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Lunedì, 25 Settembre 2017 04:37
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Recensione

Art of Murder: La Crudele Arte dell'Omicidio

di Simonetta Terra  

il nostro voto
82
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In breve

Nei panni di un agente dell'FBI, dovrete indagare su una serie di misteriosi omicidi che hanno visto coinvolti personaggi di spicco della società. Le vittime sono state assassinate con un oggetto ancora non identificato e il loro cuore asportato; a voi il compito di capire chi ha fatto tutto ciò, ma soprattutto perchè. Le indagini vi porteranno da New York al Perù, trascinate da un unico filo conduttore: l'incubo.

 

Recensione Completa del 18 Febbraio 2008
I polacchi della City Interactive (il cui team è in gran parte composto da membri dell’ex Detalion, autori della serie Schizm e di Sentinel) ci fanno ripiombare nella spirale degli omicidi seriali cimentandosi in un’avventura grafica punta & clicca di tutto rispetto che, sin dalle prime immagini rilasciate, ci aveva fatto pensare quasi ad un clone dell’indimenticato Still Life. Vi dico subito che così non è (anche se è indubbio che talune ambientazioni, specie quelle di New York, strizzino davvero l’occhio al titolo Microids): pur trattandosi infatti di un’avventura a carattere investigativo, il gioco è piacevolmente “contaminato” da elementi adventure in pure stile Indiana Jones ed il risultato, come vedremo, è alquanto positivo. Ma, bando alle ciance, andiamo ad analizzare nel dettaglio!

Nell’avventura impersoneremo l’agente dell’FBI, Nicole Bonnet, incaricata dal suo capo, Leon Chaser, di risolvere il suo primo caso, il n. SK 2007 01: dovrà fermare un misterioso assassino che sta portando sgomento e terrore nella New York dei nostri giorni, perpetrando efferati omicidi rituali ai danni di persone benestanti che sembrano non avere nulla in comune, a parte un florido conto in banca. Per commettere gli omicidi il killer si avvale di un antico coltello ricurvo con il quale asporta il cuore delle vittime, collocandovi al suo posto antiche monete spagnole del XV°-XVI° secolo; modalità che ricordano riti sacrificali di antiche civiltà sudamericane come Aztechi e Maya. Il gioco comincia con un filmato introduttivo, che fa da prologo all’avventura, durante il quale assisteremo ad un (apparente) fuori programma, in cui Nicole assiste all’omicidio del suo collega all’interno di un edificio diroccato di New York; da qui la scena si trasferirà negli uffici dell’FBI dove il capo di Nicole le dirà appunto di non approfondire le indagini sulla cruenta morte del collega per dedicarsi invece al caso degli omicidi rituali. Il gioco comincia quindi con tutta una serie di interrogativi e circostanze misteriose a cui Nicole dovrà dare una risposta attraverso scrupolose e pericolose indagini: c’è un collegamento tra le vittime? E se sì, qual è il movente degli efferati omicidi? E per quale motivo le è stato assegnato questo caso, visto che è un agente alle prime armi? Ed, ancora, perché non si vuole che si indaghi sulla morte del suo collega? Questo quindi l’incipit dell’avventura che ci porterà sui luoghi del delitto, tra palazzi diroccati e malfamati, metropolitane, musei e biblioteche di una New York a tratti molto cupa, per finire nell’arroventato Perù, a Cuzco, alla ricerca di esploratori del passato, sino al cuore della giungla amazzonica.

Oltre al capo di Nicole, interagiremo con la sua gentilissima segretaria Ruth e con il fantomatico collega Nick, nostro partner nelle indagini; incontreremo inoltre il direttore del Museo di Arti Precolombiane, collezionisti d’arte, archeologi, bibliotecarie, gansters ed ubriaconi… insomma una congerie di persone, tra le più disparate! La trama si presenta solida e ben congeniata e si svilupperà coerentemente con il procedere delle indagini e con il passare dei giorni (dieci in tutto), presentando anche numerosi colpi di scena che aggiungono all’avventura quel pizzico di suspense che terrà incollato il giocatore allo schermo sino alla fine del gioco. Riguardo al finale, e senza ovviamente spoilerare, mi sia consentito tranquillizzarvi perché non incontrerete delusioni alla Still Life… il finale c’è e non è niente male!

Analizziamo ora il comparto grafico, a mio parere uno dei punti di forza del gioco, insieme alla trama. Il motore grafico presenta un ottimo 2,5D, caratterizzato quindi da fondali prerenderizzati in 2D associati a personaggi poligonali e texture in 3D, attraverso l’utilizzo del Wintermute Engine. I modelli poligonali dei personaggi sono soddisfacenti e si muovono in maniera abbastanza fluida (corsa compresa), anche se non siamo ancora all’optimum a causa della legnosità di talune animazioni. Ma la grafica mostra sicuramente il suo meglio nei fondali, che risultano molto curati e ricchi di dettagli, soprattutto avuto riguardo alle ambientazioni esterne (che ho preferito), raggiungendo il migliore risultato con le ambientazioni esotiche sudamericane o comunque quando viene ritratta anche la vegetazione. Discreti anche gli effetti atmosferici e dinamici dei fondali tra cui nuvole in movimento, ombre e riflessi di luce, uccelli, mosche etc.. Molto riuscito anche il passaggio dal giorno alla notte (o viceversa) delle locazioni, visto che l’avventura si sviluppa nell’arco in dieci giorni. Le locazioni da esplorare sono comunque numerose (dagli uffici dell’FBI, al museo, alla biblioteca, agli edifici diroccati, alla giungla ed alle piramidi etc.) e l’occhio ne risulterà nel complesso appagato, tanto che il giocatore spesso si ritroverà ad ammirare i particolari delle locazioni, prima ancora di cominciare la ricerca degli oggetti con cui interagire. Accompagnano l’avventura anche un discreto numero di filmati e cut-scenes, che pur non facendo gridare al miracolo, risultano comunque di buona fattura e godibili.

L’interfaccia di gioco è quella classica di un punta & clicca, con l’inventario (fisso) posizionato nella parte bassa a destra dello schermo, mentre in basso a sinistra troveremo un PDA (dotato di notes per gli appunti, telefono, macchina fotografica ed agenda con i numeri telefonici), un’icona a forma di valigetta per accedere alle varie opzioni di gioco ed un’icona a forma di lente d’ingrandimento che potrebbe però rivelarsi un’arma a doppio taglio! Si tratta infatti di uno strumento già visto in altri giochi (vedi Tunguska) per rivelare gli hotspots di ogni schermata. Se da un lato infatti potrebbe rivelarsi utile per scongiurare il famigerato pixel hunting, dall’altro potrebbe rivelarsi controproducente, sia perché gli hotspots non sono poi così numerosi per ogni schermata, sia perché gli enigmi – come vedremo – non risulteranno poi così difficili da risolvere. Quindi, questo aiuto va usato con molta parsimonia e solo come ultima spiaggia. Io vi ho avvertito! Nulla da dire sul cursore che, come di consueto, assumerà la forma dell’azione via via disponibile e sull’utilizzo dei tasti destro e sinistro, tutto molto classico ed “user friendly”. Nel manuale, peraltro molto minimalista, troverete comunque ogni spiegazione.

Passiamo ora all’analisi degli enigmi presenti nel gioco che, nel complesso, rappresentano il punto dolens di quest’avventura, almeno per un giocatore esperto. Per risolvere gli enigmi, infatti, basterà nella maggior parte dei casi esplorare a fondo le locazioni, che saranno sempre limitate a seconda del momento di gioco (e senza possibilità quindi di vagare a vuoto), raccogliere gli oggetti ed usare la logica e l’intuito, nonché parlare, sino ad esaurire gli argomenti, con i vari personaggi. La soluzione degli enigmi non si è quasi mai rivelata assurda e spesso la nostra Nicole ci indicherà anche la giusta direzione, facilitandoci ancora di più il compito. La soluzione sarà quindi sempre a portata di click e del nostro inventario e PDA! Durante i dialoghi poi non avremo domande od argomenti “a cascata” tra cui scegliere, ma la conversazione si esaurirà automaticamente cliccando ripetutamente sul nostro interlocutore: quando darà la stessa risposta vorrà dire che la conversazione è conclusa. Inoltre, quando useremo la macchina per gli spostamenti, potremo spostarci solo nell’unica locazione disponibile sulla mappa della città, senza possibilità di scelte o luoghi alternativi! Il gioco insomma “soffre” di un’eccessiva ed esasperata linearità, anche se per molti ciò potrebbe essere considerato un pregio, mancando qualche enigma originale o comunque “spacca-cervello”. Se Art of Murder fosse un gioco corto, come se ne vedono tanti ultimamente, allora questa eccessiva linearità avrebbe potuto abbassare il punteggio finale, ma ciò è tuttavia ben controbilanciato dalla durata del gioco. Il gioco si presenta infatti ricco di locazioni, di dialoghi, di azioni da compiere ed enigmi da risolvere, ed anche un giocatore scafato impiegherà tra le 15 e 18 ore per portarlo a termine.

Riguardo, infine al sonoro, ancora una volta la Jinglebell ha fatto centro, regalandoci un ottimo doppiaggio. Se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, magari avremmo voluto che la voce della protagonista fosse un po’ meno angelica. Visto che si tratta di un’agente alle prime armi, però, ci può anche stare. Non male neppure le musiche, anche se non prendono mai il sopravvento, ed ottimi gli effetti sonori dell’ambiente, soprattutto quando ci troveremo nel cuore della giungla. Piccola nota: a volte, mentre la protagonista esamina un oggetto, viene a mancare la voce.

Art of Murder si inserisce quindi con discreto successo nel panorama delle avventure grafiche, anche se è evidente l’ispirazione della casa di Varsavia ai classici del passato, anche recente, da cui ha mutuato qua e là gameplay ed enigmi. Forse è per questo che il gioco non raggiunge vette di eccellenza ed originalità, ma riesce comunque a coinvolgere il giocatore grazie ad una trama solida e ricca di suspense, accompagnata da locazioni di ottima fattura e da una longevità (era ora) di tutto rispetto! Un’avventura che mi sento di consigliare a tutti, pur nella sua estrema linearità, perché si lascia giocare e coinvolge il giocatore sino alla fine. Il che è un pregio indiscutibile! Speriamo quindi che la City Interactive ci delizi presto con altre avventure, alzando magari anche il livello di difficoltà!

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: City Interactive
Distributore: Leader
Data Rilascio: Q1 2008
Piattaforma: PC
Caratteristiche
Genere: Poliziesco/Thriller
Grafica: 2.5D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse
Doppiaggio: Italiano
Sottotitoli: Italiano
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Requisiti minimi
OS: Windows 98/Me/2000/XP/Vista
Processore: 500 Mhz
RAM: 128 MB
Scheda Video: 32 MB
Hard Disk: 1 GB
Supporto: 1 DVD
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