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Recensione

The Wolf Among Us - Episode 1: Faith

di Overmann  

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In breve

The Wolf Among Us si svolgerà prima degli eventi narrati nel fumetto, permettendo ai giocatori di assumere il ruolo di Bigby Wolf (The Big Bad Wolf), che è stato esiliato a New York city. Seguiremo le gesta di Bigby Wolf mentre cerca di tenere nascosti dal nostro mondo personaggi delle fiabe tra cui Mr. Toad e i tre porcellini.

 

Recensione Completa del 16 Ottobre 2013
A più di due anni dal suo primo annuncio ufficiale, arriva sugli scaffali elettronici la nuova serie su licenza di Telltale Games: The Wolf Among Us, basata su una serie a fumetti di Bill Willingham intitolata Fables (distribuita in Italia da Magic Press, Planeta DeAgostini e RW Lion). Molte cose sono cambiate in questo periodo di tempo, in particolare la pubblicazione e il grande successo commerciale e di critica – in parte insperato – di The Walking Dead, videogame già di culto che ha (ri)definito un nuovo modo di intendere l'intrattenimento videoludico: quello della visual novel basata esplicitamente su “scelte e conseguenze”.

Per la prima volta dopo tanto tempo, gli sviluppatori californiani smettono di sperimentare e ci propongono quindi una formula già rodata e di successo: The Wolf Among Us è un'avventura del tutto simile, strutturalmente, a The Walking Dead, e si limita a smussare gli angoli di quello che è un gameplay sicuramente lontano dalle origini delle avventure grafiche, ma non per questo meno convincente. Non dovete aspettarvi quindi i ritmi lenti, gli enigmi, la raccolta di oggetti o lo spensierato girovagare per il mondo di gioco tipici delle avventure dell'epoca d'oro. Come la saga di Lee e Clementine, anche The Wolf Among Us costruisce un rapporto con il giocatore basato su dialoghi a scelta multipla e decisioni riguardo a situazioni che possono cambiare lo svolgimento della storia.

La storia, appunto: la nuova fatica dei Telltale Games ci mostra una realtà in cui i personaggi delle fiabe o del folklore – detti fables – sono dovuti fuggire dai loro mondi durante un grande esodo, e hanno quindi dovuto ricostruirsi una vita a New York. Qui hanno un quartiere loro dedicato, Fabletown, ma per meglio mischiarsi agli esseri umani (mundies nell'economia del gioco) quelli fra loro di aspetto non umano devono assumere una sorta di droga chiamata glamour, o rimanere relegati in una zona di prigionia detta farm. La vita non è facile a Fabletown, soprattutto per chi vive nei sobborghi dove essere principi e principesse non conta nulla; o per chi deve procurarsi la costosa glamour, magari per tutta la famiglia. Bigby Wolf si occupa di fare lo “sceriffo” in questa difficile realtà, assumendo il ruolo di paciere ora con le buone ora con le cattive.

The Wolf Among Us presenta una narrazione dai toni duri e dai temi maturi, indirizzandosi senza mezzi termini a un pubblico adulto: racconta una storia metropolitana dalle tinte noir, ricca di personaggi disadattati e con una morale sempre in bilico, che non raramente sfocia nel nichilismo e nella violenza. L'atmosfera è rappresentata con grande maestria, attraverso una ineccepibile direzione artistica che fa largo uso degli stereotipi grafici (luci al neon, sequenze notturne, forte contrasto cromatico con predominanze di blu, rosso e viola), sonori (Jared Emerson-Johnson raggiunge qui forse i suoi massimi storici, componendo sequenze elettroniche chillout/lounge che definiscono perfettamente il mood dell'opera) e narrativi (alcol, sigarette, cibo cinese da asporto e bicchieri rigorosamente mezzi vuoti) del genere noir.

La sfida per gli sviluppatori era quella di adattare la struttura di The Walking Dead al genere investigativo, senza commettere l'errore di riproporre la stessa identica formula con qualche zombie in meno. Ci sono riusciti in modo eccellente, a parere di chi scrive: se a prima vista infatti questa ultima fatica dei Telltale è la copia carbone di The Walking Dead, a un'analisi un po' più approfondita si notano differenze cruciali che lo rendono un prodotto diverso e in grado di reggersi perfettamente sulle proprie gambe. L'avventura di Lee Everett era costruita attorno a una costante sensazione di pericolo e tensione, derivante ovviamente dalla presenza degli zombie e dal contesto anarchico del mondo post-apocalittico in cui la storia era calata; i personaggi erano numerosi, cambiavano molto di frequente e le situazioni emotivamente forti erano dietro ad ogni angolo. The Wolf Among Us, invece, è un'avventura dai ritmi più classici: raccoglie la sfida di riuscire a raccontare un giallo, anche piuttosto canonico, con una struttura choice & consequence senza annoiare il giocatore. Non ci sono infatti momenti di grande tensione, né di forte empatia tra la storia e chi la segue; niente melodrammi telefonati o altri trucchetti per catturare in fretta l'attenzione dello spettatore medio.
La formula di The Walking Dead è stata quindi perfettamente adattata a un diverso genere narrativo, e nel farlo sono stati smussati gli angoli di un sistema di gioco ancora perfettibile: ora l'impressione è di avere un'avventura equilibrata, con un cast di personaggi piuttosto stabile, senza lunghe sequenze in cui bisognava solo esaurire le linee di dialogo prima di trovarsi di fronte a una parte di forte tensione in cui si rischiava la vita in un confronto in tempo reale con una manciata di zombie.

Anche le scelte da compiere, naturale fulcro del gameplay, sono qui meno altisonanti, senza la costante (e un po' stucchevole) sensazione di dover decidere della vita di una persona ogni dieci minuti come accadeva in The Walking Dead. L'esperimento è quindi da considerarsi un successo a pieni voti, successo ottenuto attraverso un'esperienza pluriennale nello sviluppo di videogiochi focalizzati sulla narrazione, certo, ma anche grazie all'intelligenza di capire quanto la cura per la sceneggiatura sia importante in un prodotto di questo tipo (punto su cui David Cage inciampa dal 2005). Il taglio cinematografico del gioco è di ottimo livello, con un montaggio calzante e una regia straordinaria delle sequenze più importanti – la intro e il finale richiedono 92 minuti di applausi – e il risultato è un'esperienza pienamente soddisfacente che cattura il giocatore e lo lascia compiaciuto e desideroso di vedere come prosegue l'avventura.

É importante capire, tuttavia, che un gioco del genere ha bisogno di un piccolo grande trucco per funzionare: una storia solida in cui il giocatore può cambiare alcuni dettagli, talvolta rilevanti talvolta molto meno, e in cui generalmente ciò che cambia è il come e mai il cosa. Dunque non bisogna sorprendersi se non si può cambiare tutto con le proprie scelte: non è questo lo scopo, come del resto non lo era in The Walking Dead (per questo motivo ingiustamente criticato da alcuni). Se un personaggio deve morire, a un certo punto succede, e il fatto che non ci sia una sequenza di scelte del giocatore che consentano invece di salvarlo non rappresenta un fallimento del sistema di gioco, ma un compromesso necessario per avere un main plot che funzioni bene indipendentemente dalle modifiche apportate da chi gioca. Dunque l'importante non è quanto si possa effettivamente modificare la storia con le proprie scelte, ma l'impressione di fare la differenza ogni volta che ci viene chiesto di prendere una decisione. Questa impressione è viva in The Wolf Among Us tanto quanto lo era in The Walking Dead, ed è ciò che ci spinge a rigiocare un episodio per provare scelte differenti pur sapendo che non cambieremo lo scheletro dell'avventura.

Parlando di trama e personaggi, scegliamo di non scendere nei dettagli per risparmiare a chi legge troppe anticipazioni su ciò che vedrà durante le due-tre ore di gioco di questo episodio: vi basti sapere che si tratta di un prequel della serie a fumetti, e non richiede pertanto di aver letto le graphic novel (non più di quanto non lo richiedesse lo stesso The Walking Dead), che avrete a che fare con personaggi delle fiabe riadattati in un contesto noir e adulto - che vede, ad esempio, uno dei Tre Porcellini ridotto quasi all'alcolismo dopo che il Lupo Cattivo gli ha distrutto la casa, o il Taglialegna di Cappuccetto Rosso svelarci che il suo intento era quello di strappare una ricompensa alla ragazzina e alla nonna, ma anche una dolce Biancaneve alle prese con un noioso lavoro di segreteria presso l'ufficio del vice-sindaco - e che vi troverete a investigare su un caso di efferato omicidio che coinvolge direttamente gli stessi fable.

Volendo muovere una critica al nuovo gioco Telltale, dobbiamo evidenziare come le indagini – punto cardine di ogni giallo deduttivo che si rispetti – non sono tanto protagoniste del gameplay quanto lo sono i dialoghi, le scelte o le sequenze d'azione (basate sui classici Quick-Time Event in cui vi verrà richiesto di premere i tasti giusti al momento giusto, interagendo in tempo reale con la scena). Per la quasi totalità del tempo, infatti, vivrete la storia interagendo con personaggi ed eventi, scegliendo se essere più o meno duri durante una conversazione, prendendo decisioni riguardo a come e quando agire, oppure convincendo qualcuno a parlare a suon di botte in sequenze cinematografiche interattive. In un'avventura di questo tipo, ci si aspetterebbe più interazione con l'indagine vera e propria: raccolta di indizi, interrogatori, collegamenti logici; invece quasi nessuno sforzo è richiesto al giocatore da questo punto di vista, nonostante le occasioni per farlo non sarebbero mancate. Piuttosto, Telltale ha fatto ulteriori passi avanti verso la semplificazione della parte ludica: niente più sequenze punitive in stile Jurassic Park, ma neanche piccoli puzzle che erano ancora presenti nei primi episodi di The Walking Dead. Il risultato è comunque un prodotto coinvolgente e ben ritmato, che almeno ha le idee chiare sul tipo di esperienza da offrire, tuttavia i puristi non potranno non storcere il naso di fronte a questa deriva verso il genere della cruda visual novel.

Tirando le somme, The Wolf Among Us è la dimostrazione di come la casa californiana si sia rialzata in fretta dopo i passi falsi fatti con Ritorno al Futuro e Jurassic Park: hanno conquistato pubblico e critica con The Walking Dead, si sono presi il tempo necessario e ora presentano un prodotto maturo sotto tutti i punti di vista, che di certo è strutturalmente diverso dalle avventure grafiche anni '90, e anche dalle loro interpretazioni di Sam & Max e Monkey Island, ma che riesce a coinvolgere e appassionare in modo genuino, come solo un buon gioco d'avventura sa fare, e che per questo merita di essere provato anche dai più scettici. Forse non è l'evoluzione del genere che molti avventurieri avrebbero preferito, ma dopo dieci anni di tentativi almeno un esperimento strutturale è riuscito a raggiungere una formula che funziona. Se questo servirà a spingere le avventure grafiche più classiche ancora più nella tomba, o se getterà le basi per una (ennesima) rinascita, ai posteri l'ardua sentenza.
Intanto, se avete apprezzato le indagini sul serial killer della Dalia Nera in L.A. Noire o quelle di Ethan e Madison in Heavy Rain, le atmosfere ciniche di Blade Runner, Gemini Rue e Face Noir, quelle hard-boiled di Hector: Badge of Carnage e persino quelle grottesche di Emerald City Confidential, sappiate che non potrete non amare il primo episodio di The Wolf Among Us – che è tutto questo e anche qualcosa di più.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Telltale Games
Data Rilascio: 16/10/2013
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Fantasy
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Inglese
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