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Detention

Il mondo delle Avventure Grafiche, dalle origini sino ai giorni nostri.

Moderatori: Simo the best, Adrian

Detention

Messaggioda Overmann il giovedì 17 gennaio 2019, 20:20

(Lo dico subito: il gioco non ha sottotitoli in italiano)

Gioco dal successo non certo incomprensibile, ma probabilmente insperato nella portata... Attualmente è una delle pochissime avventure tradizionali recenti ad avere un metascore superiore ad 80, è stato uno dei giochi con la votazione più alta del 2017 sia su Metacritic che su Steam dove ha un punteggio sia "storico" che recente di 96% :shock:

Perchè strano? Perchè:
- è un gioco cinese, con un'impronta culturale asiatica molto forte, quindi piuttosto settorializzato
- la storia è relativamente complessa e non certo diretta, si può dire che non abbia nulla di "commerciale"
- la storia è piuttosto triste e malinconica, non certo un'avventura piena di battute divertenti
- ha un valore di produzione abbastanza basso, non è doppiato, dura 3 ore ecc.
- ha alcuni difetti abbastanza evidenti come la lentezza con cui si muove il personaggio
- è praticamente un'avventura grafica: ritmo lento, puzzle anche da inventario, focus sullo scoprire la storia, parti d'azione fatte male, insomma non ha NIENTE di un gioco "moderno"

Ora, ovviamente a me che amo le storie asiatiche drammatiche e le avventure tradizionali lente, è piaciuto molto... :lol:

Ovviamente sono contento del suo successo, mi ha solo sorpreso.

Immagine

Il gioco è sviluppato e ambientato a Taiwan. In pochi conoscono la storia di Taiwan: l'isola ha radici culturali cinesi, ma è stata sotto il dominio giapponese per circa cinquant'anni, prima di tornare sotto il controllo cinese alla fine della seconda guerra mondiale. In quel periodo però la Cina viveva una guerra civile tra comunisti (Mao) e nazionalisti (Chiang), e lasciò l'isola nel caos. Con la vittoria di Mao, i nazionalisti trovarono rifugio proprio a Taiwan, che da allora crebbe come una "seconda Cina", e lo è tutt'ora (vi risparmio altri dettagli politici).

Fatto sta che dal dopoguerra i cinesi fecero sì prosperare economicamente l'isola, ma instaurarono anche un regime militare molto violento, atto a scoraggiare qualsiasi attività comunista sull'isola: questo periodo prende storicamente il nome di "terrore bianco" ma andrebbe tradotto con "terrore nero" (il bianco è il colore della morte nella cultura locale), giusto per rendere l'idea.

Il gioco è ambientato in una scuola, esattamente in questo periodo. In realtà, potrebbe essere ambientato in qualunque regime, dato che le tematiche trattate, come libertà, senso di colpa, paura, paranoia e violenza sono senz'altro comuni a tutti i regimi di stampo militare...

L'aspetto migliore del gioco rimane sicuramente la narrazione. Un horror psicologico con questo carisma non si vedeva da molto tempo: il gioco si prende sul serio e svela piano piano una storia interessante sia dal punto di vista personale sia per l'atmosfera che la permea. Indubbiamente, viste le premesse, dove vada a parare il titolo lo si capisce abbastanza in fretta... ma ciò non toglie nulla al godimento del gioco. Tanti piccoli dettagli dipingono un'avventura estremamente curata, che va giocata con una certa attenzione.

I protagonisti, Wei e Fang, sono un ragazzo e una ragazza studenti della scuola, legati fra loro e ad alcuni eventi della scuola stessa, che scopriremo trovando documenti lungo il gioco. Sin da subito l'atmosfera diventa "spettrale" e i due devono scoprire cosa stia succedendo.

L'andamento è piuttosto lineare, e per fortuna data la lentezza dei movimenti. L'interfaccia è molto simile a The Cat Lady, si cammina in 2D. Si raccolgono documenti, si scoprono sempre più elementi della storia (sia attraverso alcuni flashback che attraverso simbolismi visivi), e in generale si attraversano ambientazioni molto "horror" che virano sempre più verso lo psicologico senza però perdersi in astrattismi senza senso: anzi, il filo rosso che collega tutto il gioco è evidente e il finale non delude.

Vi sono alcuni elementi d'azione in cui bisogna ad esempio trattenere il respiro per non farsi vedere dai demoni, ma parliamo di pochissimi incontri non certo punitivi. Si potevano anche eliminare, servivano solo per il trailer... Il grosso del gioco sono puzzle, sia da inventario che ambientali, piuttosto vari e riusciti nonostante parliamo di un gioco molto semplice rispetto ai canoni del punta e clicca.

Il gioco finisce lasciando qualcosa, e credo questo sia il cardine che abbia portato molta gente a sorvolare i difetti; colpisce che non sia un gioco "ruffiano" come può esserlo To The Moon, è piuttosto pesante, molto più "triste" di quanto non sia commovente o deprimente. Di sicuro è una perla rara nel mercato attuale.

Una cosa che non mi è piaciuta e che si poteva evitare, è il doppio finale... Alla fine i due finali si "completano" a vicenda e sono determinati da una serie di domande/risposte che darete a un personaggio a dir poco onirico verso la fine del gioco. Difficile dare le risposte "giuste" e possibilissimo perdersi il salvataggio per il finale più lungo. Ovviamente c'è youtube.

Buono invece l'audio, non c'è doppiaggio, ma le musiche sono di sicura atmosfera.

Io vi metterei in guardia dai difetti del gioco, ma dato che è piaciuto a tutti, non vedo perchè non debba piacere anche a voi :lol: unica cosa, ovviamente, non è tradotto in italiano. Lo aggiungo anche in testa al topic.

Overmann
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