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Virginia

 

il nostro voto
78
il vostro voto (1 votanti)
78
01 Febbraio 2017

Commento a caldo.
Prima di tutto bisogna chiarire tre cose riguardo a Virginia:
- dura 2 ore
- non ha nè puzzle, nè scelte, nè alcun tipo di gameplay
- è muto, non solo perchè non ha doppiaggio, ma perchè non ha dialoghi

Tutto ciò era abbastanza previdibile dal fatto che era sempre stato introdotto come visual novel e non come avventura grafica, ma è bene capire che stiamo parlando dell'ennesimo "art game" che sperimenta con il senso di videogioco e di narrazione interattiva (il titolo da cui gli autori hanno preso maggiore ispirazione è Thirty Flights of Loving...).

Ma possiamo davvero parlare di ennesimo?

Il gioco non è stato molto apprezzato dal pubblico, che principalmente lo ritiene troppo breve, poco interattivo e con una trama confusa. Come dare loro torto?

Eppure personalmente credo che Virginia si schieri a pieno titolo nel gruppetto di titoli sperimentali "riusciti bene", anche se dare un giudizio di sintesi non è semplice.

In molti hanno fatto paragoni forzati con i "walking simulator", ma sono paragoni sbagliati perchè in Virginia non c'è un mondo da esplorare in cerca di indizi per ricostruire una storia. Virginia è un gioco che costringe all'attenzione, ma a un'attenzione passiva.

Non è meno interattivo di una visual novel classica - quelle giapponesi in cui continui a cliccare per leggere i dialoghi successivi - ma è una visual novel molto più visual che novel. Il testo nel gioco è quasi assente e la comunicazione da film muto ha un fascino tutto suo che rende il risultato sicuramente originale; inutile paragonarlo a certi telefilm che avevano sceneggiature molto articolate e centrali, qui siamo vicini ad altri esperimenti cinematografici molto più visuali.
Non è la prima volta una narrazione da film muto fa capolino in un videogioco (Stacking? The Path? Machinarium? Ico?), ma Virginia dà alla cosa un senso diverso.

La storia c'è, ma il narrato si confonde di continuo con l'allucinazione.

A tratti è un'investigazione su un ragazzo scomparso, a tratti la storia di un'amicizia, a tratti un thriller, a tratti un insieme confuso di ricordi, sogni, paure, idee e possibilità vissute dalla protagonista e lasciate a libera interpretazione di chi gioca.

L'equilibrio è raggiunto? Forse no, il gioco soprattutto verso la fine prende la tengente del viaggio allucinante e ti riempie il cervello di domande e supposizioni - tanto coinvolgente quanto frustrante, a meno che non siate davvero appassionati di questo tipo di narrazione (che è molto lontana anche da Twin Peaks ed è più vicina ad altre opere di Lynch meno fortunate).

Tuttavia l'equilibrio non è neanche così lontano, e Virginia rimane un'esperienza che ha qualcosa da dire anche se difficilmente soddisfa al 100%. Per dire, siamo molto lontani dagli esperimenti dei Tale of Tales o da altre opere in cui il gameplay era di troppo e la trama in fondo non c'era.
Virginia è un viaggio emozionale e punta, come tale, al coinvolgimento emotivo: riesce però a metterci dell'altro, qualcosa di più concreto, e riesce allo stesso tempo a non mettere alcunchè di superfluo, che è un grande pregio snobbato dai più.

Il gioco non vi lascia il tempo di eplorare gli ambienti, vi spinge solo a muovere il personaggio da una scena all'altra, spesso in modo molto veloce con dei "jump cut" che non avevo mai visto nei videogiochi ma che sono di sicuro effetto se smettete di giocarlo come fosse Gone Home. Questo uso particolare del montaggio, unito a un aspetto artistico tutto sommato eccellente (la colonna sonora fa molto), confeziona un prodotto originale e di importante rilievo estetico.

Può essere definito videogioco? Tanto vale guardarlo su youtube, come dicono alcuni?

Bè, no, non sono assolutamente d'accordo, Virginia è un'esperienza che va vissuta in prima persona, senza distacco, che riesce a coinvolgere anche se l'interazione è limitata: limitata, ma non inutile, tant'è che ci abbiamo giocato in due e ci contendevamo il controller. E' chiaro che viene da chiedersi perchè vuoi avere il controllo se devi solo premere avanti e, occasionalmente, X? Forse la risposta è che Virginia ha fatto centro nel proporre un'esperienza che coinvolge e tiene incollati, non come farebbe un film, ma come farebbe un videogioco.

Se esplorare ambienti in cerca di lunghi documenti da leggere vi annoia, Virginia propone qualcosa di diverso, molto più avvicente e con un ritmo molto più serrato, vi prende per il collo e non vi fa prendere fiato fino alla fine.
Poi magari alla fine non siete pienamente soddisfatti, i difetti sono evidenti, iniziate a pensare a cosa manca al gioco, la confusione vi infastidisce, ma in un contesto inerentemente noioso come quello in cui Virginia si colloca (gli indie game), il pregio di guidarvi in un rollercoaster di qualcosa c'è tutto.

Virginia è tutto sommato un esperimento abbastanza maturo, rifinito e riuscito, che vale i soldi che chiede.

Forse se fosse una serie episodica, e potessimo attendere un seguito, avrebbe più sostanza; nelle sue due ore in cui ti ficca una pasticca di LSD in bocca e ti punta una pistola alla tempia, è un'esperienza più compatta e limitata ma che comunque ha senso di esistere nella sua brevità.


Voto: 78/100

Commento di Overmann

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: Variable State
Data Rilascio: 22/09/2016
Piattaforma: PC, PS4, XboxOne
Caratteristiche
Genere: Avventura investigativa
Grafica: 3D
Visuale: Terza Persona
Controllo: Mouse/Joypad
Sottotitoli: Multilingua (italiano incluso)
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