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I commenti degli utenti su

Dear Esther

 

il nostro voto
80
il vostro voto (4 votanti)
79
29 Maggio 2017

Dear Esther vi chiede di fare una cosa molto semplice: prendervi un'ora del vostro tempo, o poco pi√Ļ, per vagare su un'isola misteriosa ascoltando dei frammenti di ricordi recitati in modo molto teatrale e scritti in modo molto poetico.

Viene quindi a mancare ogni sorta di sfida o di interazione, ed è molto difficile parlare di videogioco o avventura grafica. Avendo avuto la "fortuna" di giocare i vecchi titoli di Tale of Tales (come The Path), posso dire di aver seguito sempre con interesse l'evoluzione del videogame narrativo, ma allo stesso tempo di non aver mai fatto sconti quando trovavo che il prodotto non fosse riuscito.

Per Dear Esther vale lo stesso discorso: il problema, per me, non è se sia o non sia un videogioco. Il problema è che quello che cerca di fare non lo fa abbastanza bene. L'atmosfera malinconica dettata dai colori e dalla colonna sonora, la buona recitazione, la presenza di elementi misteriosi sull'isola, sono tutti elementi non sufficienti a coinvolgermi o raccontarmi una storia degna di essere narrata.

L'unico merito di Dear Esther è quello di aver reso popolare il concetto di avventura esplorativa (il gioco ha venduto un milione di copie e influenzato molti prodotti degli ultimi anni), mettendo quindi il seme per delle evoluzioni meglio riuscite.

In sè e per sè, ho trovato che il gioco non sfruttasse affatto bene le sue (poche) carte a disposizione.

La grafica √® di sicuro impatto - ma √® gi√† invecchiata, nonostante i continui remake - tuttavia sull'isola non c'√® niente di veramente interessante da vedere. Perlopi√Ļ si gira per ambienti molto simili fra loro e ben poco sorprendenti: mare, sterpi, rocce, grotte, casali. Perlomeno The Path si impegnava ad essere un'esperienza surreale... In Dear Esther non capisco bene cosa dovrebbe emozionarmi, non mi sono mai fermato nemmeno ad ammirare il panorama. E' praticamente una tech demo per un motore grafico e come tale non resiste al tempo.

La storia è scarsa e raccontata malissimo. L'idea di rilasciare solo dei frammenti di storia CASUALI ad ogni partita è semplicemente ridicola: al termine del gioco non avrete un'idea chiara di cosa sia successo (l'ossatura della trama è ovvia è banale, ma uno si aspetterebbe di trovare il vero valore nei dettagli...), sarete costretti a rigiocarlo (e già qui è un insulto) per SPERARE di avere questa volta dei frammenti diversi.

Questo approccio sarebbe stato interessante se la trama fosse stata sufficientemente articolata e si fosse voluto aggiungere una sfumatura simbolista o interpretativa, ma così com'è si tratta semplicemente di una narrazione terribilmente pretenziosa che non arriva da nessuna parte.

In definitiva, personalmente dopo aver finito (due volte) Dear Esther mi sono sentito semplicemente preso in giro.

Essendo un gioco che prova a toccare delle corde particolari, pu√≤ essere che comunque vi emozioni, ma √® un po' come giocare la roulette russa... per come √® strutturato, ad oggi, √® pi√Ļ probabile che vi annoi senza lasciarvi nulla. Fosse gratis, varrebbe il rischio, ma non lo √®... Quindi ognuno giudichi da s√® la probabilit√† di uscirne soddisfatto o deluso.

Avendo svuotato l'avventura 3D di OGNI elemento di gameplay (raccolta oggetti, dialoghi, lettura documenti, puzzle, ecc) e narrativo (frammenti di una trama che appaiono pi√Ļ come poesie fini a se stesse) Dear Esther rappresenta semplicemente un punto di partenza per quegli sviluppatori che vogliano provare a costruirci sopra qualcosa di pi√Ļ complesso, cercando un punto di equilibrio che qui senza dubbio ho visto mancare.




Voto: 49/100

Commento di Overmann

30 Gennaio 2013

Molto bello anche se non e' un gioco punta e clicca:
Atmosfere poetiche,certe spiaggette rocciose che mi ricordano le mie liguri.
Ho esplorato tutta l'isola in cerca di un qualcosa,di un indizio da raccogliere,decifrare...sono uscito dal percorso,per la brughiera,guardandomi intorno,sperando di notare un indizio.La parte piu' bella per me è la grotta.
La fine : Pur non svelandola... si nota un ombra sul mare di un gabbiano:E'il protagonista?


Voto: 90/100

Commento di Taddeo

18 Marzo 2012

Il gioco in assoluto pi√Ļ denso di pathos e poesia che mi sia mai capitato di giocare.


Voto: 97/100

Commento di calorbianco

27 Febbraio 2012

Questo Dear Esther mi ha affascinato fin dalle prime notizie che trapelavano su internet per√≤ mi ero rimpromesso di aspettare l'aggiunta dei sottotitoli in italiano prima di comprarlo (perch√® sapevo che l'inglese usato non √® dei pi√Ļ semplici) per cui non appena √® arrivata la traduzione, pochi giorni fa, l'ho subito preso su steam e stasera mi sono ritagliato un'oretta abbondante (questo √® il tempo sufficiente per completarlo) per immergermi in questa esperienza (perch√® il termine "gioco" √® inappropriato), munito di cuffie e a luce spenta.
Devo dire che mi risulta molto difficile valutarlo con i canoni tradizionali visto che la giocabilità è ridotta all'osso (l'interazione è pressochè nulla), la longevità, come detto, è bassissima (ma adeguata al tipo di esperienza). Certo grafica e sonoro sono su livelli alti però non è questo il punto. Dear Esther va valutato per quello che è in grado di trasmettere a livello emotivo e intellettivo, e da questo punto di vista devo dire che l'esperimento può dirsi, secondo me, riuscito.
Il connubio fra immagini, musica e parole regala dei momenti molto intensi, nonostante in realt√† succeda ben poco, e in alcuni frangenti trova spazio un alto grado di poeticit√† (penso ad es. al momento in cui si incontrano le barchette di carta fatte dal protagonista sulla riva del mare). Poi si rimane un p√≤ delusi, quando si vorrebbe ad es. esplorare pi√Ļ a fondo la baita e ci si rende conto che tutti i vari oggetti al suo interno non possono essere esaminati, raccolti o combinati, come in una qualsiasi avventura grafica. Ma, una volta "superato il trauma", ci si abitua e si va comunque avanti. Certo ci si pu√≤ chiedere se poteva essere fatto di pi√Ļ a livello interattivo (col rischio per√≤ di snaturare il tutto) ma bisogna prendere Dear esther per quello che √®: un esperimento originale (se riuscito o meno, lo stabilira' il fruitore di volta in volta, a seconda anche delle sensazioni e delle suggestioni che ne potr√† trarre)
Non so se Dear Esther segnerà l'inizio di un nuovo filone o rimarra' un esperimento isolato. Di certo resterà impresso nella mia memoria.


Voto: 80/100

Commento di Robert Cath

 

Info Requisiti
Generale
Sviluppatore: The Chinese Room
Data Rilascio: 15/02/2012
Piattaforma: PC, Ps Vita, XboxOne
Caratteristiche
Genere: Avventura/Mistero
Grafica: 3D
Visuale: Soggettiva
Controllo: Mouse/Tastiera
Sottotitoli: Inglese/Italiano
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