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Recensione

Amber's Blood

di Alberto Semprini  

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In breve

Stina, una vecchia amica di Carol, si imbatte nel necrologio del nonno mentre sistema gli effetti personale del padre, recentemente scomparso. Secondo tale necrologio, il nonno di Stina sarebbe morto molto più tardi di quanto le fosse stato fosse credere. Continuando le sue indagini sul materiale, Stina si distorce la caviglia cadendo nel tentativo di prendere una scatola su uno scaffale. Chiede dunque a Carol di darle una mano. Le indagini di Carol rivelano ben presto che i sospetti di Stina non sono infondati e non si limitano a un semplice errore nel necrologio: la storia della famiglia di Stina è infatti oscura e più intricato di quanto sia Carol che Stina avrebbero mai potuto immaginare.

 

Recensione Completa del 24 Aprile 2012
Anche gli svedesi fanno avventure grafiche. 'Carol Reed Mystery' è una serie che va avanti da un paio di anni e siamo giunti all’ottavo capitolo. Questa saga realizzata da MDNA Games racconta le avventure di una giovane donna inglese che, di volta in volta (e a suo malgrado a quanto pare), sarà sempre costretta ad improvvisarsi investigatrice privata e svelare insoliti misteri.
Amber’s Blood non fa eccezione e ci cala fin da subito nei panni di Carol, che porterà avanti un’indagine partendo da uno strano fatto riguardante la morte di un parente della sua amica Stina. Tutti i giochi di Carol Reed sono realizzati come delle avventure punta e clicca in soggettiva. La caratteristica per la quale questa serie si fa ricordare meglio è che tutte le ambientazioni sono rappresentate da foto in alta risoluzione di ambienti reali, e basta un’occhiata ai vari screens per rendersi conto che anche Amber’s Blood rispetta questa regola. Vedremo sempre il punto di vista di Carol e potremo muoverci per ambienti realmente esistenti appositamente fotografati e digitalizzati.

L’interfaccia è molto semplice, intuitiva e senza fronzoli. Il nostro puntatore si trasformerà in freccia quando sarà portato vicino ai bordi dell’inquadratura segnalandoci che potremo voltarci su noi stessi oppure camminare in una direzione specifica (nel caso la freccia compaia davanti a noi). Sempre lo stesso puntatore si illuminerà quando lo faremo passare su un oggetto o su un elemento dello scenario con cui potremo interagire. Muovendo verso l’alto potremo far comparire l’inventario nel quale sarà possibile prendere gli oggetti, combinarli tra di loro, utilizzarli con lo scenario oppure esaminarli con il tasto destro del mouse (funzione molto utile per leggere messaggi o per scoprire nuove funzionalità degli oggetti stessi). Come avrete di certo capito, le funzioni sono quelle standard di una qualsiasi avventura prodotta dalla seconda metà degli anni novanta ad oggi, nè più nè meno.

Il primo difetto che salta all’occhio è proprio quello del movimento. Il problema è lo stesso che coinvolgeva altre avventure di questo tipo create con la stessa tecnica delle fotografie (a tal proposito mi viene in mente il gioco di X-Files se qualcuno se lo ricorda). Praticamente in ogni inquadratura è possibile girarsi su sè stessi per guardare di lato e dietro, il problema è che questo cambio di inquadratura secco favorisce troppo la perdita di orientamento ed è facilissimo non capire bene da che parte si è rivolti anche quando stiamo girovagando per un ambiente molto semplice. Anche se staremo percorrendo un banale corridoio, in qualsiasi momento potremo girarci a guardare i due muri. Sembra una cosa stupida ma il fatto di voltarci in modo così rigido ci fa comunque confondere le idee non capendo più da che parte stavamo andando in origine. Molti giochi in soggettiva ovviano a questo problema fornendo una visuale libera a 360 gradi oppure non permettendo al giocatore di voltarsi, anche perché molte volte le schermate che vedremo attorno a noi, saranno prive di punti di interesse.
Questo ci porta anche ad un altro difetto del gioco: le schermate inutili. Amber’s Blood è pieno e stracolmo di schermate senza oggetti o senza elementi di vero interesse. Posso capire che un ambiente molto esplorabile possa aumentare il fattore di immersività di un gioco, ma il continuo cliccare tra schermate completamente vuote, anche se belle, rende molto frustrante la caccia agli oggetti e agli indizi.

Concepire tutto il gioco come una serie di fotografie ha i suoi pregi ma anche i suoi difetti. Da un certo punto di vista possiamo a ammirare delle foto ad alta risoluzione con una luce perfetta e dei colori sgargianti (anche se personalmente mi sono sembrate foto troppo perfette, ma questa è una considerazione personale), il difetto però è la totale mancanza di animazioni. Questo si fa sentire soprattutto quando dovremo interagire con altri personaggi non giocanti.
Ogni tanto infatti potremo imbastire dei semplicissimi dialoghi con altre persone, in questo caso vedremo tali personaggi in un inquadratura a mezzo busto, sentiremo le loro voci ma non li vedremo muoversi. Mi rendo conto che questo possa essere considerato come un difetto minore, e in fatti lo è, però ciò non toglie che la schermata fissa dia una spiacevole sensazione di innaturalezza e di artificiosità che un po’ stride con l’ambiente iperreale nel quale ci stiamo muovendo. Senza contare poi che questo tipo di interazione rende molto più fredda e meno coinvolgente l’intera trama appiattendo molto i personaggi.

Ma passiamo agli enigmi del gioco. Gli enigmi che dovremo affrontare sono principalmente di due tipi: quelli classici fondati sull’uso di determinati oggetti con l’ambiente e quelli più logici e matematici atti a trovare combinazioni per casseforti e scatole di sicurezza. I primi non sono mai una grossa sfida: sarà davvero molto facile capire cosa usare, molte volte vi capiterà di intuire l’uso di un oggetto molto prima di arrivare all’enigma che lo coinvolgerà, senza contare che molti di questi si ripeteranno più volte con leggere varianti. Gli enigmi logici invece sono un po’ più soddisfacenti ma non ci saranno mai vette di straordinaria originalità.

Tirando le somme Amber’s Blood non è un’avventura particolarmente memorabile, l’interfaccia funziona molto bene e non è mai scomoda ma il sistema di movimento è un po’ confusionario e incentiva la perdita di orientamento. La grafica è piacevole ma la mancanza di animazioni appiattisce un po’ il pathos della vicenda. La trama non è nulla di che, anche se per certi punti può interessare (ma non è di certo coinvolgente). Gli enigmi sono davvero semplici e prevedibili e si ripetono troppe volte anche se alcuni basati sulla logica potrebbero essere apprezzati da qualche appassionato. Insomma di difetti ce ne sono tanti, direi che consiglio questo gioco solo ai maniaci di avventure grafiche che hanno bisogno di tenere impegnata la mente in attesa di uscite di rilievo, tutti gli altri possono sorvolare.

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: MDNA Games
Distributore: Zodiac
Data Rilascio: 28/03/2012
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Thriller
Grafica: 2D
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Inglese
Sottotitoli: Italiano
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