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Alone in the Dark (quelli classici)

Il mondo delle Avventure Grafiche, dalle origini sino ai giorni nostri.

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Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Ico il venerdì 4 luglio 2008, 18:15

Ho comprato ultimamente su AGS,spinto dall'ultimo capitolo,il terzo titolo di Alone in the Dark.Memore del primo capitolo,ho deciso di dare una chance,anche considerando il prezzo,a quest'avventura Infogrames...purtroppo però sono stato deluso.

Cominciamo dall'inizio:quando provai il primo AITD rimasi basito davanti al gameplay,che è quello tipico dei survival horror (genere poi fondato proprio da questa saga,dopo nasceranno i vari RE),accompagnato però da un pessimo sistema di controllo del personaggio.In pratica si doveva visitare una magione infarcita da mostri vari,che con 2-3 colpi ti uccidevano (e troppo facili erano da prendere,questi colpi) e trappole varie che,se inboccate,facevano scattare il gameover.Altra cosa estremamente ardua era far correre il protagonista e farlo combattere,cose purtroppo necessarie in alcune sezioni.Risultato?Il primo aITD lo lascia lì,al combattimento col pirata.Ci riprovo con AITD3 che,essendo fatto dopo,spero differente nel gameplay.Avvio il gioco e constato che la grafica è rimasta più o meno quella del primo capitolo,così come il gameplay (ora è però possibile scegliere il livello di difficoltà del gioco)e le magagne (almeno per me):corsa difficile da effettuare,lentezza esasperante nel far girare il personaggio,oggetti che se usati non fanno scattare subito l'azione giusta (sono stato 20 minuti per far accendere il proiettore con la latta di petrolio,e 10 per far spingere il corno del teschio nel saloon)...insomma,ho abbandonato anche questo capitolo,la trama mi interesserebbe anche,ma proprio non riesco a superare queste magagne.Ora non so se è colpa del Dosbox,con cui ho giocato i titoli,oppure questi sono così anche in ambiente Dos pure...comunque saga bocciata,per me.

P.S Manco parlo di AITD4 che,stando all'ultimo capitolo,è stato addirittura segato fuori dalla cronologia della serie...giustamente direi,visto la qualità bassissima del gioco!
Ico
 

Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Enigmista il venerdì 4 luglio 2008, 18:54

Secondo me aveva delle buone potenzialità la saga iniziale(parlo del 1,2 e il 3)però ha commesso un errore:solitamente nei giochi il giocatore guida quest'ultimo e il gioco guida il giocatore alternandosi o comunque almeno in minima parte l'ultimo descritto.Questo non avviene mai in Alone in the Dark,sei sempre tu a guidare il gioco attraverso la magione mai lui che ti dia uno straccio di prova,un indizio serio per farti pensare"meglio questa stanza perché...".
Ok,è una buona AG,è un classico che più classico non si può ed è indubbiamente la pietra miliare del genere per pc però secondo me manca qualcosa perché sia un capolavoro ed è il difetto suddetto.
Per esempioCarnby passeggia "allegramente"quando da un quadro partono coltelli,il finale della morte è inevitabile,non può praticamente mai correre e se lo faccio correre si limita a due sgambettate.Come facevo a sapere dei coltelli?Indizi?No.Mostri dotati di parola che ti dicono qualcosa?No.Indizio della grafica,evidente ad occhio nudo?No.Almeno all'inizio si vedevano le travi rotte del pavimento e si capiva che non avresti fatto una buona scelta a continuare a camminare
I nemici poi erano ancora più difficili degli enigmi:è difficile parlare di enigmi quando ne ho visti pochi....forse sono proprio i mostri gli enigmi.
Trovare un modo per batterli.
Certo che però,mettere un personaggio rinchiuso in una stanza con due mostri,già che lo assalgono,senza uno straccio di indizio dove andare;esce,trova altri mostri;continua,ora i mostri sono con poteri titanici dall'uomo invisibile(o è una donna??)al pirata per passare ai ragni che non li becchi manco per fortuna e per finire con un cavaliere non certo facile....però perché all'inizio non mi ha colpito subito?
è questo quello che secondo me manca al gioco:mancanza di guida del giocatore che si trova spaesato in una casa in balia di mostri troppo forti fin dall'inizio e indizi nelle stanza proprio dove sono i mostri e privato di correre seriamente.

Questo quello che penso del 1. :wink:

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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Ico il sabato 5 luglio 2008, 12:20

Enigmista ha scritto:Secondo me aveva delle buone potenzialità la saga iniziale(parlo del 1,2 e il 3)però ha commesso un errore:solitamente nei giochi il giocatore guida quest'ultimo e il gioco guida il giocatore alternandosi o comunque almeno in minima parte l'ultimo descritto.Questo non avviene mai in Alone in the Dark,sei sempre tu a guidare il gioco attraverso la magione mai lui che ti dia uno straccio di prova,un indizio serio per farti pensare"meglio questa stanza perché...".
Ok,è una buona AG,è un classico che più classico non si può ed è indubbiamente la pietra miliare del genere per pc però secondo me manca qualcosa perché sia un capolavoro ed è il difetto suddetto.
Per esempioCarnby passeggia "allegramente"quando da un quadro partono coltelli,il finale della morte è inevitabile,non può praticamente mai correre e se lo faccio correre si limita a due sgambettate.Come facevo a sapere dei coltelli?Indizi?No.Mostri dotati di parola che ti dicono qualcosa?No.Indizio della grafica,evidente ad occhio nudo?No.Almeno all'inizio si vedevano le travi rotte del pavimento e si capiva che non avresti fatto una buona scelta a continuare a camminare
I nemici poi erano ancora più difficili degli enigmi:è difficile parlare di enigmi quando ne ho visti pochi....forse sono proprio i mostri gli enigmi.
Trovare un modo per batterli.
Certo che però,mettere un personaggio rinchiuso in una stanza con due mostri,già che lo assalgono,senza uno straccio di indizio dove andare;esce,trova altri mostri;continua,ora i mostri sono con poteri titanici dall'uomo invisibile(o è una donna??)al pirata per passare ai ragni che non li becchi manco per fortuna e per finire con un cavaliere non certo facile....però perché all'inizio non mi ha colpito subito?
è questo quello che secondo me manca al gioco:mancanza di guida del giocatore che si trova spaesato in una casa in balia di mostri troppo forti fin dall'inizio e indizi nelle stanza proprio dove sono i mostri e privato di correre seriamente.

Questo quello che penso del 1. :wink:

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Grosso modo quindi sei d'accordo con me.
Ico
 

Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Gnupick il sabato 5 luglio 2008, 20:45

Purtroppo per amare AITD bisogna apprezzare quel tipo di gameplay da 'vecchia scuola', peraltro comune a molte AG.
In verità gli indizi per uscire con successo dai duelli ci sono praticamente sempre, ma sono nascosti, difficili da beccare, e in ogni caso è quasi sempre possibile proseguire solo con la forza bruta. Ad esempio, all'inizio, i due mostri sono effettivamente evitabili leggendo i vari appunti e scoprendo che bloccando la finestra con l'armadio e la botola con lo scrigno si può superare la zona senza combattere. Si può anche combattere, ma quasi sicuramente si resta perlomeno feriti. Di certo è un po' scorretto far cominciare il gioco con 2 pericoli così grossi.

Il problema è che il gioco prima punisce (con la morte), e solo dopo invita (o meglio, costringe) al secondo tentativo, cosa che nei giochi di oggi è stata quasi del tutto abolita (giustamente, imho). Diciamo che una volta fatta l'abitudine al gameplay e alle magagne relative al controllo del personaggio, si scopre un gioco dall'atmosfera impareggiabile e inquietante, e una catena di enigmi e combattimenti che alla fine appaga davvero.

Il 2 è anche peggio: molto più difficile (anche se si ha l'oggetto giusto, molti combattimenti sono durissimi) e sempre criptico. Il 3 ha i soliti indizi nascosti fin troppo bene, però perlomeno i combattimenti sono molto più semplici (grazie al livello di difficoltà settabile). Peccato che strutturalmente il gioco sia lo stesso di sempre, e che in più l'ambientazione sia un po' carente (p.s. Il doppiaggio è AGGHIACCIANTE).

Il 4 è un gioco più moderno, più dialogato, meno frustrante. Ma tremendamente inferiore in quanto a carisma e atmosfere.

Comunque, come valore globale, secondo me è una parabola discendente dal primo (bellissimo, imho) al 4.
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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Gharlic il domenica 6 luglio 2008, 0:38

Giochi come Alone In The Dark bisognerebbe averli giocati all'epoca della loro uscita. So che non è più possibile, ma all'epoca era così che si facevano le ag (eccettuate quelle Lucas), e non ci si faceva nemmeno caso. Comunque il fatto che Carnby non corra è dovuto ai nuovi sistemi, quando lo giocai la prima volta correva benissimo. Resta il fatto che siano sicuramente giochi molto difficili e la loro qualità scema da un capitolo all'altro, però il primo riusciva a trasmettere veramente la paura. Pochi giochi di adesso riescono a farlo con così pochi elementi.
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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Gnupick il domenica 6 luglio 2008, 1:41

Appoggio il buon Gharlic al 100%.

AITD bisognerebbe giocarlo sforzandosi di inserirlo nel contesto storico-sperimentale in cui si colloca (cosa che viene fatta di continuo coi vecchi film, per esempio). Nonostante i - a volte grossi - difetti nel gameplay e nella grafica (invecchiata molto male), che oggi sarebbero inaccettabili, AITD è la prova che la profondità di un titolo - quando c'è ed è così rilevante - riesce ad andare ben oltre gli aspetti tecnici. C'è un altro esempio dello stesso 'stampo', quel Little Big Adventure: pieno di difetti, eppure così bello.

Il paragone con le AG non è campato in aria: ai tempi AITD venne spesso indicato come avventura grafica (il termine 'survival horror' è nato con Resident Evil), e in effetti il primo capitolo direi che possiede un 50 e 50 fra adventure ed action (gli altri episodi sono più action). Enigmi spesso 'cattivi', scorretti, però c'è poco da fare: solo se si vive l'esperienza a fondo (leggendo tutto, esplorando tutto) si può sperare di cavarsela.

Il 2 e il 3 sono meno interessanti sotto quasi tutti i punti di vista, però IMHO il 2 si difende benino.

Ovviamente per il quarto capitolo è un discorso a parte, essendo ironicamente una (brutta) copia di Resident Evil che fa testo a sè. Il film di Uwe Boll con Christian Slater prende parte del background di AITD4, e può considerarsi una sorta di sequel (in realtà, ci sono diverse incongruenze).

Riguardo la corsa: è vero, il doppio tasto è una soluzione un po' balorda (non a caso in seguito fu eliminata, come in Time Gate e forse anche da AITD3, non ricordo). Ultimamente li ho rigiocati per l'articolo a The Games Machine (spam spam spam) e ho usato anche io Dosbox: diciamo che se setti bene il numero di cicli della CPU, dovrebbe essere abbastanza facile attivare la corsa. Ma se canni un po', dato che si attiva col tempismo, potrebbe essere impossibile.
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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Enigmista il domenica 6 luglio 2008, 11:21

Ripeto,gioco ottimo con molte potenzialità e anche ben sfruttate però io non sapevo(e non so,tuttora)dove riperire tutti gli indizi.
Altra cosa:la grafica.
Ok,è un gioco miliare,menzioniamo il fatto che è invecchiato però piuttosto male(i poligoni sono esigui)...ok ok ok.Però una cosa che non ho sopportato è statotrovare il modo per affrontare i due mostr che ti impediscono di scendere le scale.Ho cercato e ho trovato l'appunto che però-attenzione-parlava di altre creature quali,che pietrificavano con lo sguardo ecc.Bé non mi pare che quelle fossero le creature citate.Per quanto conosco un pò di leggende(sapevo degli specchi)proprio non ci assomigliavano.
Perciò credo è un buon gioco ma con scarsa guida da parte del pc.
Ecco tutto.

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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Ico il domenica 6 luglio 2008, 11:41

Ora ho ripreso il primo e,smanettando un pò con i settaggi del Dosbox,lo sto facendo andare in modo perlomeno dignitoso.Certo,le magagne rimancono,eccome.Mi trovo d'accordo con i punti espressi da voi tutti:purtroppo il gioco non offre nessun tipo di guida,se non in un'occasione (almeno parlando per me,considerando che con la storia mi sono spinto solo fino al pirata,ma ho consultato tutti i documenti che si trovano nel gioco):
quando si deve esorcizzare il demone della biblioteca usando il pugnale
Ecco,per tutte le altre occasioni gli enigmi sono semplicemente illogici,a dire poco:per farvi qualche esempio
-come faccio a sapere che per battere l'armatura devo lanciargli addosso la statuina?
-come faccio a sapere che nel corridoio devo mettere una coperta sul ritratto sennò muoio,per poi colpire non ricordo coss con arco e frecce?
-come faccio a sapere che gli zombie si fermano se poggio la zuppa in tavola?


Ripeto,potenzialmente ottimo gioco,ma con pecche non da poco.A me la storia interessa,perché ho letto praticamente tutto riguardo a Lovecraft,ma non so quanto potrò proseguire prima che i difetti presenti pesino più del mio interesse sulla trama.
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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Gharlic il domenica 6 luglio 2008, 15:46

Non saprei cosa dirti, anche perché me ne ricordo ben poco degli enigmi nello specifico. Comunque l'impostazione del gioco, ad enigmi illogici come li hai chiamati, l'ho sempre vista perfettamente abbinata al tipo di gioco. Per quanto mi riguarda scoprire come superare certi punti solo dopo esserci crepato mi dà (dava) una verve non indifferente che mi spingeva più che mai a finire il gioco. Ti ripeto che forse dico così perché ci ho giocato in "un'altra epoca", però rimane il fatto che personalmente non ritengo Alone In The Dark un'esperienza videoludica negativa. Secondo il mio punto di vista è improprio catalogarlo nel genere survival, proprio perché il gioco si contraddice da solo, nella fattispecie bisogna morire prima di superare certi punti. Lo ritengo un gioco altamente sperimentale (come ha sottolineato Gnupick) e che rimane come testimonianza di come i giochi venissero fatti in un'era nella quale un gruppo di cinque o sei persone, con un budget che oggi farebbe ridere i polli, riusciva a tirare fuori un prodotto memorabile anche a distanza di molti anni. Potrei fare un esempio pratico: quanti di voi hanno veramente apprezzato i primi giochi della Sierra? All'epoca erano dei gioiellini.
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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Gnupick il domenica 6 luglio 2008, 16:55

Guarda, non posso giurartelo ma sono quasi sicuro che le soluzioni a quegli enigmi esistono, a volte più chiare a volte molto sibilline, nascoste fra i millemila appunti o libri che si trovano in giro (micidiali quelli della biblioteca, poichè alcuni sono superflui, altri utili, ma nessuno è davvero indispensabile). Non essendoci dialoghi, l'unico modo per dare indizi è proprio attraverso i documenti.
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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Lucaskane il domenica 6 luglio 2008, 17:52

Gharlic ha scritto:Giochi come Alone In The Dark bisognerebbe averli giocati all'epoca della loro uscita. So che non è più possibile, ma all'epoca era così che si facevano le ag (eccettuate quelle Lucas), e non ci si faceva nemmeno caso. Comunque il fatto che Carnby non corra è dovuto ai nuovi sistemi, quando lo giocai la prima volta correva benissimo. Resta il fatto che siano sicuramente giochi molto difficili e la loro qualità scema da un capitolo all'altro, però il primo riusciva a trasmettere veramente la paura. Pochi giochi di adesso riescono a farlo con così pochi elementi.


Straquoto la visione di Garlic su questa meravigliosa ed epocale saga!!
X un videogiocatore che è solo da pochi anni che "frequenta e conosce" i giochi x pc, è quaisi inevitabile una certa riluttanza a un gioco come AITD. Sicurmente i comandi di gioco sono complessi e articolari, sicuramente il gioco è pieno di piccoli bug (mai corretti, perchè al tempo, mica esistevano le varie patch... :lol: :lol: ).
Il titolo, però, deve essere inserito nel contesto dei videogiochi di quegli anni.
In quegli anni i videogiochi erano mediocri, ed erano anche pochi. Un "player" di fronte all'uscita di un titolo come AITD faceva i salti sulla sedia dall'eccitazione, e poco gli importava di vari discori sui comandi articolari o sui bugs...
Quello era un gioco che lo avrebbe certamente teso incollato al pc x qualche mese, era un titolo che avrebbe preso il monopolio assoluto sui titoli che lui giocava... ..e quindi, impararsi i comandi, affrontare anche i bugs come alcune difficoltà "in game" non era affatto un problema, anzi, quasi erano preferite queste cose!!
E in più questo gioco era difficile (un bene), era pauroso, era innovativo, e affrontava dinamiche nuove, mai affrontate nei videogiochi!!

X far capire meglio la cosa a noi, appassionati di AG, potrei dire di andare a vedere le dinamiche di gioco di tutti i vari King Quest della Sierra... Questi titoli avevano errori palesi, toccavi semplicemente un oggetto e morivi, senza possibilità di salvataggio, ma così funzionava, erano tempi diversi!!!! E non è un caso che la saga di King Quest vanta circa una dicina di episodi... :D
Oppure vi consiglio di guardare i modermi sparatutto... A voi piaceranno tanto, x me sono la spudorata copia l'uno dell'altro... MA dove sta la fantasia in questi titoli?? Dove sta l'innovatività?? Ormai si cerca solo la grafica migliore, la giocabilità megliore, e il gioco ci ha rimesso l'anima!! A me personalmente, poco importa che questi giochi abbiano comandi acessibili e varie patch!! Davvero!!

Tornando poi ad AITD dico che il quarto episodio è stato fatto molti anni dopo, ed è certamente deludente.
Sinceramente, penso che anche il prossimo AITD sia deludentuccio, e approfitterà soprattutto del nome che si è fatta questa saga con i primi 3 episodi, ed anche di un titolo certamente pauroso.

Cmq la vera saga di Alone in the Dark comprende i primi 3 episodi, molti vicini come data, e collegati l'un altro. E poi ritengo che, x il giocatore moderno, il 2°episodio sia quello che potra piacere di più di tutti!!
Lo dico perchè anch'io ho giocato questi giochi solo a ritroso, cioè diversi anni dopo la loro uscita, ed il secondo x me è il migliore e il più bello!!!
Se qualcuno di voi ci vuole tentare, gli consiglio di provare con quell'episidio di questa saga.



PS: ah si, quasi dimenticavo questa cosa. Magari x voi più giovincelli sto dicendo una eresia, ma se dovessi giudicare le tre saghe principe del genere Horror, e cioè Alone in the Dark, Silent Hill e Resident Evil... ...beh, x me Alone in the Dark merita il primo posto se si considera l'epoca d'uscita.
Mi spiace, ma x me le altre vengono dopo. :wink:
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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Lucaskane il domenica 6 luglio 2008, 18:00

Scusate se lascio un doppio post, ma volevo aggiungere 2 cose veloci qui:
1-

Gnupick ha scritto:Guarda, non posso giurartelo ma sono quasi sicuro che le soluzioni a quegli enigmi esistono, a volte più chiare a volte molto sibilline, nascoste fra i millemila appunti o libri che si trovano in giro (micidiali quelli della biblioteca, poichè alcuni sono superflui, altri utili, ma nessuno è davvero indispensabile). Non essendoci dialoghi, l'unico modo per dare indizi è proprio attraverso i documenti.


Questa la quoto, gli enigmi di AITD non solo illogici, ma difficili, e magari a volte difficili anche perchè tradotti in italiano certe "giochi" perdono il loro significato.
Però non si può certo definirli senza logica!

2- Purtroppo è proprio vero: il Dosbox aiuta poco a far girare bene il gioco!! C'ho provato e devo dire che ho trovato fortu difficoltà. Anch'io riesco a farlo girare benino, però il gioco originale sotto sistema operativo Dos originale, era tutt'un altra cosa e tutt'un altra comodità
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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Ico il domenica 6 luglio 2008, 18:20

Allora,ho terminato il gioco proprio in questo momento,grazie ad una guida trovata su Internet.Premetto che,per chi mi conosce un pò meglio qui sul forum,per me le avventure grafiche sono quelle Lucas e Sierra prima maniera,quindi la grafica di AITD non è certo il problema!Il problema consiste proprio nel fatto,e qui torno a ribadirlo visto che mi sono giocato or ora il titolo,nella quasi totale mancanza di indizi su come proseguire/sopravvivere.Gli esempi li ho fatti sopra,e se volete ne porto degli altri:
dove sta scritto che per superare la stanza dei ballerini devo usare quel determinato disco,di cui peraltro è impossibile conoscere il titolo se non lo si usa prima?I dischi che si trovano nella magione sono due,ma posso scoprire qual è "quello buono"solo dopo averlo usato e,eventualmente,essere morto.E poi,perché dovrei essere portato a usare il grammofono proprio in quella stanza?Certo,ci sono i ballerini,ma escluso questo non c'è alcun indizio che mi indirizzi in questo senso (il grammofono avrei potuto usarlo nell'avventura anche più tardi,mica so cosa mi attende nel futuro!).Certo,in un'ottica provo tutto su tutto prima o poi scopro cosa fare in quella locazione...
Come tacere poi su tutta la aprte finale?Perchè dovrei usare subito,di primo acchitto,il talismano sull'altare e lanciare poi la lampada contro l'albero?O l'uncino sulla porta per farla aprire?Sempre ottica "provo tutto con tutto",che è quella che ogni avventura grafica dovrebbe evitare!

E poi,come non citare il fatto che si muore praticamente ad ogni azione sbagliata che si compie?E se uno ha salvato,chessò,un'ora prima?Certo,è un gioco horror,ma salvare ad ogni stanza è frustrante,per non parlare della facilità con cui i mostri ti sistemano (2 colpi e sei morto),considerando che spesso e volentieri ti compaiono dietro o nelle immediate vicinanze,quindi il colpo te lo becchi comunque,a meno di non ricaricare...la penuria di oggetti energetici poi non aiuta (nel gioco se ne trovano solo 3).Ripeto,non etichetto AITD come un brutto titolo,perché in fondo mi è piaciuto (anche perchè tratta sempre di un dio del pantheon di Cthulhu,in definitiva),ma ha veramente tante "magagne",se così si possono chiamare,che pregiudicano la valutazione finale.Il fatto poi che non si è fatto nulla per correggere questi "difetti" nei sequel del gioco è un'aggravante (anzi,nel tre è ancora più facile morire,e per evitarlo si deve salvare quasi ad ogni azione che si compie).
Ico
 

Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Enigmista il domenica 6 luglio 2008, 22:14

Condivido quello che dice Ico.
In primis sono una persona che vede la veste grafica come cosa secondaria.
Non a caso provo ancora in questi giorni(scarsi titoli che mi piacciono in commercio al momento tranne Dracula ma dico solo"ahimé")molti titoli.
Ebbene continuo a dire che AITD sia un ottima AG horror(ma poco AG se ci pensate)ma invecchiata male.Mi dispiace dirlo,ma giocarci ai giorni nostri non è più glorioso come un tempo e penso che non diverta più.
Innanzitutto molti horror ti lasciano spaesato da solo in mille locazioni differenti ancora oggi(e non solo horror basti pensare a keepsake)però ci sono altri punti a favore:forti personaggi(Carnby ed Emily corrispondono al vero),storia solida,azioni abbastanza "certe".
Io non trovo tanto punti critici(le morti)quanto un insopportabile monotonia nel sistema di gioco.a Volte così frustrante che ho odiato tale gioco.Cavoli,non puoi mettermi centinaia di mostri già all'inizio senza uno straccio di guida(che a quei tempi era comunque semplice implementarla)o di indicazione.
Ci sono i documenti?Bene.Non troppo.Contando che per raggiungerli devo farmi spazio tra mostri,enigmi,punti critici,camminate noiosissime,oggetti da buttare e ancora una trama che fatica a proseguire.
(il 1)
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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Gharlic il domenica 6 luglio 2008, 23:54

Ragazzi, mica si può pretendere che i giochi restino eterni. Ormai Alone 1 ha quasi vent'anni sulle spalle, è ovvio che non piaccia più. Ogni paragone con qualche altra forma d'arte è azzeccato: provate a vedervi un film di Griffith, oppure acoltate un disco di musica Jazz degli anni '20. E' del tutto normale non riuscire ad apprezzare alcuni lavori del passato. Le magagne che voi dite quel gioco ce le ha tutte, ma rimane sempre un capolavoro.
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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Lucaskane il lunedì 7 luglio 2008, 19:49

Ico ha scritto:Allora,ho terminato il gioco proprio in questo momento,grazie ad una guida trovata su Internet.Premetto che,per chi mi conosce un pò meglio qui sul forum,per me le avventure grafiche sono quelle Lucas e Sierra prima maniera,quindi la grafica di AITD non è certo il problema!Il problema consiste proprio nel fatto,e qui torno a ribadirlo visto che mi sono giocato or ora il titolo,nella quasi totale mancanza di indizi su come proseguire/sopravvivere.Gli esempi li ho fatti sopra,e se volete ne porto degli altri:
dove sta scritto che per superare la stanza dei ballerini devo usare quel determinato disco,di cui peraltro è impossibile conoscere il titolo se non lo si usa prima?I dischi che si trovano nella magione sono due,ma posso scoprire qual è "quello buono"solo dopo averlo usato e,eventualmente,essere morto.E poi,perché dovrei essere portato a usare il grammofono proprio in quella stanza?Certo,ci sono i ballerini,ma escluso questo non c'è alcun indizio che mi indirizzi in questo senso (il grammofono avrei potuto usarlo nell'avventura anche più tardi,mica so cosa mi attende nel futuro!).Certo,in un'ottica provo tutto su tutto prima o poi scopro cosa fare in quella locazione...
Come tacere poi su tutta la aprte finale?Perchè dovrei usare subito,di primo acchitto,il talismano sull'altare e lanciare poi la lampada contro l'albero?O l'uncino sulla porta per farla aprire?Sempre ottica "provo tutto con tutto",che è quella che ogni avventura grafica dovrebbe evitare!

E poi,come non citare il fatto che si muore praticamente ad ogni azione sbagliata che si compie?E se uno ha salvato,chessò,un'ora prima?Certo,è un gioco horror,ma salvare ad ogni stanza è frustrante,per non parlare della facilità con cui i mostri ti sistemano (2 colpi e sei morto),considerando che spesso e volentieri ti compaiono dietro o nelle immediate vicinanze,quindi il colpo te lo becchi comunque,a meno di non ricaricare...la penuria di oggetti energetici poi non aiuta (nel gioco se ne trovano solo 3).Ripeto,non etichetto AITD come un brutto titolo,perché in fondo mi è piaciuto (anche perchè tratta sempre di un dio del pantheon di Cthulhu,in definitiva),ma ha veramente tante "magagne",se così si possono chiamare,che pregiudicano la valutazione finale.Il fatto poi che non si è fatto nulla per correggere questi "difetti" nei sequel del gioco è un'aggravante (anzi,nel tre è ancora più facile morire,e per evitarlo si deve salvare quasi ad ogni azione che si compie).


Riguardo gli enigmi non ti posso rispondere, perchè non li ricordo e poi, avendo giocato anch'io il titolo diversi anni dopo, non sono riuscito a finirlo x problemi con il DosBox ecc... (però il titolo a me era piacuto moltissimo!!!)
Resto cmq convinto che, se Alone in the Dark sia diventata una pietra miliare del genere Survival Horror (non di certo AG!!!) un perchè ci sarà... (non mi ripeto sui perchè, direi le stesse cose del mio ultimo post.)
Riguardo al fatto che muovi un oggetto e muori, ti ripeto che è normalissimo x l'epoca in cui è uscito il gioco, e ti ripeto che, se ti vai a guardare le varie AG di Kinw Quest (della Sierra che te hai giocato) scopri che questo "meccanismo di morte" è assolutamente identico, anzi, molto peggio... (in Kinq Quest potevi accidentalmente usare un oggetto in modo sbalgiato a inizio gioco, ed accorgertene solo alla fine, quando l'oggetto ti serviva e lo avevi ma ormai non lo avevi più da un pezzo!! Allora si che imprecavi... Altro che AITD... :D :D )

E poi ti dico una mia osservazione personale: a me non è mai piaciuto un titolo che ho deciso di terminare con le soluzioni in mano come hai fatto te. Le soluzuzioni rovinano i giochi, soprattuto se se ne abusa!! Il fatto che l'hai finito così, non è di certo un'indicazione che il titolo possa essere poi giudicato da te come un ottimo titolo... :?


Gharlic ha scritto:Ragazzi, mica si può pretendere che i giochi restino eterni. Ormai Alone 1 ha quasi vent'anni sulle spalle, è ovvio che non piaccia più. Ogni paragone con qualche altra forma d'arte è azzeccato: provate a vedervi un film di Griffith, oppure acoltate un disco di musica Jazz degli anni '20. E' del tutto normale non riuscire ad apprezzare alcuni lavori del passato. Le magagne che voi dite quel gioco ce le ha tutte, ma rimane sempre un capolavoro.


Straquoto poi questo discorso di Gharlic.
Ed invito ad osservare che AITD è un titolo che ha osato il 3d in tempi decisamente anticipati!!! Quando lo confrontate con altri titoli, tenerte presente anche questo quando parlate di grafica...
Ricordo i miei amici saltare sulla sedia mentre si giocava a questo gioco, altro che titolo mediocre. :)
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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Overmann il venerdì 11 luglio 2008, 15:00

Questo topic contiene molti spunti interessanti :mrgreen:

AitD, se giocato oggi come se fosse un gioco di oggi è ben difficile che piaccia, ma se giocato oggi come se fosse un gioco di 15 anni fa è sorprendente.
Come in molti avete detto, un tempo i giochi erano difficili e si moriva in continuazione. Provate un qualunque gioco action / platform a 8 bit... :mrgreen: E lì non si poteva neanche salvare. Cioè, se ripenso che io a 10 anni consumavo livelli su livelli di Alex Kidd e Mercs su Master System mi spavento :shock: a rigiocarli ora, abituato come sono al concetto di poter uccidere orde di nemici prima di dovermi preoccupare della salute, provo non poca frustrazione, anche potendo salvare innumerevoli volte.

AitD ha dei pregi notevoli: la totale non linearità dell'avventura, ad esempio... Non si ha mai la sensazione di essere guidati, vi è una sorta di realismo nell'essere lì e cercare di sciogliere tutti i nodi.
Il modo di incutere terrore con i pochi mezzi all'epoca, è un altro esempio: il gioco inizia con due scontri molto difficili, che fanno subito intuire quanto l'essere umano che usiamo sia debole nei confronti delle creature... dopo quella stanza, a OGNI finestra che vedi ti viene un groppo. E' come se sapessi che da lì uscirà qualcosa. I quadri inquietanti, le finestre "che sembra che ci siano delle persone che ti guardano", la regia eccelsa di certi passaggi, trovate come "mostro che appare appena apri porta" o "stanza COLMA di zombie immobili"... Tutto ciò è impagabile.
Fa ancora paura?
A mio avviso no; era uno stadio tecnologico ancora troppo arretrato, le musiche midi, le stanze comunque sempre luminose... Però, per quel che poteva ottenere, è un esempio di come un horror andrebbe fatto - e non in pochi hanno pescato dal suo carnet per le ispirazioni dei titoli futuri.

AitD ha anche un valore artistico superbo, a mio parere... Oltre alla regia di certe sequenze, citata in precedenza, bisogna notare l'idea di far attraversare la casa nel filmato iniziale per poi far partire il giocatore dalla soffitta (trovata che aumenta il senso di inquietudine e allo stesso tempo dà una sensazione di realismo dell'ambiente), così come la sequenza pre-finale in cui si riattraversa la magione disinfestata. Vogliamo parlare di quando possiamo far suonare delle musiche, che rimangono poi come colonna sonora per qualche minuto?

Per quanto riguarda i puzzle, eh. Più che un'ag, prima che un survival horror, trovo che AitD sia appunto un puzzle game: ad ogni stanza bisogna capire come uscirne indenni.
Molto spesso è spietato, portandoti a una "sudden death" alquanto irritante.
Alcune soluzioni sono inserite sibillinamente nei testi:

Capire come scendere al primo piano dopo aver letto un testo in cui si suggerisce di usare "scudi che sembrano specchi" non è così arduo... ma certo comprendere come sconfiggere il pirata leggendo "L'acciaio uccide il vagabondo che giammai morirà", affermazione mischiata a mille altre frasi in mille libri diversi... è un'altra cosa.

Altre sono "di contesto"

Via, non definirei illogico provare a far suonare il grammofono in una sala da ballo... nè posare una zuppa su una tavola di una sala da pranzo [è impossibile pensare che il gioco preveda che noi uccidiamo tutti quegli zombie]

Altre richiedono tassativamente di morire prima di farsi venire idee

i quadri...

Tuttavia il gioco è molto difficile anche per ovviare a problemi di longevità; se i giochi di quegli anni fossero facili come quelli di oggi, si finirebbero in un'ora...

E' vero comunque che non siamo davanti a un gioco privo di difetti. I bug, soprattutto sul movimento del personaggio, si sprecano, e senza dubbio sarebbe stato meglio fornire indizi più numerosi e classicamente "da avventura". Non ho apprezzato la storia nè il modo in cui viene raccontata - sostanzialmente credo non possa coinvolgere nessuno che non sia un fan della mitologia di Lovecraft... pur leggendo tutti i testi ho avuto difficoltà a comprendere la situazione, nonostante la trama sia piuttosto banale. Anche l'idea di usare un personaggio pressochè senza background e senza reazioni non mi aggrada, benchè dopo questo gioco non si può che provare simpatia per lui :mrgreen:
Se poi avessero differenziato le due avventure senz'altro il tutto ne avrebbe guadagnato.

Comunque rimango dell'opinione che AitD meriti tutti gli elogi e le definizioni di capolavoro che si è presso, è un titolo di un'importanza colossale e di uno charme notevole. Purtroppo giocato con gli occhi di oggi non può che offrire un'esperienza frustrante e in parte sgradevole, ma via, astraiamoci dalla soggettività e guardiamolo con occhi "storici"... :wink:
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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Enigmista il venerdì 11 luglio 2008, 20:13

Overmann ha scritto:Questo topic contiene molti spunti interessanti :mrgreen:

AitD, se giocato oggi come se fosse un gioco di oggi è ben difficile che piaccia, ma se giocato oggi come se fosse un gioco di 15 anni fa è sorprendente.
Come in molti avete detto, un tempo i giochi erano difficili e si moriva in continuazione. Provate un qualunque gioco action / platform a 8 bit... :mrgreen: E lì non si poteva neanche salvare. Cioè, se ripenso che io a 10 anni consumavo livelli su livelli di Alex Kidd e Mercs su Master System mi spavento :shock: a rigiocarli ora, abituato come sono al concetto di poter uccidere orde di nemici prima di dovermi preoccupare della salute, provo non poca frustrazione, anche potendo salvare innumerevoli volte.

AitD ha dei pregi notevoli: la totale non linearità dell'avventura, ad esempio... Non si ha mai la sensazione di essere guidati, vi è una sorta di realismo nell'essere lì e cercare di sciogliere tutti i nodi.
Il modo di incutere terrore con i pochi mezzi all'epoca, è un altro esempio: il gioco inizia con due scontri molto difficili, che fanno subito intuire quanto l'essere umano che usiamo sia debole nei confronti delle creature... dopo quella stanza, a OGNI finestra che vedi ti viene un groppo. E' come se sapessi che da lì uscirà qualcosa. I quadri inquietanti, le finestre "che sembra che ci siano delle persone che ti guardano", la regia eccelsa di certi passaggi, trovate come "mostro che appare appena apri porta" o "stanza COLMA di zombie immobili"... Tutto ciò è impagabile.
Fa ancora paura?
A mio avviso no; era uno stadio tecnologico ancora troppo arretrato, le musiche midi, le stanze comunque sempre luminose... Però, per quel che poteva ottenere, è un esempio di come un horror andrebbe fatto - e non in pochi hanno pescato dal suo carnet per le ispirazioni dei titoli futuri.

AitD ha anche un valore artistico superbo, a mio parere... Oltre alla regia di certe sequenze, citata in precedenza, bisogna notare l'idea di far attraversare la casa nel filmato iniziale per poi far partire il giocatore dalla soffitta (trovata che aumenta il senso di inquietudine e allo stesso tempo dà una sensazione di realismo dell'ambiente), così come la sequenza pre-finale in cui si riattraversa la magione disinfestata. Vogliamo parlare di quando possiamo far suonare delle musiche, che rimangono poi come colonna sonora per qualche minuto?

Per quanto riguarda i puzzle, eh. Più che un'ag, prima che un survival horror, trovo che AitD sia appunto un puzzle game: ad ogni stanza bisogna capire come uscirne indenni.
Molto spesso è spietato, portandoti a una "sudden death" alquanto irritante.
Alcune soluzioni sono inserite sibillinamente nei testi:

Capire come scendere al primo piano dopo aver letto un testo in cui si suggerisce di usare "scudi che sembrano specchi" non è così arduo... ma certo comprendere come sconfiggere il pirata leggendo "L'acciaio uccide il vagabondo che giammai morirà", affermazione mischiata a mille altre frasi in mille libri diversi... è un'altra cosa.

Altre sono "di contesto"

Via, non definirei illogico provare a far suonare il grammofono in una sala da ballo... nè posare una zuppa su una tavola di una sala da pranzo [è impossibile pensare che il gioco preveda che noi uccidiamo tutti quegli zombie]

Altre richiedono tassativamente di morire prima di farsi venire idee

i quadri...

Tuttavia il gioco è molto difficile anche per ovviare a problemi di longevità; se i giochi di quegli anni fossero facili come quelli di oggi, si finirebbero in un'ora...

E' vero comunque che non siamo davanti a un gioco privo di difetti. I bug, soprattutto sul movimento del personaggio, si sprecano, e senza dubbio sarebbe stato meglio fornire indizi più numerosi e classicamente "da avventura". Non ho apprezzato la storia nè il modo in cui viene raccontata - sostanzialmente credo non possa coinvolgere nessuno che non sia un fan della mitologia di Lovecraft... pur leggendo tutti i testi ho avuto difficoltà a comprendere la situazione, nonostante la trama sia piuttosto banale. Anche l'idea di usare un personaggio pressochè senza background e senza reazioni non mi aggrada, benchè dopo questo gioco non si può che provare simpatia per lui :mrgreen:
Se poi avessero differenziato le due avventure senz'altro il tutto ne avrebbe guadagnato.

Comunque rimango dell'opinione che AitD meriti tutti gli elogi e le definizioni di capolavoro che si è presso, è un titolo di un'importanza colossale e di uno charme notevole. Purtroppo giocato con gli occhi di oggi non può che offrire un'esperienza frustrante e in parte sgradevole, ma via, astraiamoci dalla soggettività e guardiamolo con occhi "storici"... :wink:





Più che giusto.
Aitd è dannatamente difficile e ingiocabile ormai ma una pietra miliare degli horror.E da tale resterà per sempre.

Bye by ?
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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Gnupick il venerdì 11 luglio 2008, 21:21

D'accordo con Overmann.

Aggiungo anche che Ed Carnby è fisicamente un personaggio unico. E' vero, non ha introspezione, sappiamo solo che è un detective, però in quale altro gioco ci viene chiesto di impersonare un personaggio così... MEDIO? Non è nè bello nè brutto, ha i baffoni, è fisicamente poco prestante e ha l'atteggiamento da lord inglese... è del tutto fuori posto! Per questo adoro il suo character design (altro che Gordon Freeman!), è davvero atipico ed è una scelta a suo modo folle, che forse meritava una cura maggiore nel suo background e nella psicologia.
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Re: Alone in the Dark (quelli classici)

Messaggioda Tsam il giovedì 15 maggio 2014, 10:33

Seguendo una moda che sembra diventata ormai una regola, anche Alone In The Dark, uno dei classici della storica Infogrames, sbarca a suon di fanfara sull'App Store, in una versione ovviamente rivisitata nei controlli, ma fedele nella logica e nella storia all'originale.
Disponibile a breve anche sullo store italiano, questo titolo potrebbe fungere da apripista all'intera serie, nell'attesa di un nuovo capitolo che sappia rispolverare l'epicità dei primi capitoli, ormai da troppo tempo abbandonati a loro stessi.
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