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Recensione

Kronolog: The Nazi Paradox

di Adriano Bizzoco  

il nostro voto
40
In breve

Cosa sarebbe accaduto se nel 1942 la Germania nazista avesse sganciato una bomba-H su Boston, costringendo gli Alleati alla resa? Eccovi catapultati nel 2020, quando il regime tedesco ha ragiunto il suo apice: Europa, Africa e America sono cadute sotto il suo controllo, mentre in Asia il Giappone guida il fronte nemico, in una lunga e logorante guerra. Voi siete Mark Constantine, uno scienziato al lavoro sullo smaltimento dei rifiuti tossici, nonchè capo segreto di una banda di ribelli. Ma qualcosa all'improvviso va storto e ricevete una convocazione urgente presso la sede centrale del NADA, il massimo apparato politico situato in Nord America...

 

Recensione Completa del 19 Aprile 2006
Prima di passare alla recensione vera e propria, è doveroso fare una premessa chiarificatrice in merito alle due diverse edizioni del gioco, commercializzate con i titoli di Kronolog: The Nazi Paradox e Red Hell. Navigando un po' in internet, infatti, potreste scoprire che il 99% (il restante 1% è rappresentato appunto da noi) dei siti che si occupano di recensire o comunque parlare di questo titolo, lo indicano come "Kronolog: The Nazi Paradox (aka Red Hell)". A me pare evidente che si sia fatta un po' di confusione, nonchè ci sia stato un uso improprio del termine "aka" (addirittura in un paio di occasioni mi è capitato di trovare la recensione di una versione e le immagini dell'altra) e di certo la strana scelta della Castleworks Gameware non ha aiutato in tal senso: alla fine del '93 è stata pubblicata la prima versione del gioco, intitolata appunto Kronolog: The Nazi Paradox, in cui la storia (che vi racconterò tra poco) ruota attorno al dominio nazista; qualche tempo dopo, sulla base dell'edizione già pubblicata, è stata rilasciata una seconda versione, intitolata questa volta Red Hell, il cui plot è praticamente identico, tranne che per un particolare, ossia che al posto dei nazisti c'è l'Unione Sovietica. Insomma, la S.H. americana ha creato due prodotti-clone, perfettamente uguali, in ogni dettaglio e sotto ogni aspetto, la cui unica differenza risiede nel particolare appena accennato. Il lavoro di differenziazione, alla fine, si è concretizzato unicamente a livello di piccole modifiche grafiche (al posto della svastica, sui drappelli rossi si possono vedere la falce e il martello), con alcune conseguenze davvero paradossali, e di packaging del prodotto.

Tenendo bene a mente che, laddove io scriva "Germania", nel caso di Red Hell, bisogner√† leggere "Unione Sovietica", passiamo alla trama. Il nostro alter ego questa volta non √® un giovane aitante e belloccio, ma un signore distinto, sulla sessantina; tale Mark Hoffman (o Constantine, nella versione "rossa"), scienziato e ricercatore, nonch√® presidente dell'Envirotek, una societ√† impegnata nello studio di rimedi atti a scongiurare la catastrofe ambientale che negli ultimi anni si √® concretizzata. Ma quali anni? Siamo nel 2020 e, come ci √® concesso di capire, grazie ad una sequenza introduttiva composta da prime pagine dei quotidiani (alcune davvero divertenti, come quella del primo uomo sulla Luna, modificata in modo da far apparire una bandierina della Germania nazista o dell'URSS, al posto di quella statunitense), la storia che noi tutti conosciamo ha preso una piega leggermente diversa. Tutto √® cominciato nel 1942, quando la Germania nazista (o URSS, a seconda della versione) ha lanciato una bomba-H su Boston, costringendo gli Stati Uniti e gli Alleati alla resa. Da quel momento il regime ha raggiunto il suo apice, riuscendo ad espandere i propri domini in tutta l'Europa, il Nord-America e parte dell'Asia. L'unica zona della Terra non ancora caduta sotto il suo controllo, sembra essere il sud-est asiatico, in mano al Giappone, dichiaratasi potenza nemica. Dunque c'√® una guerra in atto e la situazione climatico-ambientale √® tragica; in pi√Ļ il controllo totale sui mezzi di comunicazione da parte delle autorit√†, fa s√¨ che il popolo resti del tutto all'oscuro della minaccia ambientale costituita dalla crescente emissione di radiazioni e materie inquinanti. Insomma, sembrerebbe che la nostra scoperta possa rivoluzionare il mondo. Ma il nostro eroe non √® solo uno scienziato, √® anche il capo di un'organizzazione occulta, denominata The Unknowns, che ormai da tempo sta organizzando un'insurrezione contro il regime. La nostra avventura comincia quando, di punto in bianco, il prode Mark riceve un invito urgente a recarsi presso la sede centrale del NADA (l'organismo supremo ubicato nel Nord America), per conferire con i grandi capi. La copertura √® saltata? O c'√® dell'altro (tra cui viaggi nel tempo, tema dal quale deriva il titolo della prima versione)? Non vi anticipo nulla, ma non crediate che il fatto di impersonare un distinto signore di sessant'anni vi impedisca di fare i Diabolik della situazione o praticamente di viaggiare per il mondo (in barba ad ogni sorta di realismo connesso alla condizione di anzianit√†).

Dopo il consueto spazio dedicato al plot del gioco di turno, in genere si passa a commentare aspetti pi√Ļ tecnici, quali grafica, sonoro e quant'altro. In questo caso, per√≤, non posso esimermi dal riservare qualche riga per un piccolo approfondimento (e relativa presa di posizione) in merito alla peculiarit√† del genere fanta-politico, di cui un ristretto numero di AG possono vantare l'appartenenza. In questa stessa sede abbiamo parlato di KGB (aka Conspiracy) (questa volta l'"aka" ci sta tutto), un titolo targato Cryo, capace di ricreare un background fedele e realistico per le vicende narrate nel proprio plot. Questa credibilit√†, ovviamente, risulta agevolata dall'inserimento in una cornice temporale ben precisa, appartenente ad un vicino passato, che non lascia spazio a troppi voli pindarici in campo fanta-politico. La stessa componente risulta, a mio parere, piuttosto deficitaria quando parliamo di Kronolog: trasportati dall'ambientazione futuristica, liberi da vincoli storici, sembra quasi che i creatori di questo titolo si siano lasciati un po' troppo trasportare da trovate pseudo avveniristiche, senza badare troppo al realismo. In particolare, se ci riferiamo alla versione "nazista" del gioco, mi pare che si possa ritenere accettabile l'andamento della trama, almeno finch√® non dovremo cominciare a spostarci da una parte all'altra del globo (la parte nel villaggio sud americano poteva essere realizzata molto meglio, dando un pi√Ļ ampio respiro); se invece spostiamo la nostra attenzione sulla versione "sovietica", a mio parere √® semplicemente un disastro: l'assenza totale di contestualizzazione conferma l'impressione che si tratti di un semplice copia&incolla totale dalla versione precedente, con qualche cambio di nome e qualche disegnino sostituito. Insomma, se dai titoli fanta-politici vi aspettate realismo, potreste anche lasciar perdere Kronolog (o Red Hell).

Riprendendo il nostro collaudato schema, passiamo a parlare di grafica. Diciamolo subito, senza mezzi termini: il gioco in questione è sprovvisto del canonico filmato introduttivo. Semplicemente avremo davanti una serie di prime pagine di fantomatici quotidiani, recanti notizie a partire dal 1942 fino ai tempi "nostri" (stiamo parlando del 2020), con lo scopo di farci capire in quale contesto ci stiamo per muovere. L'intento è certamente riuscito, grazie all'espediente "autorevole", ma ci troviamo a livelli estetici molto bassi. Parlando delle sequenze in game, invece, va registrata una povertà generale delle ambientazioni, tutte piuttosto semplici, a tratti ripetitive (come all'interno dei magazzini del NADA) o addirittura rese confuse dall'uso di una grafica piuttosto grezza e poco elegante (come nel caso del villaggio sudamericano). Anche i pochi personaggi non giocanti che incontreremo nel corso dell'avventura risponderanno allo stesso stile (scadente), mentre, per quanto riguarda il nostro alter ego, va registrata una cura decisamente maggiore, anche grazie ad un sistema di 3D fittizio (di cui andremo a parlare tra poco) che ci permetterà di ammirarlo da distanza molto ravvicinata. Durante le fasi di dialogo sarà possibile assistere a brevissimi spezzoni di FMV, in cui i faccioni degli interlocutori si animeranno, colorati da un imbarazzante bianco e nero (probabilmente un espediente per alleggerire ulteriormente il carico di quei files, in un'epoca in cui la gestione dei filmati non poteva definirsi particolarmente "raffinata"). Le animazioni, per quanto limitate quasi esclusivamente al protagonista, risultano semplici e scarsamente degne di nota.

Il comparto sonoro è piuttosto povero, per merito di musichette midi assolutamente anonime e suoni tanto sporadici quanto qualitativamente scarsi. L'unico aspetto da evidenziare è quello del doppiaggio. Realizzato in inglese, in maniera abbastanza convincente, è purtroppo minato da un fruscìo di fondo che rivela tutta la povertà di mezzi che evidentemente poteva soffrire all'epoca la Castleworks (inoltre il sistema adottato per i dialoghi, tronca spesso e volentieri le voci degli attori in modo molto brusco).

L'interfaccia prevede la presenza costante di una cornice metallica a circondare il riquadro che ospita, nei 4/5 superiori, le locazioni e, nella parte pi√Ļ inferiore, una barra contenente i pulsanti (nell'ordine, da sinistra a destra): opzioni (da cui √® possibile salvare/caricare ed eseguire le solite regolazioni), PIM, mappa, inventario, riquadro centrale per l'oggetto afferrato, e poi le classiche azioni (parla, cammina, guarda, prendi). Quello del PIM √® un pulsante particolare: cliccandoci su, infatti, comparir√† lo schermo di un piccolo computer connesso alla rete del NADA; grazie ad esso sar√† possibile leggere notizie provenienti da ogni parte del mondo, messaggi privati e convocazioni ufficiali, rispondere ad un piccolo (e fittizio) quiz di geografia o politica e poche altre cose. Per quanto il PIM possa apparire a prima vista interessante, ben presto avremo modo di scoprire che la sua utilit√† rasenta la nullit√† (con tutta probabilit√† useremo quel pulsante solo per i primi cinque minuti di gioco, poi cadr√† nel dimenticatoio). Quello che ho indicato sbrigativamente come pulsante "mappa", servir√† semplicemente a far aprire una finestra in cui sar√† riportato il nome del posto in cui ci troveremo in un determinato momento; considerando l'assoluta linearit√† del gioco, in questo caso possiamo tranquillamente affermare che l'utilit√† del suddetto pulsante non rasenta la nullit√†, ma la centra in pieno. L'inventario √® caratterizzato da due aspetti abbastanza peculiari: il primo √® che √® composto da un numero preciso di slot e, nel momento in cui sar√† pieno, non ci consentir√† di raccogliere alcunch√®. Per ovviare a questa situazione (che nel corso del gioco viene a crearsi almeno un paio di volte), i programmatori hanno inserito un tasto (all'interno della finestra di inventario) grazie al quale √® possibile sbarazzarsi degli oggetti che hanno esaurito la propria utilit√† (o non ce l'hanno mai avuta, come in qualche caso). La seconda peculiarit√† sta nel fatto che ogni oggetto, per essere utilizzato, va selezionato all'interno della finestra in questione, per poi vederlo comparire nel riquadro centrale (quello da me definito "dell'oggetto afferrato").

Pur con qualche fatica, anche in Kronolog √® possibile trovare qualcosa di vagamente innovativo. Mi riferisco al sistema adottato per i movimenti del protagonista all'interno delle locazioni. Non potendo contare, ovviamente, su qualcosa che fosse riconducibile ad un 3D reale, i programmatori della Castleworks hanno pensato di donare al giocatore un effetto di profondit√† dividendo le locazioni in tre zone, o meglio, tre piani; quindi hanno realizzato il prode Mark in tre versioni: una lontana, una media e una vicina (molto vicina e dettagliata), eliminando lo sgradevole effetto di rimpicciolimento/ingrandimento selvaggio della stessa figura (a dire il vero limitato solo nelle fasi di spostamento tra un piano e l'altro della locazione). Detto ci√≤, bisogna anche precisare che questa soluzione, per quanto creativa, si riveler√† assolutamente scomoda nel momento in cui andremo a spostarci da un capo all'altro delle stanze, essendo costretti ad evitare veri e propri ostacoli. A condire il tutto, la mancanza di un minimo di path finding (capacit√† di trovare autonomamente una strada per arrivare al punto cliccato)...tanto per farci imprecare un po' pi√Ļ a lungo.

Ultima menzione per una longevit√† tutto sommato abbastanza risicata, caratterizzata dall'assoluta linearit√† nello spostamento tra le varie zone del globo (e quindi le varie fasi dell'avventura). Unico vero ostacolo per il giocatore, assieme alla possibilit√† di morte, un selvaggio pixel-hunting, fin dalle primissime battute di gioco. Infine una piccola (e piuttosto semplice) sezione labirintica (collocata pi√Ļ o meno a met√† del gioco) far√† sbuffare i pi√Ļ avversi a questo tipo di escamotage.

Kronolog è certamente un'avventura nata (e morta sui pochi scaffali sui quali è stata venduta) con l'ausilio di pochi mezzi, ma anche con buone ambizioni (soprattutto a causa di un plot impegnato). Purtroppo il tutto è minato da una scarsità qualitativa di fondo, che abbraccia sia il comparto grafico che quello sonoro, oltre a rovinare irrimediabilmente il gameplay. Certamente utile per farsi due risate nel constatare quale possa essere un'interpretazione, tipicamente americana, del fenomeno nazista (o comunista, nel caso di Red Hell...tra loro, a quanto pare, intercambiabili liberamente) proiettato nel futuro, tra tecnologie avveniristiche (spesso improbabili) e richiami inconfondibilmente retrò. Tanto per usare una parola, si potrebbe bollare il tutto con il termine "patacca"; dunque qualcosa di assolutamente sconsigliato al 99% degli avventurieri e, invece, consigliatissimo a quell'1% (a cui il sottoscritto appartiene) che non vede l'ora di mettere le mani su opere pregne di feticismo videoludico.

 

Info Requisiti
Generale
Conosciuto anche come: Red Hell
Sviluppatore: Castleworks Gameware
Data Rilascio: Q2 1994
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Storico
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Inglese
Ricerche
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Requisiti minimi
OS: DOS
Processore: 386
RAM: 2 MB
Scheda Video: VGA
Hard Disk: 25 MB
Supporto: 6 Floppy
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