Adventure's Planet
Giovedì, 21 Settembre 2017 21:31
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Recensione

J.U.L.I.A.

di Luca Massari  

il nostro voto
77
In breve

L’astrobiologa Rachel Manners fa parte di una élite di scienziati scelti per portare a termine una delle missioni più difficili ed importanti nella storia dell’intera umanità, ma qualcosa va storto… Quando Rachel si risveglia dal sonno criogenico, scopre di essere rimasta da sola a bordo della navicella spaziale. Comincerà quindi la sua avventura intergalattica, durante la quale dovrà far luce su vari misteri, in primo luogo sulle ragioni della misteriosa scomparsa dell’equipaggio. Esploreremo sei pianeti unici, risolvendo puzzles, raccogliendo indizi e comunicando costantemente con l'intelligenza artificiale della sonda: Julia.

 

Recensione Completa del 05 Marzo 2012
La fantascienza è da sempre un filone, letterario e non, assai prolifico: partendo infatti da una base scientifica attinente alla realtà, il "gioco" di arrivare ad immaginare "cosa accadrebbe se" ha affascinato moltissimi autori. Si pensi ad esempio allo Stanley Kubrick di 2001 Odissea nello Spazio che, grazie all'aiuto di Arthur C. Clarke, arrivò nel 1968 a ritenere i viaggi stellari quasi una consuetudine, alla stregua insomma degli assai più comuni voli aerei. Caratteristica di questa pellicola, vero motor immobilis della vicenda (è il caso di sottolinearlo) era l'intelligenza artificiale Hal 9000, alla quale erano appunto demandate le intere funzionalità dell'astronave. Non è un caso, quindi, se in questo cappello introduttivo si è citato quest'importante pezzo di cinematografia mondiale dato che J.U.L.I.A., titolo della Cardboard Box Entertainment capeggiata da Jan Kavan, riprende molti dei temi affrontanti dal cineasta statunitense.

É il 2430 quando Rachel Manners, astrobiologa in criostasi, viene svegliata da J.U.L.I.A. (l'intelligenza artificiale della nave) per riparare dei guasti che hanno danneggiato gravemente la nave madre, tanto da inabilitare i sistemi di sicurezza automatici. Al proprio risveglio la donna si accorgerà ben presto di essere sola: tutto il resto dell'equipaggio, infatti, è morto o disperso. Attraverso un viaggio fra i diversi pianeti che formano il sistema solare di Salia, starà al giocatore scoprire la verità che si cela dietro le misteriose sparizioni.
Come si evince, la trama del gioco è assai canonica, andandosi ad inserire senza troppa fatica nella vasta pletora di stereotipi del genere... almeno in apparenza. Proseguendo nel gioco, infatti, nuovi elementi andranno ad aggiungersi alla vicenda di fondo, arrivando a formare un quadro per nulla scontato e abbastanza avvincente, fino alla non troppo inaspettata conclusione del tutto che però fornisce più di uno spunto di riflessione.
Il mezzo narrativo prescelto dal gioco esclude totalmente qualsiasi apporto da parte del giocatore, che si limiterà insomma ad assistere agli eventi senza potervi influire in alcun modo: se ciò rappresenta, per molti versi, una limitazione, d'altra parte l'espediente permette di concentrare maggiormente gli avvenimenti in un arco di tempo ridotto, evitando insomma momenti dispersivi atti solo ad allungare l'esperienza di gioco.

Lasciando da parte la trama, è bene concentrarsi sul gameplay del titolo, del tutto particolare. É bene precisare sin da subito che non si godrà mai del privilegio del poter controllare le azioni di gioco direttamente: attraverso varie interfacce (essenzialmente due: quella all'interno della nave madre e quella disponibile una volta atterrati su un pianeta) si indirizzeranno le azioni della protagonista o del Mobot, un'unità mobile grazie alla quale sarà possibile esplorare ed interagire con gli elementi dell'ambiente circostante una volta messo piede su uno dei sei pianeti del sistema solare del gioco. Per fornire un metro di paragone, un'esperienza similare è quella offerta da Experience 112, ma andiamo con ordine.
Le azioni disponibili sulla nave madre saranno essenzialmente di tre tipi, raccolta di materiali, costruzione dei moduli e minigiochi vari. La prima opzione è obbligatoria ai fini della prosecuzione del gioco: una volta individuato un pianeta, si potrà scannerizzarlo, così da ottenere informazioni utili sull'atmosfera e sugli elementi presenti nel sottosuolo. Grazie a questi, infatti, sarà possibile creare dei nuovi gadget per il Mobot (come la torcia laser o il modulo sottomarino) che vi garantiranno l'accesso verso nuove locazioni, oppure semplicemente riparare parti della nave guastatesi in precedenza.
L'estrazione dei materiali avviene tramite un semplice minigioco: spostando il cursore del mouse su una griglia, si avvertirà un suono via via crescente, al quale si accompagnerà lo scurimento (verso il verde) del puntatore stesso. Una volta raggiunto l'apice, basterà cliccare per estrarre il materiale e collezionarlo (se avete giocato Mass Effect 2 avrete ben chiara l'operazione).
Nella costruzione dei moduli, invece, si dovranno ricollocare diversi elementi all'interno di una griglia seguendo grosso modo le indicazioni fornite da uno schema, precedentemente rinvenuto; 'grosso modo' perché non sempre gli elementi in vostro possesso saranno tanti e tali da consentire una riproduzione perfetta dello schema, quindi si dovrà improvvisare con ciò che si ha, in modo da ricongiungere i connettori all'estremità della griglia senza compiere alcun errore.
Gli altri minigiochi sono molto semplici e diversificati, e si presenteranno in varie occasioni; in uno, ad esempio, dovrete operare una scansione della nave, dove saranno indicate le varie parti danneggiate: quando si vedrà un cursore rosso lampeggiante, basterà trascinare su di esso il materiale appropriato per ripararlo. In un'altra occasione, invece, si dovranno individuare quattro costellazioni da una piantina astronomica... insomma, molti minigiochi brevi, mai frustranti e abbastanza diversificati tra loro da non venire mai a noia.

La parte giocabile, tuttavia, non si riduce solo a quella sull'astronave: una volta atterrati su un pianeta, il controllo passerà a Mobot, grazie al quale sarà possibile esplorare il territorio (ed è durante queste sezioni che si avranno la maggioranza dei dialoghi, con i vari siparietti fra Rachel, J.U.L.I.A ed il Mobot, tutti dotati della capacità di parlare e, talvolta, di essere ironici).
Beh, esplorare è una parola grossa, dato che la libertà d'azione è praticamente nulla, e si visualizzeranno solo un alcune schermate minuziosamente descritte dal narratore, in quello che è un grande omaggio alle avventure testuali. Queste fasi si svolgeranno proprio così: un'immagine per focalizzare l'attenzione, la descrizione operata dal narratore ed alcune opzioni dalle quali scegliere.
Il tallone d'Achille di queste situazioni è che non chiedono virtualmente nulla al giocatore, se non il dovere di prestare la dovuta attenzione alla trama che si dipana. Scegliere una destinazione errata è impossibile, così come perdersi, ed eventuali oggetti verranno raccolti automaticamente dal Mobot.
Eventualmente ci si imbatterà in alcuni minigiochi per spezzare il ritmo, che spazieranno da fasi smaccatamente hidden object (come quando, ispezionando un sottomarino, si dovranno individuare pezzi utili alla costruzione di un'arma), a veri e propri enigmi da risolvere (tutti molto facili, in verità). Si ha la costante sensazione di essere pilotati, insomma, per tutto l'arco del titolo, senza la possibilità di influire più di tanto su quanto verrà presentato sullo schermo.
Una maggiore interattività, anche se lo scopo primario è quello di raccontare una storia, sarebbe stata apprezzata, così come la possibilità di vedere più schermate dei pianeti Salia, non solo quella introduttiva che funge da cornice una volta atterrati.

Nota di merito per la colonna sonora: le sonorità riprodotte sono decisamente azzeccate, e ben si sposano con l'atmosfera sci-fi del tutto (anche se probabilmente, essendo i motivi e le cinematiche di spostamento sempre le stesse, finirete presto per skippare queste sequenze: ciò non toglie che sono decisamente ben realizzate), sia per quanto concerne i filmati sia le parti giocabili vere e proprie. La durata del tutto si attesta mediamente sulle sei-otto ore, e purtroppo il titolo, nonostante un finale alternativo, non offre spunti di rigiocabilità.
Tirando le conclusioni, J.U.L.I.A è decisamente un buon titolo: la trama è senza alcun dubbio il motore della vicenda, ciò che vi spingerà insomma a continuare nei vostri viaggi interstellari, ma rimane comunque l'amaro in bocca per non poter incidere più di tanto sui risvolti della vicenda, anche se questa scelta non è un difetto di programmazione bensì una precisa scelta stilistica degli autori.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Cardboard Box Entertainment
Publisher: Lace Mamba Global
Distributore: Zodiac
Data Rilascio: 03/03/2012
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Fantascienza
Grafica: 3D
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Inglese
Ricerche
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Requisiti minimi
OS: Windows XP/Vista/7
Processore: 1,2 GHz
RAM: 256 MB
Scheda Video: compatibile DirectX 9
Hard Disk: 1 GB
Supporto: Online Download
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