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Recensione

The Fall Trilogy – Chapter 2: Reconstruction

di Marinella Balbinutti  

il nostro voto
90
In breve

Secondo capitolo del casual adventure in 3D creato dalla software house francese Kheops. Come il precedente, è basato principalmente su minigames.

 

Recensione Completa del 09 Ottobre 2010
Il (preannunciato) secondo capitolo della saga riprende esattamente dove avevamo lasciato il nostro protagonista, dopo una caduta mentre cercava di attraversare un “ponte”. Dopo il breve riassunto a inizio gioco di quanto avvenuto nel primo capitolo, ci troviamo proiettati in un ambiente completamente diverso: un palazzo modernissimo e tecnologicamente avanzato. Una telefonata ci da un nome (John, ma sarà davvero il nostro?) e anche un ruolo: agente segreto (!) che fa tanto “Mission Impossible”. Risolvendo il compito che ci sarà affidato, recupereremo alcuni frammenti della nostra memoria e ci avvicineremo al ritrovamento della nostra famiglia. Molto però resta ancora da scoprire, poco o nulla è svelato in questo capitolo che si potrebbe definire “di passaggio”. Semmai, mistero si aggiunge a mistero.

Come nel primo episodio, anche in questo caso la grafica è splendida e sempre molto curata. Gli ambienti 3D sembrano quasi fotografie “ridisegnate” al PC. Unico neo, rispetto al precedente capitolo è che gli ambienti sono meno affascinanti e c’è poca possibilità di esplorazione, se non passare da alcuni piani ad altri. Tra l’altro, l’azione è ristretta soprattutto ai locali del tredicesimo piano. In ogni caso, la Kheops continua a manifestare la propria cura maniacale dei particolari e dei dettagli. La navigazione è possibile sia a schermate fisse che a trecentosessanta gradi ed entrambe consentono un’esplorazione completa degli ambienti, aspetto assolutamente fondamentale: infatti non si può trascurare di esaminare il pavimento o il soffitto, pena vagare come zombi perché non si trova un oggetto essenziale.

La dinamica di gioco è la stessa del capitolo uno, con alcune interessanti modifiche. All’inizio, nel menù principale, potremo scegliere i settaggi e il nostro profilo. I Kheops hanno aggiunto la possibilità di optare per un gioco in modalità “casual” (minigames più facili e movimento a schermate fisse) o “adventure” (minigames più difficili e movimento a trecentosessanta gradi). Scegliendo l’opzione “adventure”, potremo esplorare in maniera immersiva l’ambiente. Nella modalità “casual”, invece, l’esplorazione avverrà utilizzando le frecce direzionali che appaiono nel gioco, comandate dal mouse. Dopo il riassunto del capitolo precedente, l’azione inizia con il risveglio del protagonista e una misteriosa telefonata ci proporrà l’obiettivo da raggiungere: trovare una chiavetta USB. Per poter proseguire, dovremo esplorare alcuni piani del palazzo in cui ci siamo risvegliati, innanzitutto raggiungendo il tredicesimo piano e poi, una volta giunti lì, disattivare impianti d’allarme, risolvere puzzle a volte complessi e cercare, soprattutto, una via di uscita per rintracciare la nostra famiglia, alla quale siamo sempre più vicini. Quando pensiamo di essere prossimi alla meta, ecco che capita un imprevisto… Anche in questo caso, gli enigmi proposti non sono un “corollario” alla ricerca di oggetti, ma costituiscono il nucleo del gioco. Infatti, come già detto, la sezione oggetti nascosti è finalizzata strettamente alla continuazione, e non a se stessa: gli oggetti trovati dovranno essere utilizzati in altri enigmi, più complessi. Nel caso in cui non si riescano a trovare alcuni di essi, potremo usufruire di alcuni hint e, se un enigma mette a dura prova i nervi, è possibile abbassare la difficoltà a gioco in corso, oppure addirittura saltare i vari minigiochi.

L’interfaccia è rimasta la stessa, semplice e molto chiara: in basso troviamo, alla nostra sinistra, nella barra, gli strumenti TASKS e MENU (i primi sono gli obiettivi che man mano dovremo raggiungere, il secondo, permette di cambiare in gioco i settaggi o ritornare al menù principale). Al centro della barra c’è l’inventario, dove gli oggetti che ci serviranno per la prosecuzione sono sempre disponibili e visibili e, alla destra, una rosa dei venti che costituisce la MAPPA (che stavolta ci mostra solo i locali del piano tredici, niente indicazione sugli obiettivi risolti). Gli HINTS, invece, sono rappresentati dall’immagine sfocata del nostro protagonista, esattamente come appare nel menù principale. Rispetto al primo episodio, l’inventario è passato un po’ in secondo piano. Avremo sempre e solo i pochi e utili oggetti che ci serviranno in quella precisa occasione. Inoltre, è a nostra disposizione un tutorial che ci guiderà nell’apprendimento dei comandi e darà istruzioni sulla risoluzione del minigame.

Anche questa volta i commenti da parte del protagonista (oltre a lui, sentiremo anche, di tanto in tanto, quando squilla il telefono, la voce di un nostro “amico”), sono discretamente doppiati e le musiche d’accompagnamento e i vari rumori inerenti le attività all’interno del palazzo sono gradevoli e ben inseriti nel contesto. Nessun altro personaggio appare, se non come un’ombra: l’avventura prosegue in solitaria come in passato.

Il nuovo capitolo di The Fall Trilogy è all’altezza del precedente e, anche se l’ambiente è meno affascinante di quello del tempio della prima parte, non delude, né per la storia né per gli enigmi: divertente e ancora più vicino al mondo degli adventure games “veri e propri”. Poche sezioni hidden objects e molti minigame, di cui alcuni per nulla scontati, rendono piacevole l’esperienza di gioco (che si attesta all’incirca sulle 5-6 ore).

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Kheops Studio
Data Rilascio: 01/10/2010
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Avventura/Puzzle
Grafica: 2D
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Inglese
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