persone facendole giungere alla morte in pochi attimi. Nel frattempo, nel quartiere aleggia una musica strana ed inquietante… Mentre andiamo alla ricerca dell'origine della malattia, dovremo anche trovare una bambina nascosta da qualche parte in città, dove tra l’altro incombe una malefica presenza.

La grafica è eccellente ed è ancora più soddisfacente la sincronia fra voci e movimenti labiali. I filmati sono sempre scorrevoli, gli scenari oscuri e macabri quanto basta, a partire dal filmato iniziale, veramente da brivido. Gli ambienti sono curati e dettagliati.

Per quanto riguarda il gioco in sé, tutto è basato soprattutto sul ritrovamento di oggetti, ma c’è comunque una certa varietà di puzzle. Potremo viaggiare da una parte all'altra della località per completare i vari enigmi, anche più volte. Dopo ogni scena risolta relativa agli oggetti nascosti, riceveremo un elemento, che verrà inserito nell’inventario e che dovrà essere utilizzato in altre sezioni del gioco. Altri oggetti li troveremo sparsi in giro per la zona. Anche in questo caso, occorre osservare attentamente tutto. Lungo il viaggio, si attiveranno le pagine nel diario, che offre consigli e suggerimenti. Oltre alle scene di oggetti nascosti, dovremo risolvere alcuni enigmi standard ed altri un po’ più complessi, che aumentano la longevità dell’avventura. Rispetto al precedente episodio (intitolato semplicemente Shadow Wolf), ci sono alcuni piacevoli enigmi strettamente legati alla musica, che è il principale filo conduttore della storia: non occorre essere musicisti per risolverli, comunque.

L’interfaccia è semplice, si utilizza solo il mouse: all’avvio del gioco, nel menù, sceglieremo il nostro profilo e potremo accedere alle opzioni: decideremo se giocare in modo “Regular” (semplificato) o “Expert” (più complesso) e cominceremo la nuova partita. Il puntatore attivo, da semplice cursore a freccia, diventa a forma di mano per afferrare gli oggetti o si trasforma in una lente di ingrandimento per zoomare sugli hot spot. Nella schermata di gioco, le sezioni hidden object lampeggiano, e il puntatore da mano si trasforma in lente di ingrandimento. Lo stesso accade quando occorre zoomare su una zona per attivare minigames, parlare con qualche personaggio oppure osservare più da vicino alcuni oggetti. La barra inventario – situata in basso al centro dello schermo - nelle sezioni hidden object diventa la lista oggetti da trovare. Gli hint, che si trovano in basso a destra dello schermo e sono rappresentati da un violino, si ricaricano abbastanza velocemente, ma non dovremo usarne molti. Sempre in basso, sulla sinistra, sotto il menù, troviamo il diario, che conviene controllare man mano che si procede per avere suggerimenti su come proseguire ed indizi per la soluzione dei minigames. La guida strategica, solo per l’edizione per collezionisti, si trova sempre sulla sinistra, sotto il menù. I minigames – le cui istruzioni per risolverli appaiono in alto, al centro della finestra di gioco - hanno il pregio di poter usare lo skip per evitarli, ma rinnovo il consiglio di non abusarne, per non togliersi parte del divertimento: usate lo skip solo se vi fanno diventare matti! Il salvataggio, come in quasi tutti i casual game, è automatico all’uscita dal gioco. Quando riprenderemo, ci ritroveremo al punto in cui abbiamo lasciato.

Le musiche sono assolutamente splendide, perfette per il gioco, e il doppiaggio molto buono, anche gli effetti sonori sono adeguati e non disturbanti.

Complessivamente, Maestro: Music of Death ha una durata dignitosa per un casual (circa 3-4 ore) e con il bonus presente nella Collector's Edition si aggiunge un altro capitolo di 45 minuti circa di gioco. La Collector's Edition, oltre ad offrire wallpaper, screensaver, e concept art, prevede anche la possibilità di stampare i fogli con la musica scritta, per chi sa suonare e vuole provare i temi musicali del gioco al pianoforte o, perché no, al violino. Il tutto in perfetta coerenza con il gioco.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: ERS Game Studios
Data Rilascio: Q1 2011
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Casual Adventure
Grafica: 2D
Visuale: Ibrido
Controllo: Mouse
Sottotitoli: Inglese
Ricerche
Sito internet
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Requisiti minimi
OS: Windows XP/Vista
Processore: 1.4 GHz
RAM: 1024 con Windows Vista
Hard Disk: 509 MB (713 MB nella versione Collector’s Edition)
Ricerche
Sito internet
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