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Sono davvero avventure?

Il mondo delle Avventure Grafiche, dalle origini sino ai giorni nostri.

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Sono davvero avventure?

Messaggioda Tsam il martedì 12 settembre 2017, 17:20

Il dibattito se i walking simulator possano essere considerati avventure o semplici esercizi visivi senza interazione, è sicuramente uno dei temi più dibattuti nel recente passato; giochi come Dear Esther pongono infatti l'accento sul fatto che l'interazione non deve essere forzatamente fisica, ma possa essere invece spostata sul piano emotivo, aprendo al contempo la porta a tutta una serie di riflessioni sulla predominanza del piano narrativo rispetto a quello ludico.

Partnedo da un recente articolo postato su Games Industry, dove viene raccontata l'estremizzazione del concetto con la nascita di Dear Esther Live, un'esperienza unicamente legata alla rappresentazione sonora del giocato tramite la musica e le voci narranti, vi chiediamo di raccontarci quale sia la vostra posizione sul tema. Credete che il videogioco possa arricchirsi con questo tipo di prodotti o che invece il mercato non sia ancora in grado di comprenderli/accettarli, soprattutto se pensiamo al mondo delle avventure grafiche? Dear Esther e i suoi fratelli sono "degni" di essere annoverati nel genere?
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Re: Sono davvero avventure?

Messaggioda luise il martedì 12 settembre 2017, 18:36

Non saprei ,non ho giocato a Dear Esther .Fate qualche esempio di giochi simili .
Da quello che ho capito, a me "vedere"senza risolvere nessun enigma annoia ,preferisco guardarmi un film o telefilm. Non mi interessa spendere per quel prodotto . Il mercato giovanile mi sembra apprezzi molto questi giochi Tipo:Life is Strange ( se rientra nella vostra categoria) .

Ho apprezzato moltissimo Unravel che per me non è un gioco ma molto di più!Una storia straordinaria dove ,anche se non ci sono enigmi classici bisogna sbrogliare la "matassa "! :mrgreen:
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Re: Sono davvero avventure?

Messaggioda Neo-Geo il mercoledì 13 settembre 2017, 10:28

luise ha scritto:Non saprei ,non ho giocato a Dear Esther .Fate qualche esempio di giochi simili .
Da quello che ho capito, a me "vedere"senza risolvere nessun enigma annoia ,preferisco guardarmi un film o telefilm. Non mi interessa spendere per quel prodotto . Il mercato giovanile mi sembra apprezzi molto questi giochi Tipo:Life is Strange ( se rientra nella vostra categoria) .

Ho apprezzato moltissimo Unravel che per me non è un gioco ma molto di più!Una storia straordinaria dove ,anche se non ci sono enigmi classici bisogna sbrogliare la "matassa "! :mrgreen:


Simili a Dear Esther ci sono Everybody's Gone to the Rapture, Gone Home, Firewatch, What Remains of Edith Finch, VIrginia, Sunset...

In realtà tutti hanno delle piccole differenze, chi offre qualche interazione in più chi in meno (ad esempio in firewatch ci sono i dialoghi, in Gone Home sei più libero di muoverti rispetto a Dear Esther nel quale segui un percorso solo, in Virginia è tutto invece ancora più pilotato ecc...), ma di fatto condividono tutti lo stesso concetto. Quello di mettere al primo posto l'esplorazione e non la risoluzione degli enigmi, che di fatto sono assenti o poco presenti.

Life is Strange è un'altra cosa, li siamo più dalle parti dei Telltale/QUantic Dream, più simile ad una serie interattiva nel quale contano un po' di più le scelte che si fanno e c'è dell'interazione in più. Oltretutto Life is strange è molto più simile ad un'avventura punta e clicca di quanto non sembri, c'è molta più esplorazione e anche qualche piccolo enigma. Anche se siamo ovviamente lontani anni luce da un Monkey Island qualsiasi ovviamente. E conta che QUESTO è quello più vicino ad un pubblico "giovanile", i giochi stile Dear Esther sono più apprezzati da un pubblico più "adulto" in realtà, soprattutto per le tematiche.


Personalmente ritengo che siano giochi che hanno una parentela molto stretta con le avventure punta e clicca. Vedo in loro una sorta di naturale evoluzione di quello che potrebbe essere il genere. Rimangono comunque esperienze diverse con meccanismi differenti e non è detto che a chi piaccia uno dei due generi possa per forza apprezzare l'altro. Io mi ci trovo bene in entrambi!
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Re: Sono davvero avventure?

Messaggioda Ekaterina il mercoledì 13 settembre 2017, 14:28

Secondo me una avventura deve avere:
- una storia.
- una missione. Il giocatore deve avere un obiettivo, questo può essere chiaro fin dall'inizio oppure scoprirsi pian piano ma ci deve essere una missione che porti al compimento della storia.
- delle azioni da compiere. Possono essere puzzle, raccogliere e assemblare oggetti, interagire con i personaggi... ma il giocatore deve fare qualcosa per permettere alla storia di andare avanti. E deve aver bisogno di pensare a come eseguire queste azioni.

Se mancano queste cose si può avere lo stesso un prodotto ottimo e apprezzabilissimo, ma secondo me non si tratta di una avventura grafica.
Sto leggendo: Il signore dei vampiri (Jeanne Kalogridis)
Sto giocando: Sherlock Holmes Crime & Punishment
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Re: Sono davvero avventure?

Messaggioda Dead Space il mercoledì 13 settembre 2017, 15:25

Si per me sono un genere di avventure grafiche e dico questo perché se andiamo a ritroso nel tempo (C64 e amiga 500)il termine avventure grafiche serviva proprio a descrivere un genere di gioco dove fondamentalmente vivevi una avventura o meglio una narrazione ma in formato grafico. In pratica era come leggere un libro solo con gli enigmi per aumentare l'immedesimazione e il tutto in formato grafico. Quella volta gli enigmi erano necessari per coinvolgere emotivamente il giocatore...oggi la potenza dell'hardware permette di creare paesaggi e musiche da film e questo significa che possiamo letteralmente vivere una narrazione in formato grafico essendo coinvolti senza però dover per forza risolvere gli enigmi. Una cosa simile anche ai libri game.
È diverso da una grafic novel...qui noi abbiamo libertà di movimento e di scelta se c'è da scegliere.
Quindi si....sono avventure grafiche...a me personalmente piacciono anche molto...perché sono rilassanti e se giocate con delle cuffie 7.1 al buio danno pure gusto!
Il futuro di questo genere sarà indubbiamente la vr per ovvi motivi.
Ho apprezzato molto ad esempio the stanley parable.
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Re: Sono davvero avventure?

Messaggioda Tsam il mercoledì 13 settembre 2017, 16:48

Il bello è proprio capire, con l'avvento della realtà virtuale, quale destino avranno questo tipo di avventure; anche io sono del partito che le considera annoverabili nel genere (sebbene non siano i miei esponenti preferiti in quanto preferisco utilizzare i miei neuroni), anche se posso comprendere chi le considera a prescindere troppo lontano dal canone.

Del resto la necessità di donare una categoria a tutto colpisce anche i cosiddetti walking simulator, probabilmente per certi aspetti più affini al mondo cinematografico che al videogioco in quanto tale, ma credo che non debbano essere forzatamente rilegati in un angolo per questo motivo; alcune soluzioni (visive e sonore) potrebbero infatti regalare quella dinamicità che spesso manca, anche in titoli più blasonati.
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Re: Sono davvero avventure?

Messaggioda Dead Space il venerdì 15 settembre 2017, 10:49

Chi li vede troppo distanti dalle AG è solo perché è abituato alla AG "con gli enigmi"...ma come ho detto prima è un errore perché l'introduzione degli enigmi è stata anche una necessità di gameplay per riempire il gioco visto che i computer dell'epoca non potevano farti vivere avventure e storie in maniera profonda.
Gli enigmi sono belli in sè e arricchiscono i contenuti ma sono anche stati un espediente tecnico per sopperire ai limiti hardware. Oggi un walking simulator (termine sbagliato per me) è una vera avventura grafica perché ti fa vivere un romanzo (avventura) in maniera grafica appunto.
Ovvio poi che il genere va arricchito e così sarà...i giochi quantic dream ci vanno molto vicino a questo concetto.
Il futuro sarà giochi alla quantic dream in vr con tanto di enigmi...come al solito i generi si fonderanno e ci saranno anche quelli più puritani.
il bello dei tempi moderni è che ci sono giochi per tutti i gusti!
D'altronde anche doom è stato sempre il re degli fps...ma l'ultimo ha delle contaminazioni lievi di rpg...un pizzico di fusione sta sempre bene.
Il vero segreto è saper raccontare la storia.
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Re: Sono davvero avventure?

Messaggioda luise il venerdì 15 settembre 2017, 11:04

Non sarà un 'avventura cit .
Non metto in dubbio che possono piacere ,in particolare ai giovani .Basta guardare le vendite : fanno Boom !
Quello interessa agli sviluppatori.
A me non interessano neanche le ag testuali . O amiga 500 per me è arabo . Non provo quel senso di nostoalgia perché non le ho mai giocate da bambina .
Sono giochi che fanno leva su i ricordi dell'infanzia .
Comunque per quanto mi riguarda salvo eccezioni e ora di mettere il mouse e il pad al chiodo .
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Re: Sono davvero avventure?

Messaggioda Dead Space il sabato 16 settembre 2017, 16:41

Oddio per me il mouse e il pad rimangono eccezionali. A parte il discorso vr (che comunque funziona male su molti giochi) tutte le altre forme di motion controllers sono piu un fastidio che altro per me.
Il punto è che al contrario di quello che promettono io mi sento molto meno immerso a usare quei cosi dove devo muovermi fisicamente che il mouse o il pad. Il fatto di doversi muovere mi distrae e mi porta l'attenzione sul mondo fisico, mentre con il mouse o il pad sono fermo e quindi mi focalizzo tutto sull'azione.
Penso che la vr sia eccezionale per i simulatori di volo e spaziali o di auto...gli altri giochi non lo so...bisognerebbe provare un fps fatto veramente bene in vr.
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